Infiltrazioni all'Ipsia: la Provincia, 'Interventi bloccati dai bilanci'

liana serrani 20/10/2015 - La manutenzione delle scuole senigalliesi ingessata dai vincoli di bilancio. Provincia e Comune, ciascuno per gli edifici di propria competenza, fanno fatica a mettere mano agli interventi, spesso anche urgenti, di restyling dei plessi scolastici. Anche se spesso i fondi ci sono.

La mappa delle scuole con il bollino da SOS sono diverse: dalla palestra della scuola Marchetti, che attende ancora l'avvio dei lavori dopo il crollo del soffitto nel novembre del 2014, alla sostituzione del controsoffitto della scuola media Fagnani, alle recenti infiltrazioni di acqua piovana dal tetto dell'Ipsia Padovano. Proprio nel plesso di via D'Aquino, inaugurato per altro 10 anni fa, il soffitto gocciolante in due aule e all'aula magna ha costretto gli studenti a trovare “riparo” nei laboratori. Un appello era stato rivolto dalla preside Elena Giommetti alla Provincia, proprietaria dell'edificio.

“Tengo a precisare che in generale la Provincia di Ancona può vantare il maggior numero di edifici scolastici di recente costruzione e praticamente tutti, circa 45, di sua proprietà -premette il commissario straordinario per la Provincia di Ancona Liana Serrani- il problema della manutenzioni però è legato e penalizzato dai vincoli di bilancio. Su questo fronte un segnale di apertura pare esserci dal momento che da quest'anno gli investimenti per le manutenzioni di strade ed edifici scolastici dovrebbero essere scorporati dal patto di stabilità”.

La situazione specifica dell'Ipsia rappresenta un caso particolare e al momento non è possibile indicare una tempistica per i lavori di sistemazione del tetto. “Abbiamo verificato che, data la conformazione del tetto piano dell'edificio, la falla potrebbe essersi originata anche a molti metri di distanza dal punto in cui avviene poi la fuoriuscita d'acqua -prosegue la Serrani- la soluzione migliore sarebbe quella di creare una pendenza nel tetto in modo da far fuoriuscire l'acqua piovana. Così faremo ma al momento non possiamo dire quando”.

Nel frattempo altre manutenzioni sono state concluse con successo e altre sono ai nastri di partenza. “Al liceo scientifico Medi siamo intervenuti per il rifacimento completo dell'aula Magna, seriamente danneggiata dall'alluvione del 3 maggio 2014 e in quella circostanza c'è stata una bella e proficua collaborazione con il Comitato dei genitori -continua il commissario straordinario- sono poi in programma diversi interventi di efficientamento energetico per la sostituzione di tutti gli infissi degli edifici scolastici”.

I problemi di manutenzione non risparmiano neanche gli edifici delle scuole elementari e medie, stavolta di competenza del Comune. Devono ancora partire i lavori di rifacimento del tetto della palestra della scuola media Marchetti, crollato nel novembre dello scorso anno a causa proprio delle infiltrazioni. I lavori sono in fase di appalto ma comunque non si concluderanno prima della primavera prossima. Contestualmente ai lavori del tetto verranno effettuati anche gli interventi di miglioramento sismico e adeguamento antincendio. Al momento proseguono invece i lavori di adeguamento sismico e antincendio alla primaria Puccini, che in linea di massima richiederanno ancora un anno di tempo per la loro conclusione. Le classi interessate, ospitate lo scorso anno scolastico in gran parte presso la vicina scuola media Mercantini e in parte presso la scuola primaria di Cesanella, da settembre sono tutte insieme nell’edificio della scuola Mercantini. È inoltre programmato nel corso dell’anno scolastico l'intervento di sostituzione del controsoffitto e dei corpi illuminanti dell’ultimo piano della scuola media Fagnani.





Questo è un articolo pubblicato il 20-10-2015 alle 07:20 sul giornale del 21 ottobre 2015 - 889 letture

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Luigi Alberto Weiss

20 ottobre, 08:26
Meno soldi a Summer Jamboree e altre amenità estive e più alle scuole no? O scarichiamo tutto su qualcun altro, tipo l'Europa e le sue regole sui bilanci pubblici?

Questo intervento è paradossale.

Se io fossi il commissario della provincia e non potessi sistemare neanche un'infiltrazione mi dimetterei.

Non perché le regole assurde siano colpa sua, ma perché, se io sono commissario e non posso fare il mio lavoro, mi sento preso in giro e quindi mi dimetto.

Ma finché non ci sono infiltrazioni anche sulla poltrona...