Amati su Banca Marche: 'Bene documento sulla commissione di inchiesta'

silvana amati 11/12/2015 - "La proposta da parte del Pd di una Commissione d'inchiesta parlamentare sulla vicenda 'banche' è un atto di responsabilità.

I cittadini hanno bisogno di risposte, per questo è necessario accertare se ci siano state omissioni sul versante dei controlli e della vigilanza da parte degli organi preposti e al contempo stabilire con chiarezza le responsabilità degli amministratori degli istituti di credito coinvolti".

Lo afferma la senatrice del Pd Silvana Amati che ha sottoscritto il documento per l'istituzione della Commissione d'inchiesta.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-12-2015 alle 16:08 sul giornale del 12 dicembre 2015 - 775 letture

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Concordo con la Senatrice Amati. Chissà se apriranno una inchiesta anche sulle Fondazioni delle Banche in questione. Interessante sarebbe anche conoscere le "affilizioni" politiche di molti componenti i CdA sia delle Banche che delle Fondazioni delle Banche stesse. Ma forse pretendo troppo. La trasparenza la si declama sempre nell'interesse dei cittadini ma la si interpreta per gli amici e la si applica ai nemici. Vedremo casa succederà sperando in tempi ristretti e non biblici come succede sempre in Italia quando si aprono inchieste di questo tipo.

Luigi Alberto Weiss

12 dicembre, 08:06
Senatrice, lo sa che quella commissione d'inchiesta, ammesso che vedrà la luce, potrà fare ben poco perchè nel decreto dell'inizio estate, quello che recepisce la direttiva europea, a un vasto elenco di soggetti è stato IMPOSTO il segreto d'ufficio su ogni operazione di salvataggio. Dalla Banca d'Italia all'ultimo direttore di filiale, nessuno potrà dire nulla, anche di fronte a un magistrato che potrebbe essere interessato a conoscere la situazione dell'istituto di credito "bollito"?
Quanto ai consigli di amministrazione di banche e fondazioni, non facciamo gli ingenui: sono composti sempre dai medesimi personaggi. Salvo interventi del Padreterno.

Concordo con quanto scritto da LaCassandra ed aggiungo che le commissioni d'inchiesta le deve far subito la magistratura non la politica che, invece, deve collaborare (recuperando un po' della credibilità perduta) fornendo direttamente tutte le informazioni e documentazioni utili per far decidere bene ed in poco tempo.

L'unica proposta utile che il Parlamento può - e deve - fare è che il Governo obblighi le banche non a contribuire alla creazione di un fondo, ma a crearlo senza il contributo dello Stato=cittadini utilizzando la gestione ed il recupero crediti della banca cattiva che ora raccoglie le sofferenze di tutte e quattro le banche originarie.

Alla luce dello stop imposto dall’Europa all’Italia sulla possibilità di adottare degli aiuti a favore delle vittime del crack delle quattro banche, Onorevole Amati, occorre prendere immediatamente dei provvedimenti adeguati per tutelare i piccoli risparmiatori, nel rispetto dei vincoli europei, e non invocare, almeno per ora, una commissione d’inchiesta che non porterebbe a nessun risultato utile creando tanta confusione, avvelenando il dibattito e allontanando i tempi di una possibile soluzione.

Posto che il decreto del governo, seppure tardivo, sia stato, tra le diverse soluzioni praticabili, quello che ha permesso di contenere meglio lo tsunami che il fallimento avrebbe inevitabilmente prodotto all’intero sistema bancario e non solo, ora non rimane che agevolare i risparmiatori ad affrontare i seguenti provvedimenti che, a mio parere, solo gli unici che possono dare dignità e recuperare le somme investite.

A. Agire per vie legali contro coloro che hanno contribuito al dissesto aziendale siano essi controllori, consiglieri, amministratori e non ultimi anche gli stessi dirigenti aziendali, se ritenuti responsabili.
B. Ottenere dal governo un decreto che disponga la conversione delle obbligazioni subordinate con azioni delle nuove Bad Banks (aumento di capitale a carico banche). Operazione perfettamente attuabile, a impatto zero, poiché è molto probabile che i ricavi attesi dal recupero dei crediti deteriorati possano essere superiori di 3 volte la cifra ipotizzata per acquisirli. (si parla di 1,5 MLD di crediti svalutati pari a un controvalore di 8,5 MLD).

Ogni altra soluzione, alla fine, sarà inutile e foriera di spreco di tempo e di altro denaro.