Dissesto idrogeologico, Agostinelli e M5S Senigallia: 'La lungimiranza stavolta sarebbe proprio servita'

movimento 5 stelle m5s 25/11/2015 - Alcuni giorni fa il Geol. Marcello Principi, Segretario generale dell’Autorità di Bacino regionale, ci ha confermato che il principale presupposto tecnico per la finanziabilità degli interventi tesi a ridurre i rischi e le pericolosità di un dissesto idrogeologico è costituito dal fatto che esso deve essere ricompreso tra le aree a rischio individuate dal Piano per l'assetto idrogeologico (PAI).

Ci ha però comunicato che la sua Struttura non ha ancora provveduto ad effettuare l'aggiornamento del PAI  perché, al momento, ha come priorità la redazione e l’approvazione del Piano dì Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA) che deve avvenire entro il prossimo mese di dicembre.

Dopo l’alluvione del 3 maggio 2014, il MoVimento 5 Stelle aveva evidenziato all’Amministrazione comunale la necessità di ripristinare immediatamente l’originaria delimitazione della zona a massimo rischio di esondazione, così come era stata adottata dall’Autorità di Bacino regionale, in quanto era stata impropriamente ridimensionata.
Sul tema, la nostra portavoce alla Camera dei Deputati, Donatella Agostinelli, aveva anche presentato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministero dell’Ambiente ed al Ministero dell’Interno.

Infatti, a seguito di una relazione con cui il Servizio urbanistica comunale aveva evidenziato che l'impostazione del PAI originario determinava una situazione particolarissima per effetto della quale nel Centro Storico (e non solo) le relative norme avrebbero pressoché impedito qualsiasi tipo d'intervento che comportasse incremento volumetrico così da non aumentare l'esposizione al rischio della popolazione,  l'Amministrazione comunale decideva di affidare al Prof. Ing. Alessandro Mancinelli e al Dott. Geol. Marcello Principi (proprio l’attuale Segretario generale dell’Autorità di Bacino regionale) l'incarico perché elaborassero osservazioni motivate al PAI per quanto attiene alle aree di pericolosità e rischio idraulico ed idrogeologico con l’intento di riuscire ad ottenere di apportare modifiche alla relativa perimetrazione.

I consiglieri comunali votavano a favore della deperimetrazione di gran parte delle aree individuate come a rischio esondazione che, dopo un confronto tra i rappresentati del  Comune e quelli della Regione in sede di “tavoli tecnici” presso l’Autorità di Bacino (sempre presente l’allora Assessore ai LL.PP., Maurizio Mangialardi), veniva approvata dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino nonostante l’Ing. Mancinelli avesse evidenziato che, essendo reali le possibilità di esondazione del "sistema Misa", ai cittadini che vivevano nelle aree più esposte avrebbe dovuto essere garantito un adeguato servizio di sorveglianza e di preavviso degli eventi calamitosi in tempo reale, attuando altresì tutti quegli interventi straordinari (costruzione delle vasche di espansione) e ordinari di manutenzione e ricalibrazione dell'asta fluviale, nonché attuando il programma estensivo di difesa del suolo con regimazione delle acque su tutto il bacino, ed attivando un servizio che controllasse in modo sistematico e con strumenti adeguati la stabilità delle arginature.

Tuttavia, prevaleva l’indicazione dell’Ing. Mancinelli a non condizionare lo sviluppo delle città di Senigallia attraverso politiche vincolistiche, perché ritenuto “eccessivamente cautelativo” e il Consiglio regionale deliberava quell’inopportuna riduzione della zona con grado di rischio esondazione R4, senza che si fosse  messa mano neppure ad una delle succitate attività come elencate dal Prof. Ing. Mancinelli.

