A San Rocco il nuovo libro di Luca Frontini su Moneta e Impero

12/01/2016 - Mercoledì pomeriggio, alle ore 17.00, l’Auditorium S. Rocco ospita la prima, importante iniziativa dell’anno promossa dall’Associazione di Storia Contemporanea.

Si tratta del nuovo libro di Luca Frontini, intitolato Moneta e Impero. Benessere, sovranitrà, democrazia: come e perché li stiamo perdendo (Ed. Zefiro, 2016). Intervengono Lidia Pupilli, Vicepresidente associativa, e le studiose Martina Carletti e Sara Piersantelli. Il libro, appena uscito e già nelle librerie cittadine, solleva, come si evince dal titolo, tematiche di grande attualità e si legge tutto d’un fiato. Non mancherà di suscitare discussioni, ma vediamo quale itinerario segue. Gli scienziati dell’economia, non solo gli eterodossi (marxisti e keynesiani) ma anche gli economisti mainstream (liberisti e monetaristi) hanno raggiunto un consenso sulle cause della crisi che stiamo vivendo.

Come nel 1929, la recessione del 2008 è stata originata dal sudden stop dei flussi internazionali di capitale che ha fatto seguito al crack Lehman. Siamo dunque di fronte a una crisi da debito privato e da debito estero, non da debito pubblico. Perché allora, da otto anni a questa parte, i mass-media e i decisori politici, ci raccontano che il problema è il debito dello Stato, e che per superare la crisi dobbiamo diventare più competitivi tagliando spesa pubblica e welfare? Oppure ci raccontano che finora abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, e che con la globalizzazione siamo destinati ad avere meno diritti e meno benessere? In realtà, la crisi investe il modello culturale e politico che si è (re) imposto negli ultimi quaranta anni alla guida dell’Occidente.

La crisi è l’esito di quel capitalismo deflazionista e neo-mercantilista che tratta il lavoro come merce, e che già aveva condotto l’umanità alla catastrofica depressione degli anni trenta del Novecento, e alle due guerre mondiali. Moneta e Impero prova a fare chiarezza sui suddetti aspetti della crisi, e sulle specificità contemporanee di quella istituzione eminentemente politica – prima che economica – che è la moneta, e sull’imperialismo economico, politico e culturale che ne deriva. Perché, se il popolo è sovrano solo sulla carta, la “ragione del mondo” – da che mondo è mondo – purtroppo la decide il più forte.


da Associazione di Storia Contemporanea






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2016 alle 09:54 sul giornale del 13 gennaio 2016 - 922 letture

In questo articolo si parla di cultura, storia

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