Mangialardi (Anci): "Bene l'approvazione della pdl regionale sul riordino territoriale"

mangialardi (anci marche) 21/10/2015 - L'approvazione della proposta di legge sul riordino territoriale è salutata con favore da Anci Marche che, anche in seno al proprio consiglio direttivo, ha raccolto le diverse anime e posizioni fino a trovare una sintesi.

"C'è grande fermento intorno a questo tema e bene ha fatto il consiglio regionale a mettere ordine, perché le possibili fusioni non sfuggano ad una logica di progettualità ampia uscendo dalla dimensione del singolo caso particolare". Così Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche, ha commentato l'adeguamento della legge Delrio approvato dalla maggioranaza dei consiglieri.

"La stagione di riforme nel riassetto delle funzioni istituzionali è indispensabile a patto che rientri in un percorso condiviso e più ampio che riguardi non solo i comuni. Finalmente il consiglio regionale ha definito un metodo". "Oggi – ha concluso Mangialardi - il governatore della Toscana Enrico Rossi ha parlato anche di revisione delle regioni, auspicando un'Italia di mezzo che comprenda Marche, Umbria e Toscana. Anche su questo chiediamo una fase di discussione e condivisione senza incontrollabili derive in avanti che sviliscano il dialogo istituzionale".





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2015 alle 15:53 sul giornale del 22 ottobre 2015 - 451 letture

In questo articolo si parla di maurizio mangialardi, politica, Anci Marche

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/apt1


Luigi Alberto Weiss

21 ottobre, 16:20
Il delirio di cambiare ormai investe ogni livello istituzionale, con il chiaro obiettivo (solo i ciechi non lo vedono) di restringere sempre di più ad una piccola corte fedele al duce supremo il numero di coloro che possono decidere sul futuro della comunità. Fondere i Comuni, accorpare le Regioni, tutto nascosto dietro l'ossessione del risparmio, cancellando nei fatti la storia di una nazione da mettere al servizio dell'esercizio del potere fine a se stesso. L'ANCI si adegua passivamente com'è ormai consuetudine, venendo meno al suo dovere originario di tutelare le autonomie locali. Uno squallido spettacolo di terz'ordine.