Brignone: 'Il Governo intervenga immediatamente sul destino di Banca Marche'

beatrice brignone 06/10/2015 - “ La situazione di Banca Marche è gravemente compromessa e il destino delle famiglie e aziende che hanno creduto nell’istituto bancario, affidandone i propri risparmi e investimenti è sull’orlo del baratro”.

E' quanto afferma la deputata senigalliese Beatrice Brignone che questa mattina ha depositato un’interrogazione al Ministro dell’economia e finanze con le quali chiede l’approvazione in tempo breve di un piano di salvataggio che consentirebbe di evitare l’applicazione della normativa europea concernente nuove regole sulla gestione delle crisi bancaria.

“Il Commissariamento di Banca Marche scadrà a fine ottobre 2015 e dal primo gennaio 2016 entrerà in vigore il Brrd, la nuova procedura di gestione che riguarderà i risparmiatori in particolare. Non abbiamo più tempo per trovare le condizioni necessarie al salvataggio dell’istituto in modo da salvaguardare gli investitori e risparmiatori dell’istituto di credito marchigiano”- continua Brignone.

“Se dovesse passare la normativa comunitaria si convertiranno le obbligazioni subordinate in azioni che farebbe diventare carta straccia 400 mln di euro di cittadini marchigiani, poiché la maggior parte di questi titoli sono in portafoglio a famiglie, aziende e fondazioni bancarie. Il Governo deve dirci da subito come intende tutelare i risparmi e le obbligazioni di migliaia di marchigiani danneggiati dal dissesto finanziario dovuto alla precedente gestione di Banca Marche” conclude Brignone.


da Beatrice Brignone
deputata Possibile




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2015 alle 11:02 sul giornale del 07 ottobre 2015 - 2136 letture

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Luigi Alberto Weiss

07 ottobre, 08:17
Onorevole, le propongo un'altra interrogazione, questa volta al ministro della Giustizia affinchè faccia sapere l'esito delle indagini giudiziarie con nomi e cognomi di coloro che hanno provocato il dissesto della banca. Non vorrei che tutto finisca a tarallucci e vino e a prenderla in quel posto siano solo i clienti e risparmiatori.
Inoltre, sul piano politico, non è il caso di rivedere la considerazione verso questa banca, smettendola di farla ancora passare come "patrimonio della regione". E' un atteggiamento culturale che non trova giustificazione in una moderna visione della società marchigiana, dove non sono più accettabili rendite di posizione e monopoli.

gasparino

07 ottobre, 10:16
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Che paghi chi ha sbagliato, sequestrate tutto il sequestrabile a tutti i protagonisti del fallimento, fateli lavorare a vita per ripagare il debito. Basta con questa storia di chiedere soldi allo stato, ovvero a noi cittadini, per ripianare le ruberie dei "furbi".




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