Corinaldo: Mattia in carcere. 'Volevo uccidere mio nonno perchè mi rendeva la vita impossibile'

13/11/2015 - Resterà in carcere con le pesanti accuse di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dal vincolo di parentela e dalla premeditazione, lesioni personali gravissime e porto illegale di oggetti atti ad offendere.

E' quanto emerso venerdì mattina durante l'udienza di convalida dell'arresto di Mattia Morganti, il 30enne di Corinaldo che mercoledì mattina ha quasi ucciso il nonno 74enne, Giuseppe Manoni colpendolo a martellate e con un coltello davanti alla sua casa in via del Crocefissetto. Il 30enne, affetto da problemi psichici e per questo da tempo era seguito anche dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Asur e dai servizi sociali del Comune, davanti al gip Antonella Marrone ha confermato quanto aveva già dichiarato ai Carabinieri in caserma, subito dopo l'aggressione, dove era andato per costituirsi. Morganti ha ammesso le proprie responsabilità ripercorrendo i momenti dell'aggressione con sostanziale lucidità, senza esitazioni o vuoti di memoria. “Volevo uccidere mio nonno perchè mi rendeva la vita impossibile” -ha spiegato Morganti, confermando anche il “movente” che lo ha spinto ha compiere il grave gesto.

“Il mio assistito ha confermato quanto già dichiarato fin dal primo interrogatorio -riferisce l'avvocato di Mattia Morganti nominato d'ufficio Stefano Mengucci- rispetto al movente il quadro è piuttosto complesso ma è da escludere l'ipotesi, circolata sui media subito dopo il fatto, di una richiesta di soldi. Nell'ottica del ragazzo, il nonno è visto come una figura che voleva allontanarlo, che gli remava contro. In un contesto di fragilità come quello in cui si trova Mattia parole e dialoghi ripetuti nel tempo possono essere recepiti in modo sbagliato”.

Non è esclusa anche l'aggressione per emulazione. A far scattare la decisione di voler uccidere il nonno potrebbe essere stato anche il recente omicidio di Ancona compiuto dalla coppia di fidanzati. Con la convalida dell'arresto Mattia Morganti resta nel carcere di Montacuto. Almeno per il momento. L'ipotesi possibile è che venga chiesta per il 30enne una struttura più idonea ad accogliere e curare il ragazzo.

“Per il momento non è possibile chiedere una misura cautelare alternativa al carcere come gli arresti domiciliari perchè non ci sono ancora i tempi e soprattutto perchè il mio assistito è solo, non ha nessuno che possa prendersi cura di lui -aggiunge l'avvocato Mengucci- quello che invece sarebbe auspicabile è il trasferimento di Mattia in una struttura idonea alla condizione di salute. Stiamo valutando alcune soluzioni”. Restano intanto stazionarie le condizioni del nonno, Giuseppe Manoni che nell'aggressione ha riportato un grave trauma cranico ed una emorragia celebrale. Dopo l'intervento subito mercoledì scorso all'ospedale di Torrette le sue condizioni sono gravi ma stazionarie. La prognosi resta ancora riservata.





Questo è un articolo pubblicato il 13-11-2015 alle 23:30 sul giornale del 14 novembre 2015 - 3485 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, corinaldo, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aqp5





logoEV