Sostituzione a scuola: un esposto in Procura

Scuola generico 19/11/2015 - Sono R.S.U. (rappresentate sindacale) dell'Istituto Comprensivo Senigallia Centro-Fagnani.

Il 18 novembre 2015, durante l'assemblea sindacale d'istituto di tutto il personale della scuola, sono venuto a conoscenza di fenomeni, modalità e comportamenti illegali o al limite della legalità. Il problema, oggetto di preoccupazione di tutto il mondo della scuola, è la sostituzione del personale in caso di assenza per malattia o altri motivi. Riguardando attività educativa verso minori il tema è particolarmente delicato.

È già gravissimo che i collaboratori scolastici (i bidelli) non vengano sostituiti per i primi sette giorni di assenza e gli insegnanti per il primo giorno, senza parlare del personale di segreteria che non viene sostituito praticamente mai. Ciò produce disfunzione nelle pulizie e nella vigilanza degli alunni nel primo caso, pessima qualità della didattica nel secondo, sovraccarico di lavoro nel terzo. Questo è quello che prevede la Legge di Stabilità dello scorso anno! La famosa spending review per la quale sostituire insegnanti assenti sarebbe uno “spreco” di denaro pubblico. Il peggio deve ancora arrivare,vale a dire le soluzioni messe in atto.

Capita nel nostro istituto che sia chiesto agli insegnanti di sostegno, anche di bambini con gravi patologie/disabilità, di dover abbandonare il proprio posto per effettuare una sostituzione.
Capita che le insegnanti della scuola materna debbano redigere una graduatoria di gravità dei bambini handicappati in modo che le colleghe con casi meno “gravi” possano fare sostituzioni.
Capita alla scuola media che gli insegnanti che si rendono disponibili a svolgere l'attività alternativa all'insegnamento della religione cattolica debbano dichiarare la propria disponibilità a fare sostituzioni, trascinandosi, in tal caso, per le classi i ragazzi con cui dovrebbero fare attività alternativa. A chi non si dichiara disponibile a lavorare in questo modo non vengono più assegnate tali ore di insegnamento.
Capita nella scuola dell'infanzia che a una insegnante già in servizio nel proprio plesso venga chiesto di prendere e partire per andare a lavorare in un altro plesso dove c'è una collega assente.
Questo capita anche ai bidelli.
Capita che, a causa di insegnanti assenti non sostituiti, classi intere vengano spezzate ed i bambini ripartiti un po' qua un po' là, nelle altre classi, con conseguente annullamento dell'attività didattica e con la possibilità, già verificatasi, di tenere gruppi di 28/29 alunni in aule che ne possono contenere al massimo 25.
Capita che ai docenti venga chiesto di rinunciare al proprio giorno libero, magari la mattina stessa, per sostituire colleghi assenti. In questo caso non c'è obbligo ad accettare, ma solo una sottile leggera pressione sugli interessati che si sentono come costretti a fare la sostituzione.

Non so se succede solo questo o anche di peggio nel nostro istituto, né ho la prova documentale di tutto ciò che ho finora descritto. Si stratta di un mio resoconto sommario di quanto ho ascoltato nell'assemblea sindacale del mio istituto. Ai cittadini e alle autorità competenti il compito di valutare se quanto ho riferito sia buona scuola”, sia conforme alle leggi vigenti e rispettoso del diritto allo studio di tutti gli alunni, in particolare di quelli più svantaggiati.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-11-2015 alle 15:43 sul giornale del 20 novembre 2015 - 1435 letture

In questo articolo si parla di attualità, luciano montesi

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