Vaccini: allarme disinformazione, il Pd chiede l'intervento della Regione

Vaccino 20/10/2015 - Uno dei più recenti fatti di attualità italiana è la questione dei vaccini, in particolare il preoccupante calo di profilassi in Italia e la disinformazione su questo tema portato avanti dal web e anche da diverse forze politiche.

Da diversi mesi è in atto una pericolosa campagna di disinformazione che rischia di mettere in pericolo la popolazione italiana, specie quella più giovane, una campagna basata sulla paura, paura scientificamente immotivata. Gli effetti sono allarmanti: in Italia, quasi 6 bambini su 100 non sono protetti dalle vaccinazioni previste per legge. Sono scese al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura dell’86%, in calo di oltre il 4% in appena un anno. Tra le bufale riguardanti i vaccini ricordiamo il fatto che questi possono portare ad autismo nei bambini: questa correlazione è stata “scoperta” dal medico inglese Andrew Wakefield, pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet, secondo cui c’era una relazione tra la malattia e l’immunizzazione del vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia.

Questo studio si è dimostrato un falso (tanto da portare la rivista a ritirare l’articolo nel 2010, ed alla radiazione del medico, che aveva accettato una tangente da un avvocato specializzato in cause contro le case farmaceutiche), ed è confutato da molti altri (uno dei più recenti, pubblicato nel marzo 2013 sul Journal of Pediatrics, ha confermato che non esiste una relazione tra malattia ed immunizzazione). Un'altra fonte di preoccupazione sta nel fatto che i vaccini possono dare effetti collaterali. Generalmente tali effetti collaterali consistono in rialzi febbrili, dovuti al compito proprio dei vaccini: stimolare il sistema immunitario contro l’antigene della malattia da cui ci si sta proteggendo. In una piccola percentuale ci possono essere effetti collaterali dovuti a possibili conservanti, stabilizzanti o antibiotici aggiunti al vaccino in modo da garantire nel tempo la loro stabilità e prevenire la crescita batterica, sostanze che sono strettamente controllate sia prima che dopo la messa in vendita del vaccino, in modo da rendere minimi i possibili effetti all'esposizione delle stesse.

Alcune persone non possono vaccinarsi per particolari condizioni mediche o per allergie specifiche, perché hanno meno di 12 mesi, perché sono malati di HIV, oppure ancora la loro risposta immunitaria a un vaccino resta debole e inefficace: è proprio per loro che il calo di vaccinazione è preoccupante. Un livello di vaccinazione inferiore al 95% sul totale della popolazione elimina la così detta "immunità di branco", la quale assicura protezione anche a quei soggetti, come quelli sopra citati, che l'immunità non la possono avere. Infine, una delle motivazioni più citate sul web è l'idea che i vaccini servano solo ad ingrossare i portafogli della lobby delle case farmaceutiche. Una motivazione alquanto irrazionale - come dire: eliminiamo l'obbligo del casco per guidare le moto perché arricchiamo le industrie che li producono - tanto che studi economici mostrano come 1 euro speso per la vaccinazione possa liberarne 24, reinvestibili in assistenza clinica per chi si ammala. ed è stato calcolato che, vaccinando tutti i cittadini tra i 50 e i 64 anni contro l’influenza, con un investimento massimo di 76 milioni di euro ci sarebbe un risparmio per il Ssn pari a 746 milioni di euro, con un rapporto costo-beneficio di 1 a 1024.

Noi Giovani Democratici di Senigallia ci diciamo fortemente contrari alla campagna di disinformazione e paura in atto su questo tema e riteniamo fondamentale un confronto serio e scientifico su questo importante argomento di salute pubblica. Proprio per questo valutiamo come estremamente positiva la mozione del Gruppo PD regionale volta ad incentivare e sensibilizzare la popolazione alla prevenzione per via vaccinale, di cui è primo firmatario il Capogruppo del PD in Consiglio, Gianluca Busilacchi, e che è stata sottoscritta anche dal Presidente della Commissione Sanità, Fabrizio Volpini, e dai consiglieri regionali Francesco Micucci e Federico Talè. Riteniamo inoltre che l’informazione sia fondamentale per la crescita della cultura e del senso civico della popolazione, ma fare disinformazione o “informazione di parte” chiusa ad ogni confronto sia profondamente sbagliato, fino a diventare criminoso se il risultato ultimo è l’aumento delle malattie e della mortalità per la popolazione: la prevenzione è sempre e comunque meglio della cura.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-10-2015 alle 19:18 sul giornale del 21 ottobre 2015 - 995 letture

