All'Arvultura la presentazione di 'Gli ammutinati delle trincee. Dalla guerra di Libia al Primo conflitto mondiale'

29/10/2015 - Lo Spazio Comune Autogestito Arvultura organizza per venerdì 30 ottobre alle ore 21:15 la presentazione del libro “Gli ammutinati delle trincee. Dalla guerra di Libia al Primo conflitto mondiale. 1911-1918" di Marco Rossi (ed. BFS 2014). Ne discutiamo con l’autore Marco Rossi e con Cecilia Tognon, storica.

La Prima guerra mondiale, spesso definita il tragico atto di nascita del Ventesimo secolo, rimane l’evento storico che ha determinato i traumi, i conflitti, le trasformazioni non solo nella società, ma nella coscienza collettiva e nell’esperienza umana di milioni di persone e, in particolare, dei ceti popolari e delle classi subalterne di ogni paese. Furono infatti queste ultime a pagare maggiormente gli effetti laceranti di quella guerra, voluta dal potere economico, dai governi e dai rispettivi nazionalismi, per affermare un’egemonia imperialista, conquistare territori e incrementare i profitti dell’industria bellica.

La Grande guerra rappresenta il naufragio della civiltà moderna, nella quale è coinvolta pienamente l’Italia liberale che già con la spedizione in Libia (1911-12) aveva anticipato eventi, strategie e temi che troveranno un’altra conferma negli anni 1914-18. Non tutti i contadini e gli operai travolti dalla guerra accettarono passivamente di morire – da Tripoli a Caporetto – per interessi e logiche non loro. Prigionieri delle trincee, questi non-sottomessi combatterono una loro guerra dentro la guerra, ammutinandosi agli ordini criminosi dei generali, disertando, dandosi alla macchia, animando rivolte per difendersi da una patria che li mandava al massacro e li voleva assassini di altri sfruttati.

Questa ricerca al rovescio vuole dare voce al loro coraggio di restare umani, anche a rischio della fucilazione per disfattismo.
Marco Rossi è da tempo impegnato nella ricerca storica sulle vicende del movimento operaio dopo la Prima guerra mondiale, con particolare attenzione verso l'antifascismo anarchico. Con BFS edizioni ha dato alle stampe "Avanti siam ribelli. Appunti per una storia del Movimento anarchico nella Resistenza" (Pisa, 1985) e la prima edizione di "Arditi, non gendarmi! Dall'arditismo di guerra agli Arditi del popolo 1917-1922" (Pisa, 1997).

Con altri editori ha pubblicato: "Il conto aperto. L'epurazione e il caso di Codevigo: appunti contro il revisionismo" (Padova, 1997), "I fantasmi di Weimar. Origini e maschere della destra rivoluzionaria" (Milano, 2001) e "Ribelli senza congedo. Rivolte partigiane dopo la Liberazione, 1945-1947" (Milano, 2010). La nuova edizione 2011 di "Arditi, non gendarmi!" è stata completamente rivista e ampliata dall'autore.

Cecilia Tognon consegue la laurea triennale in Storia e la magistrale in Scienze Storiche, con curriculum contemporaneista, all'Università di Bologna con una tesi sui modi della rappresentazione storica del trauma. Si interessa di divulgazione e di Public History.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2015 alle 15:46 sul giornale del 30 ottobre 2015 - 487 letture

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