Mangialardi sulla Sacelit: "Il futuro di quell'area è tutto da rivedere"

19/01/2016 - La riqualificazione della ex Sacelit, quella che passava attraverso la nascita del Borgo Le Torri, è ormai agli archivi. Dopo la fine del cantiere e la procedura fallimentare che grave sull'area, il futuro dell'area è tutto da ridisegnare.

Ne è convinto il sindaco Maurizio Mangialardi che fa il punto della situazione dopo che, nei giorni scorsi, l'architetto Portoghesi, che aveva realizzato il piano d'area per la proprietà, si era detto disponibile a rivedere il progetto. “Ringrazio l'architetto Portoghesi per il grande lavoro svolto nel progettare la rinascita della ex Sacelit ma oggi siamo in una situazione completamente diverse e il futuro di quell'area è tutto da ridiscutere”. -afferma Mangialardi.

La Sacelit, un'area dalla posizione strategica, è inesorabilmente precipitata dopo le “disgrazie” economiche di proprietà e banche. L'area sarebbe dovuta rinascere come un nuovo quartiere, il Borgo Le Torri, come da progetto redatto proprio dall'architetto Portoghesi su incarico dell'allora proprietà. Una zona a nord con 170 appartamenti, negozi e un grand hotel, e una zona a sud, per il pubblico, con una piazza affacciata sul mare, un parco e addirittura un museo. Un progetto ambizioso precipitato però nelle maglie della crisi economica. I lavori, partiti nel 2009, si stopparono un paio d'anni dopo fino alla chiusura definitiva del cantiere per il fallimento della proprietà, la Fortezza srl che faceva capo all'imprenditore Pietro Lanari. Ma non solo. A fallire è stata poco dopo anche la banca che aveva concesso i finanziamenti, Banca Marche appunto. Una catena di fallimenti che rende oggi particolarmente complicato attirare nuovi investitori su quell'area affidata ad un curatore fallimentare.

“La situazione della ex Sacelit è molto complicata -spiega Mangialardi- dopo il fallimento della Fortezza srl la proprietà è passata in capo a Banca Marche che ha avuto anche lei un destino sfavorevole. Per pensare ad un nuovo impulso per quell'area occorre trovare l'interlocutore giusto ma in questo momento è molto difficile”. Per il sindaco Mangialardi è scontato pensare che il progetto della ex Sacelit debba essere completamente rivisto.

“E' chiaro che il progetto di allora, quello del borgo Le Torri, oggi non c'è più -continua il primo cittadino- il futuro della ex Sacelit va ripensato alla luce di nuove esigenze e di mutati scenari economici. Quelle previsioni rispetto alle abitazioni, ai locali commerciali e al terziario vanno completamente riviste. Quando ci saranno le condizioni occorrerà ripartire dalla sostenibilità economica e ambientale. Il progetto della nuova ex Sacelit, qualunque esso sia, dovrà comunque mettere al centro la città e le nuove esigenze di sviluppo”. Anche se al momento non sembrano esserci spiragli per una rinascita a breve dell'area, Mangialardi non chiude le porte. “Appena ci saranno le condizioni noi saremo pronti a ragionare con il curatore fallimentare o con la proprietà -conclude il primo cittadino- al momento abbiamo un'area pubblica, bonificata e ripulita, che stiamo utilizzando come parcheggio a sostegno del centro e del lungomare e così continuerà ad essere fino a nuovi sviluppi”.





Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2016 alle 12:07 sul giornale del 20 gennaio 2016 - 2268 letture

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luigi alberto weiss

20 gennaio, 08:23
Da una parte (quella dov'erano le ciminiere e dove c'è il portale storico) fateci un bel parcheggio a raso, niente multipiano, con illuminazione ecologica a led (ma con lampioni bassi, 3-4 metri, altrimenti l'effetto diminuisce) e l'altra parte mettetela in vendita ai privati che volessero costruire con soluzioni compatibili con l'ambiente e le caratteristiche della zona. Abbandonando i faraonici progetti sostenuti con grancassa di adulatori dalle passate amministrazioni comunali, con in prima fila l'attuale sindaco. E lasciando perdere certi celebrati architetti dalle parcelle stratosferiche (a proposito: Portoghesi è stato pagato?).

Il progetto di Portoghesi aveva una lunghissima serie di limiti, sia estetici che funzionali, per cui non mi dispiace affatto che venga abbandonato.

Al tempo stesso, eviterei una soluzione di bassissimo profilo come quella che propone Weiss nel commento sopra (un parcheggio e qualche casetta privata).
Sarebbe lo spreco di una grandissima e irripetibile opportunità in un'area strategica per la città.

Quando ci saranno i soldi, sarebbe forse da ripartire dalle idee progettuali di Paolo Landi, che spesso sono state pubblicate anche su VivereSenigallia.

Oppure partire con un "concorso di idee", che potrebbe fare emergere la soluzione migliore.




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