Scomparsa di Dondero, al Musinf l'esposizione di scatti del fotoreporter

14/12/2015 - Grande commozione al Musinf per la notizia della scomparsa di Dondero, che aveva magistralmente interpretato il lavoro di fotoreporter come una scelta di vita. La figura di Mario, il personaggio del romanzo di Bianciardi “La vita agra”, era stata spirata proprio a Mario Dondero.

L’agenzia fotografica, cui nel romanzo si fa riferimento, era la Interpix, nata dal sodalizio di Mario Dondero con Pippo Gaja, Ugo Mulas e Carlo Bavagnoli. Con loro  Dondero lavorò a Milano fino alla fine del ’54, quando partì per la Francia, vivendo poi a Parigi negli anni Cinquanta e Sessanta.

Venerdì prossimo il Musinf aprirà l'incontro con il fotografo Eros De Finis, programmato nell'ambito del corso di fotogiornalismo inaugurando l'esposizione di alcuni ritratti, recentemente acquisiti, di Paolo Volponi, scattati da Mario Dondero e appartenenti alla raccolta Alfonso Napolitano. Al Musinf sarà esposto anche un ritratto di Mario Dondero, scattato a Senigallia da Ruggero Passeri.

Considerato uno dei maggiori fotografi italiani, Dondero è stato uno dei fondatori del fotogiornalismo. I ritratti di Dondero restano nella storia della fotografia, basti pensare a quelli di Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini. E’stato il ritrattista del mondo di artisti, che hanno animato una stagione significativa del cinema e del teatro e dell’arte del secondo Novecento sia in Italia sia in Francia. Nei primi anni Cinquanta aveva esordito, partecipando al gruppo dei frequentatori del mitico bar Giamaica di Milano (Ugo Mulas, Alfa Castaldi, Camilla Cederna, Luciano Bianciardi, Giulia Nicolai, Carlo Bavagnoli, Piero Manzoni). A Parigi divenne amico di molti scrittori e intellettuali francesi.

Sua è la foto di gruppo degli scrittori del cosiddetto Nouveau Roman Nathalie Serraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jerome Lindon, Robert Pinget, Claude Ollier, che erano stati ripresi a Parigi nell’ottobre del 1959, davanti la sede di Les Editions de Minuit. Alain Robbe-Grillet ha raccontato in un’intervista che il gruppo del Nouveau Roman in effetti era stato una riuscita invenzione fotogiornalistica di Mario Dondero, che una mattina in cui era a Parigi, davanti alle Editions de Minuit mentre ne stavano uscendo Robbe-Grillet, Beckett, Nathalie Serraute, Claude Simon aveva scattato la celebre fotografia, da cui è nata la rappresentazione mediatica di un movimento letterario.

Tornato dalla Francia, Dondero è vissuto a Roma per un decennio e in quel periodo ha frequentato Pasolini, incontrandolo con amici come Alberto Moravia, Dacia Maraini, Laura Betti, Enzo Siciliano, Goffredo Parise. Pranzavano spessissimo insieme da “Cesaretto” in via della Croce, in quel periodo luogo di aggregazione di figure rilevanti come Gian Maria Volontè, Giovannino Russo, Corrado Stajano, Ennio Flaiano, Mino Maccari, Gianbattista Vicari, Giuseppe Berto. Molti i viaggi ed i servizi giornalistici di Dondero, dall’Algeria negli anni della tortura, a Stoccolma con il tribunale Russell, poi in Russia, a Cuba, in Cina, infine in Afghanistan per Emergency, con immagini che gli hanno dato, continuano e continueranno  ad assicurargli  fama internazionale.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2015 alle 17:26 sul giornale del 15 dicembre 2015 - 4565 letture

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