E sì che quella non era certo l’ultima spiaggia, considerato che l’art. 7 delle Norme tecniche d’attuazione (NTA) del PAI stabiliva che la delimitazione della fascia di territorio inondabile potesse essere modificata a seguito della realizzazione degli interventi per la mitigazione del rischio.
Senza alcun dubbio, la principale concausa dei danni provocati dall’alluvione è da tutti individuata nella mancata realizzazione delle casse d’espansione, progetto che risale al 1982 (quando fu realizzato dall’Aquater) e che nel 2009 era stato presentato da Mangialardi, insieme all’Ing. Mancinelli, assicurando l’inizio delle gare d’appalto dei relativi lavori per il mese di gennaio 2011 e noi siamo sicuri che, se ciò fosse avvenuto, il 3 maggio 2014 le vasche d’esondazioni sarebbero state molto utili.
È stato annunciato questi giorni dal sindaco di Senigallia che il presidente della Provincia di Ancona ha firmato un decreto per autorizzare il progetto delle vasche di espansione che egli si era impegnato (così almeno afferma) a far appaltare entro il 2015, ripetendo pertanto quel che aveva garantito di fare anche sei anni prima..

Ma anche oggi, come allora, un comitato di cittadini ne sta contestando la validità.
Noi siamo dell’avviso che le valutazioni di quei cittadini debbono essere esaminate e tenute in debita considerazione; siamo favorevoli alla realizzazione dell’intervento, ma non condividiamo l’ostinazione a non approfondire la questione e a non valutarne alternative.
Ciò premesso, ritorniamo alla nostra proposta, al sollecito fatto in più occasioni affinché si riperimetrasse come esondabile tutta l’area a rischio originaria e la si integrasse con le eventuali aree ivi non comprese che erano state inondate nel maggio 2014.

Il 4 novembre 2015 sono stati sottoscritti da Governo, Regioni e Comuni, gli Accordi di Programma Quadro per l’assegnazione dei fondi previsti dalla prima parte del Piano contro il dissesto idrogeologico nelle aree metropolitane e contestualmente la Sen. Amati ha annunciato risorse e misure concrete erogate dal Governo per rispondere alle esigenze di cittadini e imprese colpiti dalle emergenze alluvionali, ma non sappiamo se ne arriveranno a Senigallia.
Di sicuro, il Comune di Senigallia non è compreso nei primi 33 cantieri antiemergenza e neppure nei residui 99 che compongono, complessivamente, il Piano per cui sono state rese disponibili risorse per 654 milioni di euro.

Siccome per accedere ai finanziamenti occorreva che la popolazione esposta a rischio alluvionale diretto fosse pari o superiore a 15.000 abitanti in aree perimetrate P2 o P3, ci assilla una domanda che rivolgiamo soprattutto agli Uffici regionali che hanno posto l’aggiornamento del PAI per Senigallia in subordine  (anche se sarebbe stato assai agevole farlo, visto che dispongono da tempo di tutte le cartografie necessarie): “Se quel che abbiamo chiesto invano fosse stato effettuato, poteva Senigallia rientrare fra i comuni che oggi potranno attingere ai benefici statali?

Certo, se ciò fosse già avvenuto, qualche piano interrato di grossi condomini da poco realizzati e, ancor più, il progettato piano interrato dell’isolato Orti del Vescovo, avrebbero dovuto essere accantonati.
Ma ancora una volta, nonostante tutto quel che è accaduto, la volontà di costruire a tutti i costi, anche quello che è ritenuto poco opportuno, sembra prevalere nelle menti dei nostri Amministratori, ed in barba alla lungimiranza di cui troppo spesso essi riempiono i loro ampollosi proclami.

Deputato Donatella Agostinelli, Commissione  Giustizia, Movimento  Cinque Stelle e
Marco Bozzi, Riccardo Mandolini, Stefania Martinangeli, Gruppo Consiliare Movimento  Cinque Stelle Senigallia
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2015 alle 17:08 sul giornale del 26 novembre 2015 - 548 letture

In questo articolo si parla di politica, riccardo mandolini, Movimento 5 Stelle, M5S, m5s senigallia, Stefania Martinangeli, Marco Bozzi

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floriano schiavoni

26 novembre, 04:57
Se le vasche d'espansione erano presenti il 3 maggio 2014 sarebbero state di certo PERFETTAMENTE INUTILI. E' una questione di numeri.600.000 contro 15 milioni.Di quella volumetria ne servono almeno 5.




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