La fisica di Star Wars: C-3PO

12/01/2016 - “Oh Cielo, parlano di me su Edizioni Vivere!” Direbbe C-3PO se leggesse questo articolo.
Su Star Wars robot e macchine (chiamati “droidi” nelle pellicole) sono personaggi a tutto tondo: hanno carattere, emozioni e sentimenti.

C-3PO in particolare è un droide protocollare, conosce più di sei milioni di lingue ed è stato costruito con pezzi di ricambio da un bambino di nemmeno dieci anni.
Vero è che quel bambino era niente meno che Anakin Skywalker; ciò non toglie che per accettare tutto questo bisogna proprio essere bravi in quell’atto detto da S.T. Coleridge “Sospensione dell’incredulità” che porta il lettore (spettatore) a sospendere le proprie facoltà critiche allo scopo di ignorare le incongruenze secondarie e godere di un'opera di fantasia.
Ciò premesso oggi come vanno le cose in campo di robotica? Esiste già qualcosa che possa rassomigliare a C-3PO?
 
Le risposte sono affermative per quanto riguarda l’hardware, negative per quanto invece riguarda il software di C-3PO. Vediamo alcuni esempi:
 
ASIMO https://www.youtube.com/watch?v=QdQL11uWWcI Asimo è giapponese ed è stato uno dei primi robot antropomorfi. Ha imparato a camminare, correre, salire e scendere le scale, portare oggetti, salutare il pubblico e persino ballare. Il suo più grosso limite però è il fatto che tutte queste operazioni non le svolge autonomamente ma deve essere programmato movimento su movimento.
 
ICUB https://www.youtube.com/watch?v=ErgfgF0uwUo iCub è italiano, gattona, riconosce oggetti e li prende in mano, riconosce le persone attorno a lui, parla e riconosce il linguaggio parlato, di recente ha imparato a stare in equilibrio su due gambe e camminare. Qualcuno potrebbe essere sorpreso che un robot “impara” ma è proprio questo il punto di forza di iCub. È stato programmato per imparare, proprio come un bambino.
 
NAO https://www.youtube.com/watch?v=nNbj2G3GmAoP Nao invece è francese, non è un peogetto di ricerca, è possibile acquistarlo. Anche Nao riconosce persone e linguaggio naturale, si muove agilmente, se cade è in grado di rialzarsi, esegue semplici comandi vocali e la sua programmazione può essere estesa per mezzo di programmi simili ad apps.
 
PETMAN https://www.youtube.com/watch?v=RVWt6InYyyU PETMAN è americano e probabilmente è l’androide più evoluto i cui movimenti forse superano addirittura per naturalezza quelli di C-3PO. PETMAN è in grado di muoversi autonomamente su terreni che non conosce, anche accidentati. Potrebbe essere il robot ideale per lavori in luoghi pericolosi, ma prima bisognerà trovare un modo di alimentarlo senza cavi. 
 
Non solo PETMAN ma in generale tutti i robot presentati hanno problemi di autonomia. Le batterie che usano Asimo e Nao durano poco; iCub e PETMAN invece hanno ancora bisogno di alimentazione continua via cavo e questo non è un problema secondario.
 
Se dal punto di vista hardware quindi ci siamo quasi, dal punto di vista del software siamo veramente indietro. Programmi come Siri, Cortana e Google Now, detti assistenti vocali, li conosciamo tutti. Sappiamo che possiamo farci affidamento per chiamare qualcuno senza togliere le mani dal volante, o per farci indicare la strada per il ristorante; ma di certo siamo lontani dal livello di interazione che offre C-3PO.
C’è chi crede che per raggiungere quei livelli ci sia soltanto bisogno di maggiore potenza di calcolo e che quindi sia solo questione di tempo. C’è poi chi ritiene impossibile che una macchina possa “pensare” ed avere coscienza di se come C-3PO.
Solo il tempo dirà chi ha ragione.
 
Leggi i precedenti capitoli della rubrica: http://www.viveresenigallia.it/rubriche/la-fisica-di-star-wars

 





Questo è un articolo pubblicato il 12-01-2016 alle 23:59 sul giornale del 14 gennaio 2016 - 3309 letture

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