Max Fanelli: stop alle cure contro la Sla in segno di protesta contro la classe politica

Max Fanelli 11/10/2015 - Ha deciso di interrompere ogni terapia che ancora lo tiene in vita. Una decisione shock quella annunciata ieri da Max Fanelli, il senigalliese di 54 anni affetto da Sla in stadio avanzato, che da tempo chiede una legislazione che regolamene il fine vita.

A far precipitare la situazione e a spingere Max a decidere di non curarsi più è stata la constatazione che “la classe politica non ha approvato la norma sull'eutanasia legale”. Una legge per la quale, a nome di Max, nei mesi scorsi si erano fatti portavoce anche politici come Pippo Civati di Possibile e la neo parlamentare senigalliese Beatrice Brignone.

“Mentre passano le settimane, per tutti noi, malati terminali di patologie incurabili e progressive, i disagi psicofisici aumentano e devi riuscire ad adattarti o a sopportare i nuovi dolori, le nuove incapacità -scrive in una lettera aperta Max Fanelli- Io ad esempio, rimasto con un solo occhio e l’udito funzionanti ho appena avuto una congiuntivite, ho subìto un’ulteriore semi paralisi della palpebra dello stesso occhio e sono costretto a farmelo inumidire ogni 15 minuti. Per scrivere tre righe con il pc a controllo oculare, ci ho impiegato anche due ore”. Per Max “i diritti dei morenti sono costantemente trascurati dai capigruppo di Camera e Senato, che ignorano ogni appello a legiferare in tal senso, da ovunque esso provenga”.

“A nulla sono valse la proposta di legge di iniziativa popolare sul fine vita depositata a settembre 2013 dall’Associazione Luca Coscioni -continua Fanelli- gli innumerevoli appelli di malati e familiari, i nostri due appelli, accompagnati dalle firme di 82 deputati e senatori, l’invito a legiferare della presidente della Camera Laura Boldrini e dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel nulla sono finiti i nostri appelli scritti e videoregistrati al presidente Mattarella ed al Papa”. Le lettere e le richieste del movimento #iostoconmax sono cadute nel vuote, “come quelle di migliaia di semplici cittadini, personaggi famosi e politici che si sono fatti fotografare con la nostra cartolina speciale. Caro Stato, se non mi dai la libertà e la dignità, tieniti pure le medicine per la Sla”. Attorno al caso di Max si è creato da tempo un vero e proprio movimento che con un tam tam continuo tenta di sensibilizzare la politica sulla necessità di una legislazione in materia di fine vita.





Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2015 alle 06:51 sul giornale del 12 ottobre 2015 - 1644 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, articolo, Max Fanelli

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Esprimo grande solidarietà a Max Fanelli (che peraltro non conosco)e credo che la sua sia una battaglia di civiltà contro l'oscurantismo ancora imperante nel nostro paese.
Provo invece amarezza e disgusto per una classe politica che ancora non è riuscita (anzi non ha voluto)ad approvare leggi contro l'omicidio stradale, il femminicidio ed altro.

Filomena Martucci

11 ottobre, 21:19
Politici che pensano solo ai loro affari e a tenersi strette le poltrone, fregandosene di chi soffre, muore sulle strade, non arriva a fine mese e è vessato da un sistema fiscale iniquo.




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