Razzo in Consiglio Comunale: solo sospetti per l'ex consigliere comunale, indagini anche su altri soggetti

25/01/2016 - Non è iscritto nel registro degli indagati. Nei suoi confronti si stanno svolgendo solo indagini di polizia. Anche se per gli inquirenti resta il sospettato numero uno, l'uomo ripreso dalle telecamere della Residenza Municipale durante il lancio del razzo in Consiglio Comunale, potrebbe non coincidere con il nome fatto da vari amministratori.

All'ex consigliere è stato solo comunicato il domicilio e di essere oggetto di indagini. In particolare, dopo le perquisizioni nell'abitazione e nell'auto per cercare eventuali tracce riconducibili alla presenza di materiale pirico che hanno dato esito negativo, gli accertamenti ora riguardano un giubbotto prelevato dalla abitazione dell'uomo. Le immagini delle telecamere riprendono l'uomo, con il volto solo parzialmente coperto dal cappuccio di un giaccone che lascia scoperti naso, mento e baffi.

Dettaglio che avrebbero permesso a molti amministratori di riconoscere in quell'uomo un ex consigliere comunale di qualche stagione fa. Se dalle perquisizioni in casa e a bordo dell'auto dell'uomo non sono stati trovati elementi riconducibili al lancio del grosso petardo la svolta potrebbe arrivare dai risultati delle analisi del giubbotto che è stato sequestrato dalla Polizia. Le analisi in corso sul capo dovrebbero accertare o escludere la presenza di eventuali residui di polvere pirica. Se a lanciare il grosso petardo infatti fosse stato l'ex consigliere comunale, verosimilmente su quel giubbotto dovrebbero esserci tracce della polvere pirica.

In caso contrario si allontanerebbe sempre di più l'ipotesi della formulazione di un capo d'accusa nei confronti dell'ex consigliere comunale. Gli investigatori stanno valutando anche il possibile movente che avrebbe spinto l'ex consigliere comunale a lanciare il grosso petardo nell'anticamera della Sala Consiliare mentre era in corso una seduta consiliare. Quella sera il Consiglio comunale stava discutendo sulle controdeduzioni per l'approvazione finale di una variante al prg che però non coinvolgerebbe, come cittadino in particolare, l'ex consigliere. L'uomo tuttavia, secondo quanto riferito da alcuni amministratori, in passato avrebbe avuto dissidi con il Comune per questioni di natura anche urbanistica.

L'ex consigliere comunale dal canto suo si difende e nega ogni addebito. L'uomo, oggi pensionato, difeso dall'avvocato Roberto Paradisi, sosterrebbe di essersi tagliato i baffi già tempo fa e di non avere neanche la licenza necessaria per l'acquisto delle polveri piriche del tipo di quelle lanciate in Consiglio. Anche se l'uomo vive da solo e dichiara di essere stato in casa la sera dello scoppio in Consiglio, non ha un testimone.  L'ex consigliere comunale ipotizza una "congiura" a suo carico, a causa semplicemente di una somiglianza con l'uomo ripreso dalle telecamere. Le indagini intanto proseguono anche su altri soggetti che però sembrano ricondurre a piste meno attendibili. Al momento di indaga contro ignoti per danneggiamento e minacce a corpo politico.





Questo è un articolo pubblicato il 25-01-2016 alle 10:02 sul giornale del 26 gennaio 2016 - 1258 letture

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