In questo articolo si parla di attualità, giovani democratici

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Egidio Cardinale

21 ottobre, 11:29
A mio avviso sarebbe più opportuno riportare il dibattito alla sua giusta dimensione e NON ancora una volta come vorrebbero i vaccinatori di regime, pagati dalle multinazionali del farmaco, su una contrapposizione "Vaccini si, vaccini no"; come in passato, grazie alla legittima critica si scoprì la dannosità del mercurio presente nei vaccini, oggi la vera condanna è relativa alle sostanze cancerogene ancora presenti in molti vaccini. Degno di riflessione è inoltre quanto certificato da soggetti qualificati: [...]fotografie al microscopio elettronico di vaccini inquinati e tre grafici non miei ma dell’Office for National Statistics inglese per il tetano e dell’ufficio per le statistiche storiche statunitense per ciò che concerne morbillo e pertosse. Materiale ufficiale, quindi. In questi grafici si vede chiaramente come i vaccini non abbiano avuto influenza nell’andamento relativo all’incidenza delle malattie. Non mi pare ci sia nulla di “anti-vaccino” se qualcuno chiede spiegazione a proposito non di opinioni ma di fatti accertati. Essere informati è un diritto, specie se si tratta di salute." ... ed ancora: "Noi abbiamo analizzato 28 vaccini, qualcuno in un solo esemplare, qualcuno in più esemplari anche a distanza di tempo. Di questi solo il Feligen, l’unico vaccino per uso veterinario analizzato, si è dimostrato non inquinato da micro- e nanoparticelle solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili, vale a dire patogene. Le autorità sanitarie hanno sempre evitato di entrare in argomento ma di questo molti soggetti potenzialmente vaccinabili sono informati e la mancanza di risposta o le risposte assurde giocano a sfavore dei vaccini.rnTutti i bugiardini e, comunque, la buona pratica vaccinale, prevedono che prima di praticare una vaccinazione il medico valuti se il soggetto è già naturalmente immune e se è allergico o sensibile ad uno o più componenti del farmaco. Questo non viene mai fatto sia perché il vaccinatore non dedica il tempo necessario a ciò che sta facendo (spesso si trova a dover vaccinare decine di soggetti sconosciuti in pochi minuti) sia perché i componenti non vengono mai dichiarati per intero sia perché non è quasi mai possibile sapere se il vaccinando (a maggior ragione se è un neonato) è allergico o sensibile a una sostanza. In caso di allergia, basta una quantità minima di sostanza cui si è allergici per scatenare la reazione avversa.rnI medici denunciano solo una minima parte degli effetti patologici, passeggeri o cronici che siano, manifestati a seguito di una vaccinazione. In questo modo si ha un’immagine falsata degli effetti reali.rnLe informazioni che vengono date al soggetto sono appena parziali. Per esempio, non si dice mai che i vaccini, come tutti i farmaci, non hanno un’efficacia nel 100% dei casi né si dice che, quando la malattia deriva da più cause o il batterio da combattere esiste in ceppi diversi, il vaccino è approntato solo per pochissimi ceppi (spesso uno solo) e, comunque, non per tutte le cause della malattia. Esempi tipici (ma gli esempi sono numerosissimi) sono la meningite e il Papilloma virus. In questo modo s’illude il soggetto di essere immune verso una malattia quando, nella migliore delle ipotesi, cioè quando il farmaco ha funzionato, l’immunità è solo per una frazione dei patogeni oltre a non essere quasi mai duratura. Questa illusione può causare addirittura un aumento dei casi di malattia (esempio tipico fu il tetano) perché i vaccinati non prendono più le precauzioni del caso.rnLe vaccinazioni vengono praticate sui neonati quando il sistema immunitario non matura almeno fino ai 2 anni (abbondanti). E si praticano vaccinazioni a vecchi che, per ragioni di età, non riescono ad acquisire immunità da vaccini.rnAi neonati si pratica una vaccinazione esavalente (difterite, epatite B, infezioni da Haemophilus Influenzae tipo b (Hib), pertosse, poliomielite, tetano) lasciata credere obbligatoria, quando la legge non prevede come obbligatorie le vaccinazioni contro Haemophilus Influenzae tipo b (Hib) e pertosse. In termini pratici, non è possibile ricevere una vaccinazione “di legge” e si deve subire forzatamente quella “aumentata”. L’argomento solito è che le due malattie in eccesso saranno combattute dal vaccino e, quindi, questo va a vantaggio del vaccinato, argomento quanto meno curioso sia per legge sia per logica." [Stefano Montanari]rnrnQuesto il vero punto.rnGrazie.rnEgidio Cardinale.

Signor Egidio, io abbraccio integralmente il suo pensiero espresso sopra, in quanto padre di una bimba di 3 mesi e mezzo ci siamo trovati da diverso tempo a fare ricerche, confronti e riflessioni. Quanto lei dice corrisponde al risultato da noi ottenuto, non si può pensare alla popolazione come ad un gregge di pecore malate fin dalla nascita, da trattare tutte indistintamente con le stesse cure. Non si può continuare a far credere alla gente che un neonato debba essere protetto, per forza, da malattie che non sono affatto tipiche dei neonati. Il fatto è che questi concetti che noi sosteniamo, sono rintracciabili benissimo in quella letteratura scientifica che i "vaccinatori di regime" come li chiama lei, sbandierano ogni volta che c'è da fare propaganda. Basta informarsi e avere coraggio, coraggio di pensare a se stessi con coscienza e responsabilità.

Ovviamente dovete sottostare a delle direttive imposte dall'alto di cui forse nemmeno voi avete capito bene la portata. Per fortuna c'è gente che ancora di informa e non solo sul web ( grazie sig. Egidio). il problema che al governo fate delle leggi con lo stesso sistema.. poi permettetemi, il paragone del casco ha dell'incredibile...
"cari" amici giovani Pd.. il casco finito il giro in moto te lo togli. il "vaccino" te lo iniettano..




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