Amati (Pd): ecco perché non ho votato la riforma costituzionale

silvana amati 14/10/2015 - Martedì il Senato ha approvato in terza lettura il testo della riforma costituzionale, che supera il bicameralismo e istituisce il "nuovo Senato". Tra quei 179 voti a favore non c'e il mio.

Come già nell'agosto 2014, in occasione della prima lettura, ho scelto di non aderire, questa volta non partecipando al voto finale perché non condivido il contenuto del testo.
La mia è una posizione consolidata nel tempo e questa è stata, è e resterà la mia posizione nel Partito Democratico. Infatti ho sempre ritenuto che la nostra Costituzione andasse applicata, difesa e mai alterata.

Per questo dal 1994 ho aderito ai Comitati per la difesa della Costituzione, promossi da Dossetti.
Dai tempi della Bicamerale D'Alema al programma dell'Ulivo, dal testo proposto dal Governo Letta fino ad oggi, ho mantenuto la stessa convinzione e quindi lo stesso atteggiamento, devo dire sempre più solitario.

Quest'ultima proposta di riforma accentua peraltro le criticità: elimina un contrappeso politico, riduce fortemente la funzione rappresentativa, realizza nei fatti il controllo dell'esecutivo su tutti gli organi di garanzia, dalla Corte costituzionale alle Authority, finanche alla Presidenza della Repubblica. Questo solo volendo ricordare le principali criticità, accompagnate dal dato che il "nuovo Senato" credo moltiplicherà i conflitti tra le assemblee locali e la Camera dei Deputati, restando in piedi la Conferenza Stato-Regioni.

Il funzionamento della democrazia è certo cosa difficile e, in tempi di antipolitica, troppo spesso svilito. Non basta certo garantire l'azione del Governo, di qualunque governo, per risolvere i veri problemi del Paese. Il tema centrale è come risolverli, trovando davvero soluzioni condivise con le cittadine e cittadini.

Dunque, nel ricordo delle motivazioni e delle ragioni storiche che portarono i Padri Costituenti ad approvare la Carta nel 1948, ho ritenuto di non contribuire con il mio voto alla fine di una storia che considero gloriosa e di garanzia democratica.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2015 alle 12:26 sul giornale del 15 ottobre 2015 - 1320 letture

In questo articolo si parla di silvana amati, politica, riforma costituzionale

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Non condivido la posizione della senatrice Amati, ma rispetto il suo punto di vista.

Mi piace che un senatore spieghi, quasi giustifichi, le sue azioni ai propri elettori.
Elettori che sono sempre sovrani e che alle prossime elezioni decideranno se confermare la fiducia o meno. E che, grazie a questo o a altri giornali, possono interloquire con chi hanno eletto.

Pare che la Senatrice abbia letto il tuo commentodi ieri, Alberto ;-)

Luigi Alberto Weiss

15 ottobre, 08:23
Onore alla Senatrice! Finalmente un politico con la schiena dritta, che non sbandiera la coerenza, ma la mete in pratica. Grazie da coloro per i quali la Costituzione resta quella del 1948 perchè rispettosa innanzitutto dei cittadini.

Quindi la sen Amati è favorevole al mantenimento del bicameralismo perfetto, con le belle 315 poltrone, capito? Anche a me questa riforma non entusiasma , ma per la semplice ragione che il Senato andava abolito tout court, con tutte le sue strutture e incredibili costi. Altro che contrappesi!

Luther blissett

15 ottobre, 11:38
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Inizio con il rispoendere a "buffalmacco".

La democrazia, per chi l'ha studiata sul serio, è costituita da "checks and balances", cosa che in italia veniva esercitata dal bicameralismo.

In italia, diversamente dagli stati uniti, ad esempio, il governo non viene eletto direttamente ma è espressione del parlamento.

