Otto ore al pronto soccorso per una tac: Girolametti, 'Per le liste di attesa serve anche personale'

carlo girolametti 07/01/2016 - Un’anziana di 83 anni ha atteso al pronto soccorso 8 ore prima di essere medicata per una ferita alla fronte e di essere sottoposta ad una tac. Un episodio denunciato sui social network dal figlio che non è un caso isolato. I lunghi tempi di attesa al triage del Pronto Soccorso e ancora più quelli necessari per essere sottoposti ad un esame sono all’ordine dell’ordine del giorno.

I tempi medi di attesa all’ospedale di Senigallia per una ecografia, ad esempio, sono di almeno un anno e mezzo. Lo stesso dicasi per la mammografia. Dai 18 ai 24 mesi di tempo invece per una colonscopia, oltre quattro mesi per una visita pneumatologica e sempre nell’ordine di almeno un anno e mezzo i tempi di attesa per esami come tac. Prestazioni che però vengono erogate nel giro di due o tre giorni se il paziente paga. L’annoso problema delle liste di attesa, per Senigallia, è aggravato da un fattore non secondario: la carenza di personale.

“L’abbattimento dei lunghi tempi delle liste di attesa è uno dei nodi centrali del sistema di riorganizzazione che la Regione sta mettendo in atto –spiega l’assessore alla sanità Carlo Girolametti- il presidente della Regione Luca Ceriscioli e il presidente della Commissione regionale Sanità Fabrizio Volpini (senigalliese ed ex assessore comunale alla sanità ndr) hanno in programma un sistema nuovo e innovativo per organizzare l’accesso alle prestazioni diagnostiche e sanitarie che promette un abbattimento delle liste di attesa. I primi risultati si dovrebbero vedere nel 2016 ma certamente non è con il 1° gennaio che come per magia scompaiono tutti i problemi”.

Per la spiaggia di velluto l’inghippo che compromette l’erogazione delle prestazioni in tempi ragionevoli sarebbe la carenza di personale. “All’interno dell’area vasta l’ospedale di Senigallia è quello che più di ogni altro è penalizzato dalla carenza di personale –aggiunge Girolametti- scontiamo da anni una disparità di trattamento nella distribuzione degli organici che vi vede più carenti rispetto agli altri presidi dell’area vasta come Jesi, Fabriano e Osimo. Certamente nessuno presidio può vantare una condizione ottimale ma noi chiediamo e vogliamo un riallineamento del personale”.

Senza medici e infermieri i macchinari spesso restano fermi e inutilizzati allungando così i tempi delle liste di attesa. “Non possiamo nasconderci dietro ad un dito certo è che senza personale le macchine non vengono utilizzate –conclude l’assessore Girolametti- se anche avessimo i migliori macchinari del mondo ma non le risorse umane per farle funzionare, sarebbe tutto inutile”. Proprio sul fronte della dotazione tecnologica in forza all’ospedale di Senigallia, l’arrivo della tanto annunciata nuova risonanza magnetica pare slittare ancora ma ora almeno avrebbe una data certa. Per giugno il nuovo macchinario dovrebbe poter essere in forza all’ospedale.





Questo è un articolo pubblicato il 07-01-2016 alle 07:54 sul giornale del 08 gennaio 2016 - 3270 letture

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luigi alberto weiss

07 gennaio, 13:02
E' la dimostrazione che le chiacchiere da politicanti, le teorie astrali di presunti tecnici, le fumose spiegazioni di responsabili amministrativi servono a poco. Non c'è il personale? SI paghino meno i "manager.direttori generali", si resista alle pressioni dei baroni e si assumano i medici, gli infermieri, i tecnici per dare ai cittadini i servizi sanitari di cui hanno bisogno con tempestività, certezza, precisione. Chiudendo i rubinetti alle strutture private.