Infilitrazioni negli appalti e controllo di vicinato: firmati i protocolli in Prefettura

27/11/2015 - Venerdì mattina il Prefetto Cannizzaro ha sottoscritto, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno on. Gianpiero Bocci e dei vertici territoriali delle Forze di Polizia, della DIA, del Provveditore alle Opere Pubbliche i “Protocolli di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici” .

Un protocollo sottoscritto con la Provincia di Ancona, l’Autorità Portuale, i Comuni di Ancona, Barbara, Belvedere Ostrense, Camerano, Castelfidardo, Castelleone di Suasa, Chiaravalle, Corinaldo, Cupramontana, Fabriano, Falconara Marittima, Jesi, Loreto, Maiolati Spontini, Monte San Vito, Montecarotto, Montemarciano, Monteroberto, Morro d’Alba, Numana, Offagna, Osimo, Ostra, Ostra Vetere, San Marcello, San Paolo di Jesi, Santa Maria Nuova, Sassoferrato, Senigallia, Serra de’ Conti, Serra San Quirico e Trecastelli. Salvaguardare i contratti pubblici dai tentativi di infiltrazione delle criminalità organizzate: questo l’obiettivo dei protocolli, prevista la intensificazione dei controlli antimafia sugli appalti pubblici che verranno estesi anche ai contratti concernenti gli immobili di proprietà comunale. Il documento siglato oggi è stato interamente elaborato dalla Prefettura, approvato dal Ministero dell’Interno nonché condiviso con gli Enti locali, per rispondere all’esigenza di tutelare ancora di più gli appalti pubblici dai tentativi di infiltrazioni mafiose.

“Le Marche – ha sottolineato il prefetto Cannizzaro - sono riuscite ad evitare nel proprio territorio lo sviluppo delle mafie, ma come regione ricca e laboriosa è comunque esposta agli appetiti economici delle criminalità organizzate. Dobbiamo fare ogni sforzo possibile – ha proseguito il prefetto – per evitare che riescano a penetrare nel nostro sano tessuto produttivo e sociale”. Da qui la necessità di rafforzare la prevenzione con un protocollo che è anche in linea con le più recenti disposizioni in materia antimafia e di lotta alla corruzione e che prevede una stabile collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). “Sono orgoglioso di questo patto – ha concluso Cannizzaro – che rappresenta un primo importante passo a tutela della legalità .”

Due sono gli aspetti salienti. Il primo concerne gli immobili di proprietà dei comuni che diventeranno dei sorvegliati speciali; qui sta la maggiore novità del protocollo che è tra i primi in Italia a introdurre questo tipo di verifiche a tutto campo, assecondando un’istanza fortemente sentita dal territorio: da ora in poi prima di vendere, concedere o affittare un immobile di proprietà comunale sarà necessario che siano svolti i controlli antimafia sugli acquirenti e/o sui locatari. Secondo punto: per aumentare i controlli da parte della prefettura vengono abbassate molto, rispetto alla normativa nazionale, le soglie degli accertamenti antimafia: per gli appalti di lavori pubblici il limite scende addirittura a 1 milione di euro dai 5 milioni previsti dalla legge; per la prestazione di servizi e forniture pubbliche passa a 150mila euro da 200mila; per i subappalti e/o subcontratti resta a 150mila euro, ma il protocollo impone di acquisire le informazioni antimafia invece della semplice comunicazione antimafia, in modo da rendere più incisive le verifiche. Che cosa avviene se dai controlli emerge un tentativo di infiltrazione malavitosa? Il contratto non potrà essere sottoscritto o verrà risolto con una penale a carico dell’impresa; analogo meccanismo scatterà in caso di fenomeni di corruzione. In alternativa alla risoluzione del contratto, prefetto e ANAC potranno disporre la sostituzione degli amministratori o commissariare l’azienda.

“La sottoscrizione dei protocolli – ha commentato il sottosegretario Gianpiero Bocci – è una scelta di campo dei Sindaci e della Amministrazione statale che decidono di investire nella sicurezza in termini di prevenzione. Infatti la tutela della sicurezza non riguarda solo le forze dell’ordine ma coinvolge l’Amministrazione statale, i Sindaci che cooperano per costruire un tessuto idoneo a gestire i rischi. “ “Vivo ringraziamento è stato espresso dal Presidente della Provincia di Ancona Liana Serrani che ha sottolineato come la sottoscrizione del protocollo sia una ulteriore dimostrazione della vicinanza della Prefettura di Ancona alle esigenze degli Enti Locali” . Insieme alla sottoscrizione dei Protocolli di legalità, i Sindaci dei Comuni di Agugliano, Barbara, Belvedere Ostrense, Castelleone di Suasa, Jesi, Morro d’Alba e San Paolo di Jesi hanno siglato il Protocolli di Intesa “Controllo del Vicinato”.

Con questo documento, le parti hanno inteso fornire un contributo all’attività di prevenzione generale e di controllo del territorio svolta dalle Forze di Polizia, attraverso la valorizzazione di forme di controllo sociale del territorio comunale e il recupero delle antiche regole, purtroppo sempre più desuete, di “buon vicinato”. Secondo il modello organizzativo previsto nell’Intesa, i cittadini che aderiranno al “Gruppo di Controllo del Vicinato” saranno chiamati a prestare particolare attenzione a tutto ciò che accade nella propria zona di residenza e, nel caso in cui si accorgano di particolari insoliti e sospetti, dovranno immediatamente informarne i “coordinatori”, senza esporsi in alcun modo a comportamenti imprudenti o a incaute iniziative personali. Per questo motivo, i “coordinatori” saranno adeguatamente formati dalle Forze di Polizia sui limiti e sulle modalità di svolgimento del progetto. La Prefettura di Ancona monitorerà costantemente lo stato di attuazione del Protocollo e valuterà l’adozione di eventuali modifiche nel corso di periodiche riunioni con la partecipazione della Amministrazione comunale interessata.


dalla Prefettura
Ufficio Territoriale del Governo di Ancona



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2015 alle 21:28 sul giornale del 28 novembre 2015 - 917 letture

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