Giornata della memoria, Olocausto al centro del dibattito al Perticari

26/01/2016 - 27 gennaio. La giornata della memoria. Per non dimenticare, per non ripetere dinamiche perverse. A partire dalla risoluzione 60/7 deliberata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 1 novembre 2005 – a sessant’anni esatti dall’ingresso dell’Armata Rossa nel campo di sterminio di Auschwitz -, ogni anno si commemorano – ed è doveroso farlo – le vittime dell’Olocausto nazista. “Commemorare”: raccogliere insieme (“cum”) e riportare alla memoria (“memorare”) tanti episodi di un piano unitario che ha portato ad uno sterminio di massa.

Ma la Memoria storica – che è e vuole essere una come la Mnemosyne dei Greci – ci impone di riconoscere e condannare, accanto allo sterminio ebraico, altre forme abominevoli ed esecrabili di odio e di ferocia degli uomini verso altri uomini, quale ad esempio il caso dei “desaparecidos” argentini che ha portato alla sparizione di circa 30000 dissidenti sotto il regime della Giunta militare tra il 1976 e il 1983.

Nella giornata della memoria, gli studenti del Liceo “G. Perticari”, con alcune classi degli indirizzi Economico-Sociale e Scienze Umane, ricorderà tutto ciò. Da una parte il genocidio nazista, dall’altra la ricostruzione della strategia del terrore e degli eventi storici che nella metà degli anni ’70 hanno condotto in Argentina al terrorismo di stato. Sotto la guida di Paola Donatiello e della professoressa Patrizia Confalonieri, docente di spagnolo e referente del progetto, gli studenti porranno in primo piano la memoria di questi eventi neri della storia dell’umanità, avvalendosi anche della preziosa testimonianza di Roberto Calamita, ex-prigioniero politico italo-argentino vittima della dittatura di stato civico-militare argentina.

La dottoressa Donatiello li guiderà poi nella comprensione dei legami profondi che accomunano queste storie lontane nello spazio e nel tempo nell’ambito del progetto School of Memories. A scuola di memorie, costruire il passato per pensare il futuro, promosso dall’A.P.S. Tra-Mare culture sponsorizzata dall’Università per la Pace di Ancona e patrocinato dall’Ambasciata Argentina di Roma.

La riflessione sulla violenza dell’uomo sull’uomo, e in particolare sulla violenza della “guerra sucia” argentina, con testimonianze orali e memorie necessarie, nasce da un importante lavoro di indagine di Paola Donatiello, tesi di laurea in Antropologia culturale ed etnologia confluito poi in un libro edito da Eduvim, Y aùn lo estoy esperando. Immaginari condivisi/narrazioni dei desaparecidos di Còrdoba Argentina. Obiettivo dell’incontro è quello di costruire e dare un senso alla memoria per favorire lo sviluppo della cultura della pace, del rispetto dei diritti umani e della legalità nella consapevolezza che ogni crimine contro l’umanità, sopruso odioso ed ingiustificabile, nasce dal rifiuto dichiarato ed arbitrario delle diversità.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2016 alle 18:00 sul giornale del 27 gennaio 2016 - 681 letture

In questo articolo si parla di scuola, attualità, giorno della memoria, Liceo classico G. Perticari

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Lidia Strapazzon

26 gennaio, 20:48
E' bene ricordare tutte le vittime di qualsiasi tipo di genocidio

Commento modificato il 27 gennaio 2016

Si fa molto bene a fare queste giornate a scuola, per formare i giovani cittadini.
Purtroppo infatti ho sempre più l'impressione che l'intolleranza (non razzismo) che sembra crescere ogni giorno e che ha attecchito su molti adulti non possa essere superata se non in casi isolati da giornate "ricordo" come queste.
Mi immagino i più fare spallucce e continuare come al solito.

Con la Legge 20/7/2000 Nr. 211 s'istituisce il "Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e della persecuzione del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Perirono nell'Olocausto, dopo l'armistizio con gli Alleati a Cassabile, anche 7000 carabinieri della Capitale, arrestati dalla PAI (Polizia dell'Africa Italiana) ed internati nei lager perchè non sarebbero mai passati a Salò e si sarebbero messi subito probabilmente a combattere i nazi-fascisti




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