Il Progetto “Reti Cliniche” al centro dell’incontro dei sindaci dell’Area Vasta 2

laboratorio analisi generico 12/11/2015 - In occasione dell’incontro dei Sindaci dell’Area Vasta 2 che si è svolto mercoledì 11 novembre presso il Complesso San Benedetto di Fabriano, i Dirigenti ASUR Marini e Storti ed il Direttore Generale dell’Area Vasta n.2 Andrea Bevilacqua hanno illustrato il Progetto “Reti Cliniche”.

Tre i punti essenziali che sono stati presentati: la realizzazione del Laboratorio Unico di Analisi di Area Vasta, la situazione dei Centri nascita di Fabriano ed Osimo ed il piano regionale per la gestione delle liste di attesa.

L’incontro è stato chiaramente interlocutorio, per quanto riguarda Fabriano sono state presentate numerose osservazioni sulla validità del programma che saranno oggetto di incontri nei prossimi giorni.

In particolare, il  Laboratorio Unico di Analisi prevede la creazione di un centro unico che si occuperà di elaborare i referenti di tutti i campioni provenienti dai vari centri ospedalieri, operazione che garantirà un’importante riduzione dei costi.

L’Amministrazione Comunale nonostante le difficoltà per il personale e la localizzazione presso altro punto ospedaliero di una parte consistente delle attività di analisi di laboratorio, ove fossero assicurati  tempi ragionevoli di attesa per gli utenti e garantiti i prelievi ed analisi per le necessità del nostro presidio ospedaliero, visti i consistenti risparmi economici, valuta attentamente l’ipotesi.

Altro dato importante è l’avvio del progetto di Ospedale Unico di Area Vasta realizzando una prima integrazione della rete assistenza – emergenza che vede una rimodulazione della attività di tipo ospedaliero, potenziando le attività ambulatoriali, concentrando le degenze su diversi plessi ospedalieri e rimodulando la rete dei presidi mediante ambulanze.

In questo senso l’attuale dirigenza dell’ASUR vuole disporre la chiusura dei punti nascita di Fabriano ed Osimo al fine di garantire il protocollo per la gestione delle gravidanze a basso rischio secondo l’accordo Stato-Regioni del 16.12.2012.

Queste decisione ci trova fortemente contrari in quanto si propone di realizzare tra l’altro un accordo con l’Ospedale di Gubbio- Gualdo a Branca che risulta non raggiungere i 400 parti annui e quindi anch’esso in difetto rispetto agli accordi Stato – Regione del 2012.

Se tali accordi, che prevedono il raggiungimento di 1000 parti per ogni struttura ospedaliera aperta, valgono per le Marche,  non si capisce perché non debbano valere per la vicina Umbria.

Noi crediamo che la Regione attivando la programmata chiusura dei presidi che non hanno le caratteristiche di ospedale, avrebbe la possibilità di trovare risorse per mantenere anche il punto nascita di Fabriano in considerazione di quello che è avvenuto in accordo con gli altri Comuni dell’Ambito cioè la riconversione dell’Ospedale di Sassoferrato, unico esempio nell’Area Vasta n.2 .

 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-11-2015 alle 15:20 sul giornale del 13 novembre 2015 - 485 letture

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