M5S: una mozione No Slot

movimento 5 stelle m5s 18/01/2016 - I cittadini di Senigallia sono ben consapevoli - anche per il grave lutto che ha colpito la nostra comunità - della pericolosità della ludopatia. Le lobbies del gioco d'azzardo hanno un fatturato di circa 100 miliardi e 15 milioni di italiani sono giocatori abituali (di cui oltre 800mila patologici).

In media una famiglia italiana spende il 12% delle proprie risorse per il gioco d'azzardo, e il gioco muove una somma di denaro che costituisce il 4% del PIL nazionale. A fronte di questi introiti lo Stato spende 5-6 miliardi di euro per curare i dipendenti da gioco patologico. Il Consiglio Comunale è già intervenuto in tema di gioco d'azzardo nel 2011 (delibera n. 90 del 28 settembre) e nel 2013 con l'adesione al c.d. Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo.

Proprio per dare un senso compiuto a quanto sottoscritto dall'Amministrazione Comunale, il M5S Senigallia presenterà, nel prossimo Consiglio Comunale del 19 gennaio 2016, una mozione che impegna l'Amministrazione Comunale a contrastare la diffusione della piaga del gioco d'azzardo patologico attraverso campagne informative - anche nelle scuole - incollaborazione con le associazioni di categoria e l'ASUR, ASL incentivandole a promuovere campagne informative riguardanti terapie per chi soffre di dipendenza da gioco con vincite in denaro e una più efficace azione della Polizia Locale, per far rispettare il Regolamento Comunale e la normativa vigente, in particolare il divieto di gioco per i minori e la distanza dai luoghi sensibili (scuole, centri anziani, luoghi di culto ecc). A livello centrale il governo PD di Renzi ossequia le lobbies del gioco d'azzardo: nella legge di stabilità, dopo aver cercato di aprire oltre 22mila nuove sale (emendamento poi ritirato), ora finge di vietare la pubblicità a questi giochi. Le eccezioni al divieto sono infatti così tante e tali che lo rendono nullo: i media specialisti (Sky Sport, Mediast Premium, RAI Sport, ecc) continueranno a bombardare i telespettatori - tra cui tanti minorenni. La pubblicità esisterà ancora sotto forma di sponsorizzazioni culturali sportive e - addirittura - sanitarie!!! Non vengono toccati dal divieto inoltre i giochi online, altro settore con fortissima penetrazione tra i giovanissimi e ad elevato rischio di evasione fiscale e riciclaggio.

Con la nostra mozione chiediamo al Sindaco e all'Amministrazione Comunale di tutelare i cittadini e soprattutto i minori vietando la pubblicità, e di attuare tutte le forme di disincentivazione possibili del gioco d'azzardo, attraverso la detassazione degli esercizi "no slot" e l'applicazione delle massime aliquote di imposta di competenza comunale per tutti quei luoghi e quelle attività (esistenti e future) che ospitano slot machines o VLT o che fanno del gioco d’azzardo il loro business principale (come da legge regionale L.R. 05 Agosto 2013, n. 5). Infine, chiediamo di sollecitare - sia come Comune sia come associazione di tutti i comuni marchigiani (dato che il sindaco Mangialardi è presidente di ANCI Marche) Governo e Parlamento affinché si impegnino a dare seguito ad una revisione della Legge in materia di gioco d'azzardo.

Consigliere comunale M5S Stefania Martinangeli
e Gruppo di Lavoro Politiche sociali - Cultura - Istruzione- Turismo del MoVimento 5 Stelle di Senigallia


da Stefania Martinangeli
consigliere comunale M5S




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2016 alle 10:33 sul giornale del 19 gennaio 2016 - 678 letture

In questo articolo si parla di politica, Stefania Martinangeli

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Claudio Brocanelli

19 gennaio, 18:43
La Legge Regionale L.R. 05 Agosto 2013, n. 5 segnalata, non è della Regione Marche, ma della Regione Lazio. La Regione Marche, ad oggi, purtroppo non è fra le 15 regioni italiane che hanno già approvato una Legge Regionale a contrasto del gioco d'azzardo.

Elisabetta Palma

20 gennaio, 20:42
Il Sig. Brocanelli ha perfettamente ragione. Le Marche sono ancora latitanti per quanto riguarda la regolamentazione del gioco d'azzardo.
La LR citata nell'articolo era del resto solo un esempio di come il Comune possa muoversi, nell'ambito delle proprie competenze, per tutelare i cittadini (soprattutto i minori) dal pericolo reale di cadere nella ludpatia (alcune statistiche sembrano riportare che addirittura un minore su due giochi compulsivamente).
Tale LR - del Lazio - non è del resto l'unica ad essere stata emanata . Dopo che la Corte costituzionale, nel 2011, ha riconosciuto alle Regioni la possibilità di legiferare in materia di regolamentazione delle sale da gioco, al fine di tutelare persone socialmente a rischio e prevenire la ludopatia, la serie è stata aperta dalla Liguria – vera e propria apripista nell’ aprile 2012 – dall’Emilia Romagna e dal Lazio, nell’estate seguente. Il 2013 ha visto poi il varo, in coda alla Lombardia, delle leggi di Abruzzo, Toscana e Puglia.


elenco leggi regionali:
Liguria, L.R. 30 aprile 2012, n. 18 Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico;
Emilia Romagna L.R. del 04 luglio 2013, n. 5 Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate;
Lazio, L.R. 5 agosto 2013, n. 5 Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico (gap);
Toscana, L.R. 18 ottobre 2013, n. 57 Disposizioni per il gioco consapevole e per la prevenzione della ludopatia;
Puglia L.R. n.216/2013 Legge regionale “contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (gap)”;
Lombardia L. R. del 21 ottobre 2013, n. 8 Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico.