Referendum sulla riforma sanitaria, Mangialardi: “No alla demagogia e all’immobilismo, le Marche hanno bisogno di servizi efficienti”

sanità - generico - 750px 10/02/2016 - “Tralasciando il fatto che in termini di legge la riforma della sanità non può essere oggetto di referendum, va detto che i quattro quesiti referendari proposti hanno nulla o scarsa attinenza con i contenuti della medesima riforma e, in particolare, sulla riorganizzazione dei servizi. Infatti, essi riguardano la distribuzione delle competenze tra giunta e consiglio da un lato e gli organi amministrativi dell’Asur dall’altro, senza possibilità di incidere sugli atti precedentemente assunti dagli stessi organi. Paradossalmente, in caso di esito positivo, il referendum finirebbe con l’estendere le prerogative del governo regionale, consentendogli addirittura di interferire sulle nomine dei direttori di area vasta”.

Così il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, sul referendum abrogativo relativo alla riforma sanitaria regionale promosso dal Movimento 5 Stelle.

“Le Marche – continua Mangialardi – hanno la possibilità e il dovere di voltare pagina per avere un sistema sanitario con servizi efficienti e finalmente in grado di mettere al centro la salute pubblica e i diritti dei cittadini. Cerchiamo di non farcela sfuggire inseguendo le sirene della demagogia e dell’immobilismo. Semmai la sfida deve essere quella di un’attuazione con il pieno coinvolgimento dei territori, che devono essere capaci di dimostrarsi allo stesso tempo beneficiari e protagonisti attivi della riforma regionale, proponendo l’istituzione di servizi in base alle loro peculiari esigenze.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2016 alle 16:04 sul giornale del 11 febbraio 2016 - 830 letture

In questo articolo si parla di sanità, comune di senigallia, politica, senigallia

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Commento modificato il 11 febbraio 2016

Premesso che la partecipazione dei cittadini, attraverso il referendum, alla vita amministrativa della nostra Regione è democrazia, e non demagogia, nel merito, se le cose stanno come riferite dal sindaco, il comitato del "no" avrebbe gioco facile a sostenere le proprie ragioni.

Come al solito, il signor sindaco confonde la democrazia diretta con la demagogia.

Soltanto un appartenente al PD, che a livello nazionale riforma la costituzione senza che il presidente del consiglio sia stato eletto, può confondere i due termini.

Riassumiamo il concetto di referendum legale in italia.

Per costituzione, l'unica forma referendaria ammessa (e vincolante legalmente) in questo paese è l'abrogativo.

Non esiste il referendum propositivo.
Non esiste il referndum consultivo (ovvero ascoltare i cittadini per poi ignorarli).

Non esiste il referendum confermativo (una legge pubblicata sulla gazzetta ufficiale entra in vigore immediatamente rendendo automaticamente nulli e inutili referendum confermativi seguenti).

Questo è alla portata di qualunque ragazzino di terza media.

Inquieta dunque, ascoltare persone (votate e non) pontificare su argomenti ovvi e definiti senza averne la conoscenza e, soprattutto, dimostrando una spaventosa ignoranza in materia.

Il populista, caro sindaco, è proprio lei che osa sostenere l'impossibilità legale di consultazione referendaria su argomenti rilevanti per i cittadini.

Evidentemente, egregio, lei non ha dimestichezza (buon per lei) con la sanità regionale, altrimenti saprebbe che il dottor Ceriscioli sta smantellando la sanità distribuita a favore di una accentrata con gli ovvi disservizi e ritardi prevedibili.

Sulla questione della demagogia, di cui voi esponenti del pd siete maestri (le ricordo il suo "non sono responsabile per l'alluvione" e le tweettate del suo capo nazionale), le consiglio di rileggersi qualche libro di "educazione civica" di terza media.

Le suggerirei anche di dare un'occhiata al concetto di "democrazia diretta" in vigore, ad esempio, nella vicina svizzera, ma forse sarebbe aspettarsi un po' troppo.

Questo suo intervento, egregio sindaco, è stato un po' sopra le righe e decisamente rozzo, ma va bene, ormai in italia siamo abituati a questo e altro.

Caro Sindaco, non vorrei che Lei esprima questa Sua opinione, dovuta al fatto che Ceriscioli gli abbia promesso che il nostro nosocomio rimane, rispetto ad altri ospedali che andrebbero a chiudere. Parlo di strutture come San Benedetto ed Ascoli dove uno dei due chiude in favore del nuovo Campiglione di Fermo. Oppure Civitanova e Macerata idem con patate. Quello di Marche nord, con la guerra tra Fano, Pesaro, Urbino e tutto l'entroterra pesarese. Queste ipotizzate chiusure dei punti nascita in favore dei nosocomi sulla costa, fanno comprendere che non si conoscono le reali esigenze femminili in queste situazioni. Inoltre vista la morfologia del territorio marchigiano nel periodo invernale con le infrastrutture stradali che tutti conosciamo, anche in caso di incidenti stradali, qualche volta un solo minuto è importante per salvare una vita umana.




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