Castelleone: donazioni per il restauro della Chiesa di San Francesco di Paola

Chiesa di San Francesco di Paola a Castelleone 05/11/2015 - L’Amministrazione Comunale di Castelleone di Suasa ha voluto essere presente sul sito dell’ArtBonus del Ministero dei beni beni e delle attività culturali e del turismo, in qualità di beneficiario, anche con la Chiesa di San Francesco di Paola, dopo il Palazzo Compiano-Della Rovere, per una raccolta di fondi destinati alla ristrutturazione.

La procedura prevista dal sito ArtBonus consente, a chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano, una detrazione delle imposte fino al 65% dell’importo donato, come disposto dall’art. 1 del D.L. 31.5.2014, n. 83, "Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo", convertito con modificazioni in Legge n. 106 del 29/07/2014 e s.m.i..

La Chiesa è stata edificata nel 1604 ed era anticamente dedicata al Santissimo Crocefisso, la cui immagine troneggiava sull’altare maggiore, poi successivamente è stata dedicata a San Francesco di Paola per un quadro a Lui dedicato, ora posto sulla parete absidale entro un tempietto in marmo policromo.

All’interno si trovano anche dei quadri importanti come l’”Assunta in cielo” dove sullo sfondo ha dipinto un paesino in cui spicca una torre campanaria che non può non richiamare la perduta torre dell’orologio sovrastante la porta di accesso al castello di Castelleone, poco distante una pieve, il tutto culminante in un monte rieccheggiante il nostro Catria. Nel corso del Sette-Ottocento, l'opera seicentesca attribuita al pesarese Terenzio Terenzi, detto il Rondolino, era stata ridipinta con un più modesto San Vincenzo Ferreri che con il restauro del 2007 è stato opportunamente rimosso; il “Santissimo Crocifisso” di buona fattura dipinto su tavola, contemporaneo all’edificazione della chiesa; una ”Madonna del Carmine con Santi Carmelitani”; una “Madonna con il Bambino e Santi Domenico e Caterina”  di pittore ignoto degli inizi del XVIII secolo; una “Madonna di Loreto e Santi”, opera di Ascanio Casola del 1674.

Oltre ai quadri, nell’edificio sono presenti anche due statue: l’”Ecce Homo”, in legno dipinto di buona scuola ed una più recente statua in gesso e resina raffigurante “San Francesco di Paola”.
La Chiesa conserva quasi intatte le caratteristiche originarie, solamente il soffitto e la pavimentazione sono stati rifatti dopo la seconda guerra mondiale, il resto è rimasto sostanzialmente inalterato ed ha un aspetto semplice ma sobrio ed armonioso.

La facciata, scandita  da forme geometriche in rilievo ornate da due nicchie e due finestre, è sormontata da un timpano in stile barocco culminante con una croce ed è affiancata dal campanile che la collega architettonicamente al convento.

L’insieme, con i suoi giochi di luci ed ombre, si presenta come una scenica chiusura della direttrice di sviluppo del centro abitato che ha su di un lato un suggestivo loggiato.
Occorrono interventi e realizzazioni di opere di ripristino, recupero e restauro, ecco il motivo per cui è stata inserita nel sito dell’ArtBonus, con la speranza di qualche finanziamento da parte di mecenati.
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-11-2015 alle 09:35 sul giornale del 06 novembre 2015 - 632 letture

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