Lascia il 'fidanzato on line' e trova su facebook le sue foto nuda, minore vittima di Cyberstalking

07/11/2015 - Nel mese di luglio una minorenne ha conosciuto ed instaurato una ‘relazione on line’ con un coetaneo che vive all’estero, condividendo con lui la pratica del ‘sexting’, ovvero si era fatta foto nuda o comunque in atteggiamenti provocanti e le ha mandate al giovane con il cellulare e via internet.

Quando però la ragazza, che frequenta la scuola superiore, ha comunicato al ragazzo di non volere proseguire la relazione, il giovane d’oltreoceano ha iniziato ad inviare con whatsapp messaggi intimidatori alla ragazza per costringerla a continuare il rapporto.

La giovane, assolutamente convinta della propria decisione, non è tornata sui propri passi ed il ragazzo, che non l’ha presa bene, ha iniziato a pubblicare sul profilo facebook dell’’ex on line’ le foto che la ritraevano discinta.

Il profilo della studentessa è stato bloccato così come il profilo del ragazzo è stato segnalato come Spam. Tuttavia la mamma della minorenne, temendo che ‘gli amici’ del social network abbiano acquisito le foto incriminate e le stiano facendo girare sul web, ha denunciato l’episodio ai carabinieri della Compagnia di Senigallia.

Pertanto i militari, che ricordano a tutti che l’ampia varietà di alternative possibili per aggredire il prossimo (inviare ad un gruppo di persone dei messaggi, pettegolezzi dal contenuto dannoso, crudele o falso riguardanti un’altra persona; inviare o pubblicare materiale privato o imbarazzante sulla vittima inventato o estorto, senza che questa abbia la possibilità di porvi rimedio; conquistare la fiducia di una persona, convincerla a confidarsi, per poi condividere le informazioni ottenute con gruppi di altre persone; rubare l’identità online di una persona, violando il suo account o creandone uno falso, per spedire o pubblicare materiale che possa rovinare l’immagine della vittima, metterla in pericolo, danneggiarne la reputazione o creare problemi di vario tipo; inviare ripetutamente ad una persona messaggi che includono minacce di violenza o altamente intimidatori, etc…) denominate dagli esperti Put down (Pettegolezzo), Exposure (Svergognare), Trickery (Inganno), masquerade (impersonificazione) costituiscono reati previsti dal codice penale quali violenza privata, atti persecutori (meglio noto come “stalking”), frode informatica, pubblicazioni oscene, che nelle ipotesi più gravi prevedono misure di contrasto coercitive e pene severissime, hanno avviato le indagini.





Questo è un articolo pubblicato il 07-11-2015 alle 12:22 sul giornale del 09 novembre 2015 - 3745 letture

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