La Fit-Cisl sulle aggressione ai capitreno: 'E' ora di dire basta'

Trenitalia treni Jazz 12/11/2015 - L'aggressione sulla tratta Ravenna -Senigallia è l'ultima di un'escalation di violenza contro i dipendenti di Ferrovie.

La Filt denuncia l’azione debole dell’azienda Trenitalia ma anche delle istituzioni a tutela dei ferrovieri : "Basta, i capitreno non sono sceriffi né poliziotti” . La violenza contro capitreno e controllori è un fenomeno che i lavoratori denunciano da tempo. Botte, insulti, spintoni. In tutto il 2014, i casi di dipendenti di Ferrovie aggrediti sono stati più di 309, oltre 80 in più dei 227 del 2013. Nei primi 5 mesi del 2015, sono oltre 140, 117 di Trenitalia e 23 di Rfi. Per quanto riguarda gli aggressori, il numero degli stranieri (54) è di poco superiore agli italiani (41).

I casi rimanenti hanno come protagonisti coloro che eseguono attività abusive a bordo dei treni. Un vero e proprio far west, dal nord al sud dell'Italia, che interessa i grandi scali ma soprattutto le piccole stazioni di periferia, negli orali serali. Il capotreno e il macchinista sono sottoposti a stress quando viaggiano sui treni più difficili senza contare lo shock quando subiscono un ‘aggressione. Così come la paura di tornare al lavoro. I capitreno non sono sceriffi e il fenomeno delle aggressioni ha ormai superato ogni misura. I capitreno non sono neanche poliziotti e l'azienda deve trovare una soluzione al problema in quanto il datore di lavoro deve garantire la sicurezza dei suoi dipendenti e dei viaggiatori. I continui tagli alle risorse sulla sicurezza e anche i tagli alle Regioni sul trasporto pubblico locale non agevolano il miglioramento della situazione con organici sempre più all’osso e tratte pericolose che dovrebbero essere presidiate di più.

La Filt Marche ribadisce la debolezza degli interventi e sottolinea che non si può andare avanti col rischio, ogni giorno, di essere aggrediti fino a quasi perdere la vita. Non è giusto nei confronti delle donne e degli uomini che, quotidianamente, fanno il loro dovere e non è più sopportabile. Nei prossimi giorni, proporremmo alle altre organizzazioni sindacali iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni e il gruppo FS per attuare le misure da troppo tempo promesse ma mai realizzate.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-11-2015 alle 18:12 sul giornale del 13 novembre 2015 - 314 letture

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