Sanità, Volpini: 'L'azienda sanitaria non deve occuparsi solo dei bilanci, ma soprattutto dei cittadini'

31/10/2015 - Dopo i saluti e i ringraziamenti Fabrizio Volpini, Presidente della Commissione Sanità in Consiglio Regionale (nonché medico di famiglia) ha ricordato le ragioni della politica del rigore, che non si è fermata e continua a produrre tagli, con una riduzione progressiva del fondo sanitario regionale.

Se sulle riviste specializzate di rating sanitario la nostra era una regione posizionata tra le migliori in Italia grazie al rigore economico-finanziario, tra i cittadini in carne ed ossa il sistema sanitario non riscuoteva analogo apprezzamento. Nel suo impegno di ascolto dei territori il nuovo Presidente ha verificato l'esigenza prioritaria di abbattere le liste d'attesa, che ha condotto all'approvazione di un provvedimento importantissimo e molto coraggioso con una serie di tempistiche da rispettare, una delibera approvata dalla Giunta Regionale.

Tra le azioni che il provvedimento mette in atto, oltre alla possibilità di rivolgersi al privato convenzionato, non in modo indiscriminato ma con un sistema di governance pubblica efficace anche nel controllo, e alla possibilità di far lavorare le strutture, tecnologie ed operatori, se non h24 almeno h12, ci sono altre importanti novità. Per quanto riguarda la prima visita specialistica, o il primo esame strumentale, per alcune tipologie di prestazioni si procederà all'individuazione di una classe di priorità indicata in impegnativa, da “U” ovvero urgente, a “P”, programmata, passando per breve (“B”) e differita (“D”). La biffatura dovrà avere significato diagnostico di identico valore per tutti, ecco perché i medici di medicina generale, che per il lavoro che svolgono sono i più grandi prescrittori, sono stati chiamati a un tavolo per concordare percorsi diagnostici inequivocabili.

Un altro step previsto dal provvedimento riguarda la c.d. presa in carico: lo specialista, ad esempio il cardiologo, che rileva la necessità di un approfondimento si occuperà in prima persona della prenotazione per il suo paziente. Per quanto riguarda le quattro specialità per il momento previste (cardiologia, nefrologia, oncologia e diabetologia), sarà facoltà delle Aree Vaste introdurne delle altre. A queste importanti novità si aggiunge, ancora a livello sperimentale, la prenotazione della visita specialistica o dell'esame all'interno dell'ambulatorio del medico di medicina generale, che accede alle agende del C.U.P. e prenota direttamente per il paziente. Se si andrà a regime questa sperimentazione sarà estesa a tutti i medici di medicina generale.

In ogni caso, ha spiegato Volpini, tutta la riorganizzazione del sistema sanitario non deve risolversi in un rigore economico finanziario fine a se stesso. A volte si sbaglia applicando principi aziendalistici, poiché un'azienda sanitaria molto efficiente produce cure, non prodotti, e le cure a loro volta risolvono problemi di salute di persone spesso anziane che avranno bisogno di ulteriori cure. Per questo l'azienda sanitaria non deve occuparsi solo dei bilanci, ma soprattutto dei cittadini in carne ed ossa. Il modo più efficace per riuscirci è spostare il paradigma della sanità dall'ospedale, che cura l'acuzia, a strutture del territorio, con la cura delle cronicità, con il potenziamento di equipe o distretti territoriali capaci di dare risposte appropriate alle nuove esigenze di salute di cittadini sempre più anziani, grazie ad una vita media più lunga.

L'importante è spiegare che alcune date saranno rispettate, ovvero si ammaineranno le H degli ospedali ma contemporaneamente si apriranno strutture per le cure intermedie, con il medico di medicina generale all'interno, per una medicina più umana, più sostenibile dal punto di vista economico e capace di fornire le terapie necessarie alle cronicità di cittadini sempre più anziani. Uno sguardo al futuro secondo Volpini ci consente infine di ipotizzare l'organizzazione delle cure più appropriate in risposta alle cronicità in modo ancora più umano, direttamente nel domicilio di ciascun paziente: ma qui, avverte Volpini, siamo ancora nel sogno.

Sull'INRCA il Dottor Volpini concorda con i presenti sulla necessità di mantenere la sua specificità di Istituto di Ricerca, oltre alla parte assistenziale che verrà declinata in nuovo ospedale. Per il Salesi, che non deve perdere la sua storia prestigiosa, si stanno perfezionando gli accordi che prevedono la parte pediatrica tutta unita, incluso il pronto soccorso pediatrico, in una struttura che dovrà essere edificata in area Torrette, mentre al sesto piano dell'ospedale potrà confluire tutta la parte di ostetricia e ginecologia.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2015 alle 14:43 sul giornale del 02 novembre 2015 - 892 letture

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