Arcevia: sabato un convegno sull'agricoltura sociale

12/11/2015 - ll convegno proposto rientra in un progetto promosso dalle centrali cooperative marchigiane (Legacoop, Confcooperative, AGCI, UNCI) nell’area del Misa Nevola e finalizzato allo sviluppo della cooperazione agricola (in questo caso orientata allo sviluppo dell’ Agricoltura Sociale).

L’Agricoltura Sociale, nata come fenomeno dal basso da molti anni, è stata recentemente definita dalla legge 141 del 2015 come attività svolta nel contesto agricolo/rurale per l’inclusione lavorativa a favore di lavoratori e persone con svantaggio, per l’inclusione sociale e per una migliore qualità della vita delle comunità, per l’affiancamento a servizi terapeutico/riabilitativi e per attività educative, didattiche e di conoscenza e valorizzazione del territorio. Un ampio spettro di attività, quindi, che apre la possibilità di sviluppare forme imprenditoriali agricole multifunzionali ben oltre il semplice perimetro aziendale. Un tipo di agricoltura che, dando risposte ai bisogni della comunità e producendo prodotti di qualità e a valore aggiunto sociale, necessariamente deve collegarsi ad un mercato locale e rapportarsi al proprio territorio. Territorio che vede aumentare il proprio “capitale sociale” grazie alle relazioni tra i molti attori che mettono in campo le esperienza di Agricoltura Sociale.

L’area del Misa Nevola si presenta come uno spaccato della regione e Arcevia, che ne costituisce l’estremo appenninico, riveste un particolare interesse, oltre che per gli aspetti storico-paesaggistici, anche per gli aspetti geografici che ne determinano quei caratteri critici propri delle aree interne. Caratteri ai quali si affiancano molteplici elementi di ricchezza naturali e umani che vanno a costituire punti di forza per uno sviluppo sostenibile. Ed è in questo contesto che si inserisce il progetto della cooperazione: creare le condizioni di conoscenza e di aggregazione per lo sviluppo di quella che, guardando ad altre esperienze italiane già realizzate, potremmo definire una “rete di fattorie sociali”. Rete che contestualmente alla produzione di beni, servizi e occupazione, costituisca un’ ulteriore opportunità per il welfare locale.

La risorsa agricoltura, alla luce delle nuove prospettive con le quali vengono considerate le funzioni sociali e ambientali dell’azienda agricola, è una della maggiori leve sulle quali puntare per una nuova economia che dovrà essere in grado di ottimizzare le risorse dei diversi fondi europei, della nuova programmazione 2014-2020 ,messi a disposizione in una logica di sviluppo globale e di inclusione sociale. Il convegno proposto è quindi un punto di partenza, dove si ritrovano soggetti che esprimono una DIVERSITA’ che normalmente non troviamo in analoghi incontri nei quali chi partecipa appartiene allo stesso settore di attività e allo stesso ambito culturale. Diversi sì, ma tutti appartenenti alla medesima comunità, perché le esperienze di Agricoltura Sociale presentano i migliori risultati quando sono l’esito di un percorso di coinvolgimento e di partecipazione di attori pubblici, privati e della società civile.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO
I temi proposti negli interventi hanno lo scopo di:
- introdurre la tematica dell’Agricoltura Sociale e segnare l’inizio di un possibile percorso metodologico per avviare e accompagnare la creazione di una “rete di fattorie sociali” ;
- esprimere, attraverso la comunicazione dell’istituzione pubblica, i fabbisogni sociali e ambientali del territorio;
- riportare le testimonianze di imprese agricole di qualità per favorire lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile ed un ricambio generazionale nel mondo agricolo che veda l’anziano non come dato anagrafico da estromettere ma come risorsa per un passaggio di saperi e di competenze;
- esprimere, attraverso la partecipazione dei cittadini, dell’associazionismo e delle altre forme di aggregazione, i bisogni espressi dall’economia locale e dalla società civile;
- coinvolgere i giovani con la loro presenza e con la partecipazione dell’IPSIA “Padovano” di Arcevia, considerando, tra l’altro, che all’interno di questo Istituto è presente un corso per Operatori Socio Sanitari che potrebbe collegarsi alle esperienze di attività terapeutiche-riabilitative svolte in ambito rurale;
- sperimentare un percorso, quindi, che trovi il suo maggior punto di forza nella PARTECIPAZIONE.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-11-2015 alle 16:23 sul giornale del 13 novembre 2015 - 550 letture

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