Collegamento tra Misa e darsena: Senigallia Bene Comune scrive ai Ministri e al Prefetto

17/10/2015 - Senigallia Bene Comune torna a ribadire la necessità di “riaprire con la massima urgenza il collegamento tra il fiume Misa e la darsena”, appellandosi ai Ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, al Prefetto di Ancona, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, al Comando Carabinieri Tutela per l’Ambiente- Noe di Ancona, al Procuratore regionale presso la Corte dei Conti delle Marche ed all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Riteniamo fondamentale- conferma il consigliere comunale Giorgio Sartini- soprattutto in considerazione dell’evento alluvionale avvenuto il 3 maggio 2014, la riapertura del collegamento preesistente per evitare nuove alluvioni ed il ripristino delle precedenti lunghezze tra i moli di levante e ponente al fine di evitare l’insabbiamento dell’imboccatura del porto canale come verificatosi nell’aprile 2015”.

Infatti, secondo gli ingegneri della lista Senigallia Bene Comune e del consigliere, la chiusura del collegamento, “sulla quale importanza- sottolinea l’ingegnere Vito Macchia- si era espresso anche il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici- terza sezione nell’udienza del 31 gennaio 2001, verbale prot. N. 583”, ha “di fatto privato il fiume di una naturale vasca di espansione illimitata, in direzione del mare”.

I lavori relativi alla chiusura del collegamento, eseguiti durante i lavori al Porto “che hanno modificato sostanzialmente il progetto autorizzato- evidenzia Senigallia Bene Comune- non erano autorizzati”. “Sono stati realizzati lavori non autorizzati con soldi pubblici, con l’avvallo di dichiarazioni non veritiere rispetto alla reale situazione ma- precisa Sartini- il problema ora non è la mancanza di autorizzazione (la giunta ha approvato le varianti successive al rilascio delle autorizzazioni, che hanno permesso di stravolgere completamente le prescrizioni dettate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 2001, senza rispettare l’iter corretto, ovvero i lavori non sono stati portati dapprima all’approvazione del Consiglio Comunale e poi ad una nuova valutazione ambientale)”. “Il vero problema- prosegue- è la modifica importantissima per la capacità di smaltimento del fiume Misa che, probabilmente, è stata la maggiore causa dell’alluvione. Alla foce avevamo una capacità ridottissima di smaltimento che ha provocato la rottura in 22 punti”.

Pertanto Senigallia Bene Comune, che lo scorso 15 settembre ha portato in Consiglio Comunale la mozione ‘Mancato adempimento delle prescrizioni del Ministero competente in relazione ai lavori di ristrutturazione e miglioramento del porto turistico’, bocciata dalla maggioranza, e lunedì scorso (12 ottobre) ha portato la questione in Commissione, ha deciso di rivolgersi “a numerosi organismi superiori all’Amministrazione Comunale affinchè possano valutare gli eventuali provvedimenti da adottare al fine di tutelare l’incolumità dei cittadini ed evitare futuri problemi alla città”.

Sappiamo che è difficile far sì che la situazione venga ripristinata originariamente- conclude Giorgio Sartini con l’appoggio della lista, che tiene a dire che tutte le affermazioni si basano sullo studio dei documenti e degli atti ufficiali visionati - tuttavia dobbiamo sfruttare tutti i canali possibili per arrivare a mettere in sicurezza la città”.

Al momento Senigallia Bene Comune, che il 30 ottobre alle ore 21 all’Auditorium San Rocco illustrerà ai cittadini i propri studi e le proprie considerazioni, con tanto di documenti e filmati che possano aiutare a capire quanto sostenuto, ha ricevuto risposta soltanto dal Noe di Ancona che “ha suggerito di rivolgerci ai carabinieri di Senigallia affinchè si attivino per reperire il materiale ed i documenti”.

Dal canto suo però il sindaco Maurizio Mangialardi, parlando del porto e dei lavori previsti, ha già annunciato che "il collegamento non sarà riaperto”.



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Questo è un articolo pubblicato il 17-10-2015 alle 10:18 sul giornale del 19 ottobre 2015 - 868 letture

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Quando il molo di levante era più lungo di quello di ponente, durante le mareggiate, diffilmente l'acqua arrivava nella zona del Bora Bora e dintorni. Ora con l'avamporto più avanti l'imboccatura è sempre insabbiata. Anche queste situazioni in caso di piena del Misa non aiutano il fiume a defluire in mare.




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