Amati: Il Partito Democratico non ha bisogno di nuove divisioni

silvana amati 26/10/2015 - La lettura domenicale dei giornali locali conferma ed evidenzia una nuova "saga"nel PD della provincia di Ancona ed in particolare del PD di Ancona. Si tratta di una cosa della quale penso non si sentisse proprio il bisogno.

Infatti in questo periodo certamente il PD potrebbe piuttosto rivendicare i risultati elettorali assai positivi appena ottenuti non solo nelle elezioni regionali, ma anche nelle amministrative con la riconferma esemplare, al primo turno, a Senigallia del sindaco Mangialardi .

E' evidente che la normale vita associativa del PD locale ha alti e bassi, che sono legati alle capacità vere di chi per esso si spende. Così l’apertura tardiva del tesseramento alla fine di luglio non ha consentito ancora di confermare il quadro degli iscritti, ma anche per questo problema , come per le tante iniziative pubbliche in alcuni luoghi fatte ed in altri no, molto dipende da chi decide di dedicarsi al lavoro di base piuttosto che a quello correntizio.

E' da riflettere sul fatto che non tutte le città sono uguali e che ad esempio proprio ad Ancona si stia registrando un certo ritardo di iniziative e di lavoro organizzato. Probabilmente anche per questo si sono avute le dimissioni del segretario cittadino. Suppongo che così si sia pensato di “voltare pagina “ riprendendo un lavoro non solo politico ma anche istituzionale, che, per fortuna, ancora in tanti considerano importante per migliorare il rapporto con la Città.

Proprio per questo stupisce che i principali protagonisti del PD del capoluogo siano tra i capofila della saga, visto che proprio loro organizzano questo ennesimo appuntamento per discutere l'ennesima bozza di ” manifesto di cose da fare per far avvicinare la gente al PD". Tutte cose scontate, che per altro stanno già nel nostro statuto.

Stupisce perché per questi compiti esiste una organizzazione nel PD che dovrebbe essere quindi se mai più sostenuta e non delegittimata, a partire della direzione provinciale di Ancona con il suo segretario .

Stupisce perché tra i nomi dei proponenti questa iniziativa ci sono per la massima parte persone assai esperte, per non dire datate, almeno quanto me. Certo sanno benissimo, per antica esperienza, che questi sono percorsi divisivi, esattamente opposti a quanto viene vagheggiato nel documento, che sarebbe assai condivisibile per il contenuto se non fosse in palese contrasto con l’agire quotidiano dei proponenti.

Insomma sarebbe meglio tornare alle regole che poi ci sono già , invece di organizzare l’ennesima componente interna costituita prevalentemente da chi non opera quotidianamente neanche per il minimo vitale del PD .

Sarebbe meglio lavorare con il segretario provinciale e non sostituirsi a lui , che a me risulta non abbia firmato proprio nessun documento .

Non mi resta che fare appello al buon senso di quanti, in buona fede, si sono sentiti di rispondere positivamente al progetto. Tutti dovrebbero, a rigor di logica, concentrarsi sull’opportunità di fare un più puntuale lavoro di base , senza regalare nuove componenti eterogenee agli orfani di ex componenti scomparse o a chi farebbe forse meglio a confrontarsi con il dovere di far finalmente funzionare al minimo sindacale almeno la realtà organizzativa e non solo della sua città.

Questo mio appello sincero non so che possibilità avrà di essere accolto, ma certo come nella favola del re che era nudo non si può assistere nuovamente in silenzio ad un assalto ad una diligenza che di per sé avrebbe assoluto bisogno di normalità e fraterna collaborazione.

sen. Silvana Amati
direzione nazionale PD





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-10-2015 alle 19:06 sul giornale del 27 ottobre 2015 - 464 letture

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Luigi Alberto Weiss

27 ottobre, 11:51
Senatrice, è brutto ammetterlo, ma il PD odierno non è più quello di una volta, quello che dibatteva pubblicamente i problemi del territorio, quello che non mancava di iniziativa politica, quello che aveva a cuore gli iscritti e il loro pensiero, quello che difendeva la democrazia e la partecipazione ad ogni livello. Prendiamo atto e, se possibile, pensiamo ad un'altra soluzione concreta, praticabile, efficace.




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