L'invito di mons. Manenti: "Vi aspetto tutti domenica". In regalo fondi per la missione

08/01/2016 - Manca ormai poco. Domenica il nuovo vescovo mons. Franco Manenti farà il suo ingresso ufficiale in diocesi con una cerimonia che si terrà in cattedrale a partire della ore 16,30.

Intanto però mons. Manenti, che è già arrivato in città, sul sito della Diocesi rivolge il primo messaggio ufficiale ai fedeli.

"Domenica farò il mio ingresso a Senigallia e inizierò il mio ministero in mezzo a voi. vi invito ad essere presenti perchè insieme iniziamo questo cammino chiedendo al Signore e alla Madonna della Speranza con San Paolino da Nola la protezione e l'aiuto. Arrivederci a domenica prossima".

In occasione dell’ingresso del vescovo Franco a Senigallia la diocesi lancia un invito a sostenere il centro medico a Dianra Village in Costa d’Avorio nella missione di padre Matteo Pettinari missionario della Consolata, originario della diocesi senigalliese. Le offerte raccolte serviranno a:
* ristrutturare e rinnovare il dispensario: infissi, lavori al soffitto, pittura, sistemazione di due sale che saranno utilizzate per uno studio dentistico
* completare l’arredamento di appartamenti che saranno usati da medico, ostetrica e infermiere
* ristrutturare l’abitazione utilizzata da un infermiere (cucina, magazzino, infissi, pittura dei locali)

Scrive padre Matteo dalla Costa d’Avorio
Carissimi amici, vi scrivo con grande gioia dalla nostra missione di Dianra, Costa d’Avorio, in Africa Orientale. E’ un grande dono del Signore per me condividere l’arrivo del nuovo pastore della nostra chiesa di Senigallia, di cui anche io sono figlio e vi sono, insieme ai miei confratelli, immensamente grato per il sostegno al nostro progetto sanitario quale segno di accoglienza per il vescovo Franco. Come in molti già sapete, sono l’amministratore di un dispensario. L’impegno dei missionari in questo mondo così entusiasmante, contraddittorio, difficile ed affascinante allo stesso tempo è iniziato negli anni della guerra che ha toccato questo paese non molti anni fa e nei quali la nostra regione – non essendo più sotto il controllo governativo – era in mano alle forze ribelli e praticamente abbandonata. I segni e le conseguenze di quest’abbandono hanno generato ferite profonde. Quando ho saputo della vostra disponibilità ad aiutare la nostra missione, mi è subito venuto da presentarvi il nostro dispensario di Dianra Village in cui è in corso un cantiere che comprende maternità, laboratorio analisi e due appartamenti per il medico e l’ostetrica. Proprio in queste ultime settimane, infatti, mi chiedevo come fare per portare a termine il tutto. Con il finanziamento ricevuto dalla Fondazione Misna, infatti, riesco a malapena a coprire tutte le necessità per i lavori in corso e sono completamente scoperto per la necessaria ristrutturazione delle costruzioni esistenti. Il mio sogno, che potrebbe diventare realtà grazie a voi, è quello di poter inaugurare il nuovo complesso il 16 febbraio 2016, festa liturgica del Beato Giuseppe Allamano di cui il nostro centro porta il nome. Fino ad un anno fa, all’interno della recinzione del centro vi erano una casetta per l’infermiere e un piccolo dispensario. A partire dall’apertura del cantiere (fine gennaio 2015), abbiamo potuto costruire due appartamenti e stiamo ultimando la maternità ed il laboratorio analisi. Vorrei approfittare delle équipe sul posto per riabilitare la prima casetta (porte, armadi a muro, cucina e magazzino, pittura) e per ristrutturare il dispensario (porte e infissi, alcune parti del soffitto, pittura). Inoltre, le due sale che attualmente fungono da maternità necessitano di modifiche importanti per essere trasformate in studio dentistico. Qui a Dianra non possiamo rendere testimonianza al Dio della vita senza chinarci sulla vita e sulla vita più fragile, la vita nascente, la vita di chi si appresta a dare la vita, come le nostre mamme, qua così umiliate, trascurate, abbandonate… No, non era possibile costruire delle mura segno e casa della Chiesa-Madre senza occuparci delle tante madri che ci circondano e della carne di Cristo sofferente e piagata nei poveri, nei bambini e in tutti coloro che non troverebbero accoglienza e ascolto se non nel nostro piccolo centro, dove cerchiamo di accogliere i malati senza fare della loro povertà, un’occasione di business e di sfruttamento, come quasi sempre accade altrove… GRAZIE per quanto potrete fare. Vi abbraccio forte.
padre Matteo Pettinari missionario della Consolata







Questo è un articolo pubblicato il 08-01-2016 alle 15:44 sul giornale del 09 gennaio 2016 - 1972 letture

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