Città Futura: "La Regione Marche ha bisogno di un assessore alla Sanità"

logo 2015 la città futura senigallia 16/02/2016 - Il recente scambio di opinioni tra La Città Futura, lista della Sinistra Ambientalista di Senigallia, e il Presidente della commissione sanità della regione Marche fa parte del normale confronto tra chi intende rappresentare le legittime esigenze dei cittadini e chi ha l'onere di organizzare il servizio sanitario.

Fabrizio Volpini è sicuramente persona di sinistra per valori e pratica ed è senza dubbio la figura più progressista della compagine di governo regionale. Ma non è questo il punto. E' necessario ricordare che il riordino del sistema sanitario Nazionale, voluto dal ministro Balduzzi (governo Monti) mirava principalmente ad un contenimento della spesa sanitaria, nonostante l'Italia sia al di sotto della media dei paesi europei occidentali nel rapporto spesa sanitaria/PIL. Nelle Marche queste indicazioni hanno trovato piena attuazione con il governo Spacca e i suoi tecnici, mentre nessun governo nazionale successivo, pur a guida PD, ha provato minimamente a metterle in discussione. Proprio perché il presidente della commissione sanità delle Marche è Fabrizio Volpini c'erano e ci sono attese per un cambiamento di rotta a livello regionale.

In questi primi otto mesi di governo facciamo un po' fatica a rilevarlo, almeno qui dal nostro punto di osservazione senigalliese. Le scelte della riorganizzazione sanitaria previste da Spacca e dai suoi tecnici vanno avanti speditamente. Il dichiarato riallineamento per investimenti tecnologici e risorse umane rispetto ad altre zone dell'Area Vasta 2 tarda a realizzarsi. Jesi era e resta il centro della nostra Area Vasta e, purtroppo, non per la sua crescita, ma per l'impoverimento delle altre zone. Nello specifico, aver posizionato, nel precedente mandato, a Jesi la responsabilità del Laboratorio Analisi, della Radiologia, della Farmacia Ospedaliera (servizi a supporto di tutti gli altri reparti) è stata una chiara scelta, ma non condivisibile. Per la riparazione di un a apparecchiatura, persino per la sostituzione di una semplice lampada per visita, bisogna chiedere a Jesi!

Inoltre, ma solo per esempio, a Senigallia, Ginecologia, Ortopedia, Cardiologia hanno uguali volumi prestazionali rispetto alle altre strutture ospedaliere dell'Area Vasta, ma con minor personale. Quindi l'alto livello assistenziale del nostro ospedale si regge sugli eccessivi carichi di lavoro del personale. Ma fino a quando? Difficile pensare che si possa proseguire a lungo. Così come è difficile convincersi che la centralità di Jesi sia dovuta solo alla posizione geografica. Qui a Senigallia La Città Futura governa con il PD e su sua iniziativa tutto il Consiglio Comunale ha approvato mozioni che impegnano il Sindaco a chiedere alla Regione linee guida attuative per l'IVG farmacologica e per l'uso terapeutico della cannabis e, nel precedente mandato, abbiamo istituito la Dichiarazione Anticipata di Trattamento (Testamento Biologico) e il Riconoscimento delle Unioni Civili, abbiamo persino promosso, e il Consiglio ha approvato, una mozione a sostegno della FIOM contro il referendum/ricatto di Marchionne.

Sappiamo benissimo quali siano oggi i compagni di viaggio di Volpini in Regione e il peso dei partiti conservatori alleati del PD. Per questo crediamo che sia ormai tempo che la Regione Marche abbia finalmente un Assessore alla Sanità nel pieno delle sue funzioni e poteri, serio competente e attento alle necessità della Sanità pubblica. E' l'augurio che ci facciamo come cittadini senigalliesi e marchigiani.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-02-2016 alle 15:10 sul giornale del 17 febbraio 2016 - 865 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, La Città Futura, Carlo Girolametti

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luigi alberto weiss

17 febbraio, 09:04
Qualcuno deve pur fermare lo scempio che sta provocando questa specie di presidente di Regione, che per la sanità sta dividendo le Marche in un'area costiera e un'area interna, dove quest'ultima è penalizzata dallo squilibrio tra strutture abilitate e territori da servire. La riorganizzazione che sta realizzando tiene conto solo di interessi di lobby.




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