Cacciatore spara ad altezza d'uomo davanti al ristorante, la denuncia di Busilacchi

Gianluca Busilacchi 12/10/2015 - Spari ad altezza d'uomo da parte di un cacciatore e i pallini finiscono addosso ad un cliente. L'inquietante episodio si è verificato domenica davanti ad un ristorante di Borgo Catena.

A denunciare il grave fatto, di un cacciatore che ha sparato ad altezza d'uomo nei pressi di un pubblico esercizio è il consigliere regionale e capogruppo Pd Gianluca Busilacchi. "Oggi (domenica ndr) un cacciatore, over 60, capelli bianchi, altezza media, grassoccio ha sparato ad altezza uomo verso le ore 16.30 nel campo confinante con la proprietà del ristorante Taverna dei Guelfi a Senigallia -scrive Busilacchi sulla sua bacheca Facebook- Eravamo due famiglie con bambini, fortunatamente nessun ferito ma solo pioggia di pallini che ha bucato i vestiti di una persona del gruppo. Chiunque riuscisse a darci notizie per risalire a questo pazzo criminale e' pregato di farci avere notizie. Grazie".





Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2015 alle 13:07 sul giornale del 13 ottobre 2015 - 2641 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, gianluca busilacchi, articolo e piace a eneabartolini

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Alcune precisazioni, anche in merito all'articolo di stamattina apparso sul CorAdr.

1. Il fatto che il proprietario del terreno "debba" conoscere il cacciatore non è vero. L'attuale legislazione venatoria prevede l'ingresso, eccetto i limiti di distanza e dove espressamente vietato, in tutti i terreni agricoli italiani.

2. Le distanze di sicurezza sono drasticamente diverse per proiettili spezzati (pallini) e non spezzati.

Nel primo caso si danno ampie concessioni ai cacciatori, fucili carichi oltre i 50 metri da case o strade, diritto di sparare, se di schiena, a 100 metri dalle case e dalle strade, 150 metri in altri casi.

E' evidente che la differenza tra "di spalle" e "altri casi" serve per lasciare il dubbio in caso di infrazione, a favore dei cacciatori.

I proiettili spezzati arrivano, in condizioni meteo ottimali, fino a 200 metri.

Per i proiettili non spezzati la distanza minima è 1.5 volte la gittata massima del fucile.

In questo caso, ovviamente (dato che un proiettile spezzato è più pericoloso) la distanza è corretta, se rispettata.

Queste leggi, di difficile applicazione e che, de facto, sospendono il diritto della proprietà privata sul territorio nazionale (salvo diverse condizioni, "fondi chiusi", "divieto di caccia" e cosi via, i cacciatori possono entrare dove vogliono, anche senza permesso esplicito da parte dei proprietari del terreno) costituiscono il motivo per cui, in italia, esiste il problema venatorio.

Dunque quello che ha detto la signora Allegrezza stamattina fa abbastanza sganasciare dalle risate.

Se i problemi riguardanti la caccia li conosco io dovrebbe, a maggior ragione, conoscerli anche lei.

La caccia in italia, oggi, è uno sport, non certo un metodo di sussistenza.

L'assurdo, dunque, oltre alle distanze ridicole (che comunque capita non vengano rispettate) è il permettere di entrare, senza permesso, nelle proprietà private, facoltà non concessa neanche ai vigili urbani, tanto per citare un esempio.

Leggi inadeguate, controlli inesistenti, immobilismo e lassismo delle forze dell'ordine comportano, in ambito venatorio, comportamenti simili a quelli su strada:

Ognuno fa quello che gli pare, con l'aggravante dell'uso di armi.

Ossequi.

Una delle poche volte in cui sono pienamente d'accordo con quanto detto da Dicis.




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