Interruzione di gravidanza. Volpini: 'Trovata la soluzione. Medici di Senigallia a Jesi per la legge 194/78'

fabrizio volpini 09/02/2016 - Dopo la sollecitazione del Presidente della Commissione regionale Sanità, Fabrizio Volpini, si è trovata la soluzione per garantire anche nell'ospedale di Jesi l'applicazione della L. 194/78 sull'interruzione volontaria di gravidanza.

“Già dalle prossime settimane – spiega Volpini – si organizzeranno delle sedute nella struttura ospedaliera di Jesi per applicare la Legge 194/78, con medici provenienti dall'ospedale di Senigallia, rendendo quindi disponibile il servizio di interruzione volontaria di gravidanza. Una soluzione, questa, concordata tra il direttore dell'Area Vasta 2, Maurizio Bevilacqua, il Direttore del Dipartimento Materno-Infantile della stessa Area Vasta, Nelvio Cester ed il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Jesi, Angelo Curatola.

La prossima settimana, inoltre – informa il Presidente Volpini –, sarà convocata una seduta della Commissione Sanità con all'ordine del giorno un report sullo stato dell'arte dell'applicazione della Legge 194/78 sull'intero territorio marchigiano. Seduta in cui sarà prevista un'audizione con il Servizio Salute della Regione Marche e con il Coordinamento per la legge 194/78 ed altre rappresentanze del territorio che sostengono l'applicazione della stessa legge”.


 


da Gruppo Consiliare del Partito Democratico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-02-2016 alle 17:17 sul giornale del 10 febbraio 2016 - 972 letture

In questo articolo si parla di politica, jesi, senigallia, Gruppo Consiliare del Partito democratico, interruzione di gravidanza

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Si possono vedere pubblicate le statistiche sull'applicazione della Legge 194 nelle Marche, e nello specifico nelle Province e negli Ospedali marchigiani? E quanti sono, in percentuale, i medici marchigiani obiettori di coscienza? Tanto per capire di cosa stiamo parlando e della realtà che esiste.

Vorrei soffermarmi anche sull’art 2 lettera d) della L. n. 194/1978:
“I consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975, n.
405, fermo restando quanto stabilito dalla stessa legge, assistono la
donna in stato di gravidanza:
d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione della gravidanza.”

Ascoltando chi lavora nel sociale e nei consultori prendo atto che spesso le ragioni che inducono la donna all’interruzione di gravidanza sono di ordine psicologico e socio-economico. Se questa analisi è verosimile, o anche se non lo fosse, ritengo doveroso sottolineare che rispettare integralmente la normativa non significa solo garantire l’intervento, che è l’ultima azione del processo di aiuto, ma disporre di risorse umane (psicologi), sociali, economiche affinchè sia realmente possibile aiutare la donna a far superare le cause che la inducono all’interruzione. Tagliare le risorse pubbliche al sociale, alla sanità e alla prevenzione e sperare che solo le associazioni e il volontariato possano far fronte a tali ostacoli mi sembra veramente impossibile.

Solo quando si darà modo di avere le risorse necessarie, economiche e non, per dare modo alle donne di superare le cause dell’I.V.G., solo allora si potrà dire di aver dato completa attuazione alla legge in questione.

Sarebbe quindi interessante leggere quanti fondi sono stati stanziati per dare attuazione alla lettera d) dell'art. 2 della legge in questione.