Falconara: campione di autocross trovato morto. Si sospetta l'overdose

30/01/2016 - Tragedia nella notte. Gianluca Ferretti, imprenditore e campione di autocross, di 43 anni è stato trovato morto in un appartamento di Falconara Marittima, zona stazione, in compagnia di un trans brasiliano, che utilizzava l’appartamento clandestinamente.

Sul posto, nella notte tra venerdì e sabato, sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 ed i carabinieri. Ma per il senigalliese non c’è stato nulla da fare. Il sospetto dei sanitari, da una prima ricognizione sul corpo, è che il 43enne possa essere deceduto a causa di un cocktail di droga. Tuttavia per fare chiarezza sulle cause ed, eventualmente, su chi possa aver ceduto la droga, il pm Laurino ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita lunedì.

Il brasiliano, che ha dato l'allarme all’affittuario dell’appartamento che a sua volta ha chiamato i soccorsi, è stato accompagnato in caserma ed arrestato perchè inottemperante a un decreto di espulsione. Per quanto riguarda questa vicenda le indagini e gli accertamenti sono ancora in corso. Intanto la famiglia del senigalliese ha incaricato l’avvocato Corrado Canafoglia per accertare eventuali responsabilità di natura penale.

"Si tratta di una vicenda delicata, ancora da chiarire- dichiara l’avv. Corrado Canafogliapertanto la famiglia, auspicando il rispetto della riservatezza dei dettagli al fine di tutelare i 3 figli dell’uomo, dei quali 2 minorenni, mi ha incaricato di accertare eventuali responsabilità di natura penale".

Gianluca era molto conosciuto in città per la sua passione sportiva, l'autocross, che lo aveva visto trionfare più volte nella categoria tanto da essere ricevuto anche in comune. Appresa la notizia della morte tanti i messaggi di cordoglio che sono stati lasciati dagli amici soprattutto tramite i social network. 

 





Questo è un articolo pubblicato il 30-01-2016 alle 11:38 sul giornale del 01 febbraio 2016 - 13274 letture

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luigi alberto weiss

01 febbraio, 08:22
La preoccupazione dell'avvocato mi pare clamorosamente caduta nel vuoto. Ma non ci sono codici deontologici e "carte" varie che invece impegnano al contrario? Che delusione!

Non credo ci sarebbe stato modo di nascondere l'identità di una persona conosciuta, in una piccola città come Senigallia.
Quello che è successo è una tragedia, purtroppo non la prima e forse nemmeno l'ultima, bisogna leggere la notizia non con morbosità ma con la consapevolezza che può accadere a chiunque, nessuno è immune agli sbagli.
Un pensiero alla famiglia.




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