Incontro pubblico sulle attività estrattive nell’Adriatico, Pd: 'Momento di serio approfondimento e confronto'

17/10/2015 - Lo scorso venerdì il Partito Democratico di Senigallia, insieme alla federazione di Ancona e quella di Pesaro-Urbino, ha organizzato un incontro pubblico per avviare un dibattito serio e costruttivo sulle attività estrattive nel mare Adriatico, un tema particolarmente sentito dalla nostra comunità.

L’incontro è stato un momento di serio e qualificato approfondimento e confronto, grazie alla partecipazione della senatrice Fabbri, del nostro sindaco nonché presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi, dell' Assessore Regionale all'Ambiente Angelo Sciapichetti, della senatrice Amati, della Presidente della Provincia di Ancona Eliana Serrani, dei Sindaci dei Comuni della Valle del Misa e del Nevola.

Particolarmente importante è stato il contributo del Dott. Terlizzese, direttore generale per le  attività energetiche e minerarie, che ha illustrato lo stato dell’attività estrattiva nel nostro Paese e la complessa normativa vigente per ottenere i permessi per lo svolgimento di tale attività (tutte le informazioni sono pubblicate sul sito unmig.mise.gov.it). Il sindaco Mangialardi, nel ribadire la propria contrarietà e quella della comunità ad attività estrattive in prossimità delle nostre coste, ha confermato il proprio no anche alle attività di stoccaggio di CO2 previste dal progetto Sibilla.
                
Ritenendo fondamentale l’opinione della comunità su temi così delicati, su proposta della senatrice Fabbri verrà istituito un tavolo permanente di concertazione tra Ministero e Regione, già sperimentato in Emilia Romagna,  affinché nessuna trivellazione e tanto meno alcuno stoccaggio di CO2  possa essere effettuato senza il consenso del territorio.

Un ottimo risultato, quello raggiunto al termine dell’incontro, che tranquillizza tutti noi cittadine e cittadini e che sgombera il campo dalla disinformazione che in questi mesi ha ingenerato paura e preoccupazione  per la salvaguardia del nostro ecosistema  e del turismo, principale risorsa del nostro territorio.
 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-10-2015 alle 18:13 sul giornale del 19 ottobre 2015 - 780 letture

In questo articolo si parla di politica, pd Senigallia

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Luigi Alberto Weiss

19 ottobre, 09:09
La senatrice Fabbri è quella che con grande acume sosteneva che le eventuali trivelle in Adriatico sarebbero entrate in funzione tra non meno di cinque anni, mentre le piattaforme operative già erano arrivate sui punti di trivellazione?

Mai letto un insieme di cavolate come queste.

"Ritenendo fondamentale l’opinione della comunità su temi così delicati, su proposta della senatrice Fabbri verrà istituito un tavolo permanente di concertazione tra Ministero e Regione, già sperimentato in Emilia Romagna, affinché nessuna trivellazione e tanto meno alcuno stoccaggio di CO2 possa essere effettuato senza il consenso del territorio."

La comunità non è la regione, che è governata dal pd. Il ministero è in mano, anch'esso, al pd.

Se voi "democratici" (hahaha) foste realmente interessati all'opinione delle comunità avreste preso in considerazione le rimostranze, sacrosante, dei cittadini, ad esempio quelle organizzate a monteporzio che riguarda la valcesano.

Voi "democratici", con l'aiuto della stampa allineata, filtrate tutto quello che viene detto dai cittadini ma che non rientra nei vostri interessi, per poi spacciarla per "opinione pubblica".

E' sufficiente leggere i quotidiani locali tutte le mattine.

Che sia chiaro:

La comunità sono i cittadini, non i politici eletti alla regione e quelli (non eletti) al governo.

Altrimenti cambiate nome al vostro partito, invece di democratico suggerisco, ad esempio "forza italia bis" o una roba simile, dato che della democrazia non vi interessa nulla, neanche i risultati elettorali.

Come detto in altre sedi, l'aggettivo "democratico" non è un brand, tipo coca-cola, ma dovrebbe suggerire un atteggiamento e un'indole nei confronti del "popolo sovrano" come recita la costituzione (o meglio, quello che è rimasto, della costituzione).

Che razza di comunicato stampa.....

Facciamo l'elenco sui contrari alle estrazioni e alla immissione di CO2 nel vecchi depositi:
- molti cittadini, almeno quelli che "non se ne fregano" finche' le cose non toccano direttamente loro
- Molti Comuni, sia nelle maggioranze che nelle opposizioni.
- Le province, almeno quello che resta
- Le Regioni, lungo tutta la fascia costiera adriatica.
- L'associazione dei Comuni (ANCI)
Tutto questo elenco ovviamente si riferisce a parlamentari e senatori eletti in queste aree, che bene o male coprono piu' di 1/3 del territorio italiano: ma si stanno muovendo o fanno finta?
E se si muovono, come si stanno muovendo: solo con le parole o anche con fatti?
Allora perche' ancora a Roma si pensa di andare avanti con questa storia?
Possibile che si sia cosi' ottusi che non e' una mera questione di opportunita' politica e sociale, ma che da ogni punto di vista le si guardino queste operazioni sono del tutto a perdere?
Non determinano aumenti di posti di lavoro, non determinano la produzione di sufficiente petrolio, non risolvono il problema della CO2 anzi essendo depositi in zona sismica si corre solo il rischio che il gas ricondotto possa in un tempo piu' o meno breve fuoriiuscire, e l'Adriatico non e' un oceano ma un mare molto basso e con una imboccatura "ridicola", aumentano i rischi di depauperamento dell'ambiente e a parere di taluni potrebbero comportare microclimi alterati nelle zone di terra vicine ai depositi.
Quindi che accidenti di senso ha?