L'attuale governo è espressione esclusiva del direttivo PD che ha tolto letta per mettere renzi, dunque non ha nulla a che vedere con i risultati elettorali della primavera 2013, di cui il pd se ne è allegramente fregato.

Due anni e mezzo fa, infatti, con la legge chiamata "porcellum" (incostituzionale e, dunque, illegale), il pd è entrato con 401 parlamentari e, circa, il 25 per cento dei voti.

M5S, tanto per fare un esempio, con lo stesso ammontare di voti (grosso modo), è entrato con 190 parlamentari.

Il rapporto tra percentuali voti e percentuali parlamentari la lascio a voi.

Se si toglie il bicameralismo perfetto la "democrazia parlamentare" italiana diventa, all'atto pratico, una "democrazia presidenziale" senza elezione diretta del presidente.

E' quanto di più lontano esista dalla democrazia rappresentativa.

Uno decide(il presidente del consiglio, che ovviamente ha la maggioranza alla camera) e qualunque cosa decida basta un singolo voto della camera.

Il presidente della repubblica, in teoria, potrebbe bocciare la legge.

Napolitano ha dimostrato che il prerep, anzichè difendere la costituzione, può tranquillamente cambiarla senza essere messo in stato d'accusa per attentato alla costituzione.

Quindi il presrep non conta più nulla, in ambito difensivo.

Se il problema sono le poltrone sarebbe stato sufficiente ridurre i parlamentari:

300 deputati e 150 senatori.

Salvaguardando, peraltro, la funzione di controllo che il doppio passaggio delle leggi quadro espletava (correzioni, sviste, rifusi e cosi via).

La amati ha fatto outing?

Bene, mi fa piacere per lei, ma la sostanza non cambia.

A mio modesto giudizio votare pro o contro tale "riforma costituzionale" (a carico di un ministro, anche questo palesemente antidemocratico) è irrilevante.

Se la amati vuol essere d'aiuto al paese avrebbe dovuto votare contro quando veniva posta la fiducia.

Per chi sa qualcosa di democrazia è noto perfettamente che esistono due scuole di pensiero democratico:

Quella statunitense e quelle sudamericane.

La prima ha una costituzione integrata dagli emendamenti, le seconde hanno adattato le loro costituzioni in funzione delle necessità dei singoli governi (o dittatori).

Sta alle persone decidere in che direzione ci sta spingendo renzi....

Ovviamente vale per chi non è un'analfabeta funzionale, ovvero a chi capisce quello che sta leggendo.

dicis, ti stai arrampicando sugli specchi.
Sai benissimo che il doppio passaggio in aula, una volta alla Camera ed una al Senato, ben lungi dal correggere le leggi, ha solo fatto in modo che venissero aggiunti emendamenti su emendamenti e che i tempi si allungassero a dismisura con conseguente uso sempre maggiore di decreti legge omnibus che comprendono più argomenti e che, impossibili da controllare, vanno approvati prima delle scadenze.
Una sola Camera avrà di certo modo di legiferare meglio e più tempestivamente togliendo l'Italia dall'immobilismo in cui gli eccessivi contrappassi di potere l'hanno costretta.

E sai altrettanto bene che il Governo viene votato dal Parlamento i cui membri, eletti senza vincolo di mandato, decidono se votargli o meno la fiducia.
Hanno votato la fiducia a Renzi e quindi questo è perfettamente legittimato a governare secondo la Costituzione.
Altrimenti avremmo votato per scegliere il governo, non i parlamentari.
La legge elettorale che ha eletto questo parlamento è incostituzionale? Vero. Ma l'Italicum, lungi dall'essere una legge elettorale decente, è cero meglio del Porcellum.
Inoltre la Consulta, quando ha dichiarato incostituzionale il Porcellum ha ribadito la legittimità di questo Parlamento.
Infine dove eri quando è stato approvato il Porcellum? A Senigallia abbiamo protestato solo in tre: io, Andrea Scaloni e Luca Ceccacci, nell'indifferenza più totale.




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