Rabini (FDI-AN): 'Chi ha avuto interesse nel far fallire il Piano Cave nel bacino di Monte Sant'Angelo di Arcevia?'

Monte Sant'Angelo di Arcevia 24/10/2015 - “E' assolutamente inderogabile l'azione di indagine della Magistratura per valutare se vi siano fatti, situazioni o persone che direttamente o indirettamente abbiano contribuito al fallimento del Piano Provinciale delle Attivita' Estrattive ( PPAE) ; infatti se il tracollo politico e' evidente , il mandato 2007-2012 con la Presidente Casagrande e l'Assessore di riferimento Sagramola , ha visto il Piano arenarsi piu' volte fino all'ultimo Consiglio del 2012 quando la maggioranza politica ha abbandonato l'aula pur di non votare gli indirizzi del PPAE, e' compito della Magistratura ora addentrarsi nel Piano per la verifica di eventuali oggettive responsabilita' che hanno un peso ora di carattere politico , economico , amministrativo, istituzionale.”

Chi e perche' , in particolar modo nel bacino di “scaglia rossa “ e “maiolica” di Monte Sant'Angelo di Arcevia, ha avuto interesse nel far fallire il Piano ?? 

Così si esprime Il Consigliere Provinciale Lorenzo Rabini (Capogruppo “La Provincia per i Comuni “ e Portavoce Prov.le Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale ) che ha depositato presso il Tribunale di Ancona e la Corte dei Conti un esposto per la questione relativa alla mancata definizione e attuazione del Piano Provinciale delle Attivita' Estrattive.

Il Consigliere Rabini era gia' stato protagonista durante il mandato 2007-2012 di numerosi atti ispettivi istituzionali sull'attivita' del settore estrattivo il cui Piano Provinciale e' stato approvato il 13 Aprile 2005 e la cui durata prevista era di dieci anni , il tempo per formare le graduatorie degli operatori di cava ed i bacini estrattivi a loro assegnati.cosi' come stabiliti, pianificati e confermati dalla Regione Marche sul territorio .

“L'esposto presentato al Tribunale di Ancona e alla Corte dei Conti – dichiara Rabini – si e' reso necessario per motivare gli organi inquirenti ( sia contabili che penali) ad uno studio, a verifiche , a controlli e accertamenti  davvero seri e approfonditi  su quanto  e' successo in questi dieci anni al Piano delle Attivita' Estrattive che non ha visto la sua completa definizione e attuazione, e che anzi , sta portando la Provincia di Ancona sui banchi giudiziari chiamata dagli operatori del settore che proprio per la mancata attuazione del Piano hanno richiesto quasi 30 milioni di euro di danni ( 28.572.476,68 per la precisione) ai quali si aggiungono i 116 mila destinati allo studio legale romano dell'Avv.Luca Di Raimondo al quale era stato affidato nel 2012  l'incarico di chiudere le vicende giudiziarie in corso sui procedimenti delle attivita' estrattive e non aprire altri contenziosi, questo per la somma di 40 mila euro che invece e' lievitata a 116 mila.

Sarebbe bastato colmare le lacune riferite alla cartografie e tutto il procedimento avrebbe preso una piega diversa cosi' come aveva suggerito l'Avvocato della Provincia Dott.Sgrignuoli in una sua relazione nel 2011 ( Sgrignuoli subito dopo la relazione lascio' l'incarico) ; e invece la presidente Casagrande e l'Assessore Sagramola hanno sempre scelto strade diverse , strade che hanno portato al fallimento del Piano , e' davvero importante a questo punto una indagine della Magistratura, si faccia chiarezza sulle responsabilita'.


da Lorenzo Rabini
Capogruppo “La Provincia per i Comuni”




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-10-2015 alle 13:09 sul giornale del 26 ottobre 2015 - 642 letture

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Iniziamo con l'evidenziare un'incongruenza, ovvero che esponenti della DESTRA italiana, che non ha ancora, dopo 70 anni, rinnegato Mussolini, usi l'immagine del SANTUARIO DELL'ECCIDIO DEL MONTE SANT'ANGELO, in cui i fascisti italiani, insieme ai nazisti, hanno assassinato oltre 60 civili, fa abbastanza pena.

In secondo luogo se i postfascisti berlusconiani si fossero informati meglio saprebbero che è stato presentato un piano alternativo di investimento per il sant'angelo che avrebbe evitato lo scempio delle cave.

Chi sono i responsabili?

Gli abitanti di Arcevia che, giustamente, si sono opposti al piano sponsorizzato da una nota politica PD (il cognome inizia con la lettera A).

Ma per i capitalisti postfascisti berlusconiani, si sa, conta solo il denaro.

p.s.:
Togliete l'immagine, visto che i vostri predecessori storici sono stati tra i fautori della strage, almeno per decenza, se ne avete ancora.

andrea astracedi

30 ottobre, 00:07
Un intervento lobbistico al 100% a difesa di un piano vecchio e defunto, risalente a molto prima dell'inizio della crisi, un'epoca dove il rispetto dell'ambiente contava ben poco. Quante altre catastrofi idrogeologiche occorrono perché si impari qualcosa???




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