Nella diocesi di Senigallia inizia il Giubileo della Misericordia

11/12/2015 - Si spalancano porte, si aprono chiese! È un segno, una metafora, ma assai importante ed eloquente. In un tempo dove le parole più ricorrenti sono paura, difesa, sicurezza, dare un segno di apertura e di accoglienza infonde speranza e gioia. Se poi la porta non è una soltanto, come vorrebbe la tradizione cattolica, in un luogo preciso della Terra, ma il segno si moltiplica nel mondo, ovunque vivono donne e uomini cristiani, la fiducia in un domani diverso e rinnovato sembra essere più concreta.

Anche la nostra diocesi inizia il Giubileo della Misericordia domenica 13 dicembre insieme a tutte le altre diocesi del mondo. L’appuntamento è alle ore 16 alla Chiesa di San Martino da cui, dopo un momento di preghiera iniziale, inizierà un breve pellegrinaggio per le vie del centro, passando davanti la casa natale del Beato Pio IX, davanti la Chiesa dell’Immacolata, per poi giungere in Cattedrale, dove sarà aperta la Porta santa della misericordia, la porta centrale e dove ci sarà la celebrazione della S. Messa.

Sin dalla pubblicazione della Bolla di indizione del Giubileo il Papa ci aveva sorpreso per la profondità del contenuto: «L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole. È giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono. È il tempo del ritorno all’essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli. Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza» (Misericordiae Vultus, 10).

Il significato di quella che si vivrà all’inizio dell’anno santo lo spiega sempre il Papa: “Il pellegrinaggio è un segno peculiare nell’Anno santo, perché è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è  un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata. Anche per raggiungere la Porta santa a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio. Esso sarà un segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio. Il pellegrinaggio, quindi, sia stimolo alla conversione: attraversando la Porta santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo a essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi” (Misericordiae Vultus, 14).

Durante l’anno saranno proposti alcuni momenti comunitari, ma anche momenti per i singoli, con l’obiettivo di crescere tutti insieme nell’accoglienza della misericordia di Dio per noi e viverla concretamente nella vita di ogni giorno: misericordiosi come il Padre.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-12-2015 alle 15:59 sul giornale del 12 dicembre 2015 - 1508 letture

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