Don Attilio Ferretti: comunità in festa per i 60 anni di sacerdozio

26/10/2015 - In questa tiepida giornata autunnale, presso la Cappella della Casa di Riposo della Fondazione Opera Pia Mastai, in Senigallia, alla presenza di Confratelli Sacerdoti, parenti ed amici, Don Attilio Ferretti ha voluto celebrare in una forma semplice, sentita e solenne, la ricorrenza del Suo 60° di ordinazione sacerdotale, avvenuta il 30 ottobre del 1955.

Sessanta anni di vocazione forte, proficua, vissuta tutta in prima persona, senza mai tirarsi indietro, neanche di fronte a difficolta' che per tanti sarebbero risultate insormontabili. Vocazione sorretta da una Fede incrollabile, fondata su quella rassicurazione che troviamo in (Mt. 28,20): "Non abbiate paura, Io sono con voi fino alla fine del mondo". Vocazione che affonda le proprie radici sin dalla fanciullezza di Don Attilio, quando "giocava" a fare il prete, sotto lo sguardo pieno di amore di Nonna Annetta e quando con diligenza, cura e particolare attenzione faceva il "chierichetto" nella chiesetta di campagna di Fontegeloni, nel Comune di Serra San Quirico. Vocazione che si tempra durante gli eventi bellici della seconda guerra mondiale che lo vedono nel 1943, prigioniero in Germania, esposto al rischio della vita nei luoghi di lavoro coatto; esperienza dalla quale scaturisce la promessa al Sacro Cuore di Gesù di dedicare la propria vita al Signore diventando prete.

Promessa che viene riproposta con forza, nel 1945, una volta tornato a casa, quando in pericolo di vita a seguito di un attacco di tifo, frutto delle fatiche e privazioni patite in prigionia, rivivendo il momento della "Promessa" fatta in Germania, dona tutta la Sua vita al Sacro Cuore di Gesù. Di lì a pochi giorni, con l'autorizzazione del Vescovo Monsignor Ravetta, inizia il percorso di preparazione, presso il proprio parroco di Colleaprico in Arcevia, Don Iginio Bruschi, per poi entrare nel Seminario Vescovile di Senigallia, dal quale nel 1955, esce per ricevere l'ordinazione presbiteriale nella Chiesa di Scapezzano. Segni questi di un percorso già prefissato dal Sacro Cuore di Gesù per Don Attilio? Tutto fa pensare di si: Riceve i primi rudimenti della preparazione sacerdotale in quella chiesa di Colleaprico che lo vedrà, nel 1960, Parroco di nuova nomina, per poi passare, nel 1964 alla Chiesa di Scapezzano, che cura quale Pievano Parroco per oltre quaranta anni, quando poi, pur mantenendo la disponibilità per la Chiesa che è in Senigallia, sotto altre funzioni, si ritira nella Casa del Clero presso la Fondazione Mastai. Continua a curare con amore e paterna attenzione, per alcuni anni dopo lo spostamento a Scapezzano, anche la Parrocchia di Colleaprico, dove sin dal suo arrivo, aveva attivato, invitando i ragazzi che aveva incontrato nelle Parrocchie ove aveva svolto il suo Ministero, quella che diventerà a pieno titolo, per tutti la Casa della Provvidenza che in onore del Sacro Cuore di Gesù prenderà il nome di "Colonia Sacro Cuore".

Casa di accoglienza aperta a tutti, fanciulli, anziani, giovani e tutti quanti manifestavano la esigenza di un periodo di accoglienza per ritemprare lo spirito ed il corpo. Nessuno è stato mai respinto, ma anzi gli ultimi sono stati sempre considerati i primi. Vocazione messa a dura prova da eventi, incidenti, malattie, che se da un lato hanno rappresentato grandi rischi per la vita di Don Attilio, dall'altro si sono rivelati segni del Cielo a che Don Attilio continuasse nella Sua opera tra la Gente che il Signore gli aveva affidato. Opera Sacerdotale che continua anche oggi, dopo sessanta anni di Missione personale, mai interrotta, la quale, anche se ridimensionata in relazione alle Sue attuali capacità fisiche si manifesta in un continuo canto di lode al Signore per il bene ricevuto  attraverso l'Ordine sacro e nel mantenimento della promessa fatta da Don Attilio tanti anni fa. Egli in tutta la Sua Missione, nelle Sue preghiere, nelle Intenzioni della Sante Messe celebrate, ha posto e continua a porre innanzi a tutto, i bisogni delle persone a Lui affidate.

Ed allora anche noi tutti che abbiamo la fortuna di conoscerlo e di averlo vicino, preghiamo per lui, che il Signore ce lo conservi a lungo il più possibile e lo mantenga in buona salute, affinché Egli possa continuare a pregare per noi tutti, soprattutto per i giovani senza lavoro, per le persone sole, ammalate, per le famiglie in difficoltà ed anche per tutti coloro che non credono più a questi valori. Un Grazie a Te, Don Attilio, perché per noi tutti, parrocchiani, amici, parenti, sei sempre stato una guida, un porto sicuro, un esempio da imitare. Siamo felici, sereni, orgogliosi di aver incontrato nella nostra vita un Sacerdote come Te. Con l’Augurio che “Dio ti accompagni in ogni momento della Tua Vita”. A Te che sicuramente sei stato e sei un “Buon Pastore” che pienamente ha assunto l’odore del Gregge. Ad Maiora Don Attilio!!!!

Fabrizio Ferretti ed il gruppo di parenti, amici e confratelli


da Fabrizio Ferretti
Comunità Parrocchiale di Montale in Arcevia



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-10-2015 alle 10:55 sul giornale del 27 ottobre 2015 - 954 letture

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