Castelleone: non si celebra il Giorno del Ricordo, scoppia la polemica

lista civica paese verde 17/02/2016 - Di seguito pubblichiamo l'interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare “Lista Civica Paese Verde”, dopo il comunicato del 9 febbraio 2016, con il quale l'Amministrazione comunale annunciava la volontà di non celebrare ufficialmente il “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale, alternando ogni anno una sola manifestazione.

A nostro parere sia il “Giorno della Memoria” 27 gennaio, in ricordo dello sterminio del popolo ebraico da parte della dittatura nazi-fascista, che il “Giorno del Ricordo”per ricordare i tanti cittadini innocenti massacrati nelle foibe dai miliziani della Jugoslavia, vanno celebrati ogni anno distintamente con iniziative specifiche, coinvolgendo le scuole, le associazioni varie, il maggior numero di cittadini per mantenere sempre vivo il ricordo di questi tragici eventi che hanno causato la morte di tanti innocenti e tante sofferenze e si deve fare ogni sforzo possibile affinché ciò non si dimentichi e non accada mai più. Tra l'altro lo Stato Italiano con leggi apposite che vengono richiamate nell'interrogazione, esorta le pubbliche Istituzioni ad impegnarsi il più possibile proprio per non dimenticare quanto accaduto e a diffondere la cultura del rispetto, della tolleranza, della pace e della convivenza civile.

Di seguito il testo completo dell'interrogazione
Oggetto: Interrogazione I sottoscritti Consiglieri comunali Domenico Guerra, Fabrizio Franceschetti e Valentina Galli rivolgono alla S.V. La seguente interrogazione:

visto il comunicato stampa del 9 febbraio 2016 con cui si dichiarava che per la celebrazione del “Giorno del Ricordo” del 10 febbraio 2016 l'Amministrazione comunale non intendeva organizzare nessuna iniziativa per commemorare le vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata in quanto il 27 gennaio 2016 in occasione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico l'Amministrazione comunale aveva inaugurato con i ragazzi delle Scuole la “Mostra dei bambini di Terezin”, da noi molto apprezzata; visto che nello stesso comunicato stampa si dichiarava l'intento di alternare dal prossimo anno una sola iniziativa celebratrice dei due momenti tragici della nostra storia, e quindi ciò fa supporre che per il 2017 nessuna iniziativa sarà fatta per celebrare il “Giorno della Memoria”;

considerato che in passato le Amministrazioni comunali precedenti hanno sempre giustamente attivato con le scuole, le associazioni culturali, i rappresentanti delle comunità duramente colpite dai tragici eventi che hanno caratterizzato la storia del secolo scorso, iniziative per celebrare il “Giorno della Memoria” e il “Giorno del Ricordo” anche se a pochi giorni di distanza l'una dall'altra;

considerato inoltre che lo Stato Italiano ha istituito con legge del 20 luglio 2000 n. 211 il “Giorno della Memoria”e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, e con legge del 30 marzo 2004 n. 92 il “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati;

considerato infine che le leggi sopracitate costituiscono, a nostro parere, un obbligo morale da parte dello Stato Italiano affinché tutte le istituzioni pubbliche si adoperino per realizzare ogni anno iniziative di ogni genere insieme ai cittadini, per ricordare e non dimenticare mai le sofferenze che tante persone hanno subito in un periodo storico così drammatico per l'umanità.

Chiedono:

Perchè l'Amministrazione comunale non ha organizzato nessuna iniziativa per celebrare il 10 febbraio “Giorno del Ricordo”;
quali sono le ragioni che hanno indotto l'Amministrazione comunale a celebrare un solo evento ogni anno in maniera alternata;
se non ritiene invece l'Amministrazione comunale, nel rispetto delle leggi qui sopra ricordate, riconsiderare l'idea e continuare invece a celebrare tutti gli anni il “Giorno della Memoria” e il “Giorno del Ricordo” come è stato fatto fino ad ora coinvolgendo le scuole, le associazioni varie, le forze politiche ed il maggior numero di cittadini.
Chiedono infine che alla seguente interrogazione venga data risposta ai sensi dell'art. 43 comma 3 del T.U.E.L n. 267 del 18 agosto 2000.

Certi della Sua attenzione, inviano i più cordiali saluti.
Domenico Guerra, Fabrizio Franceschetti, Valentina Galli



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2016 alle 11:34 sul giornale del 18 febbraio 2016 - 652 letture

In questo articolo si parla di castelleone di suasa, politica

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Massimo Bello

17 febbraio, 20:00
Ho letto l'articolo dl Gruppo consiliare di minoranza e trovo fuorviante - al di là dall'osservazione indirizzata all'Amministrazione comunale - che i consiglieri indichino il 'Giorno del Ricordo' quale ricorrenza di massacri perpetrati dalle milizie jugoslave!

È' bene che sappiano, i consiglieri di minoranza, che il massacro degli italiani nelle foibe fu perpetrato dai partigiani comunisti titini con la complicità dei partigiani comunisti italiani.

Detto questo, non trovo istituzionalmente e moralmente corretto che l'Amministrazione comunale non abbia commemorato il Giorno del Ricordo. Non può esserci alternanza per questo tipo di ricorrenze perché abbiamo il dovere di ricordarle tutte e far conoscere la verità di fatti e della storia.

Da ultimo, i consiglieri di minoranza invitino, al contrario, i loro colleghi di Ostra Vetere, che governano il paese, di celebrare il Giorno del Ricordo.

Non vorrei che la Giunta di Ostra Vetere si fosse dimenticata di commemorare il Giorno del Ricordo per ragioni squisitamente politiche...ed invito l'Amministrazione di Castelleone di Suasa a non cadere in questi errori, che non hanno alcuna giustificazione.

Massimo Bello

luigi alberto weiss

18 febbraio, 08:42
Ecco un esempio illuminante della ignoranza di chi guida le istituzioni. Celebrare la Giornata del Ricordo significa richiamare tristi pagine di storia per migliaia di italiani, allo stesso modo di quanto avviene per gli ebrei. Inoltre le Marche furono uno dei terminali dell'esodo cui furono costretti i profughi cacciati dall'Istria e dalla Dalmazia, per cui una celebrazione del genere significa anche conoscere il ruolo della nostra regione in quella vicenda. Per non dire della firma del Trattato di Osimo, cosa evidentemente sconosciuta a tanti amministratori locali impegnati con social network e altre amenità del genere.

angelo pagliarani

18 febbraio, 15:51
è ora di smetterla di ricordare, è ora di dimenticare, di riappacificare!
comunisti e nazisti, tutti sullo stesso piano!
rispetto per l'incolumità della persona qualunque sia la sua religione o la sua fede politica!
è ora di finirla di strumentalizzare tutto a fini politici!
la barbarie non ha colore politico, è barbarie e basta!