Arcevia: i libri e le mucche, brevissima escursione nelle Marche interne

02/10/2015 - Qualche settimana io ed Elena, che facciamo parte, insieme ad un centinaio di persone, di un gruppo informale chiamato “Marche interiori”, abbiamo passato una bella giornata vicino alle nostre montagne.

Siamo andati a conoscere Antonella Marchi, nel suo casolare di campagna ad Avacelli di Arcevia, con le antiche belle scale interne che portano alle camere, che hanno la lastra di pietra un po’ consumata nel mezzo, levigata in modo asimmetrico per i tanti passi che sono saliti la sera e ridiscesi nelle innumerevoli aurore, negli anni. “Quando scrivo una lettera ai lettori mi firmo sempre la vostra bibliotecaria, perché non sono una vera bibliotecaria, sono bibliotecaria solo per voi.” E’ un privilegio per quelli di Avacelli. Cura la sua piccola biblioteca con circa 1000 libri, accuratamente scelti, che nel tempo sono aumentati ed ora sono circa 2500.

“Qualche volta la banca ci sponsorizza, con alcune centinaia di Euro, non sono poche di questi tempi, allora posso fare qualche acquisto, è bellissimo tornare con questa busta pesante piena di libri.” La immagino con la borsa in mano che già pregusta i nuovi acquisti, immagino quando ne consiglierà la lettura ai fortunati frequentatori di questo piccolo spazio pieno di storie sottratte all’inerzia quotidiana, quella che ti fa pensare: ma chi te lo fa fare? I volumi della biblioteca di Avacelli sono sicuramente i libri da salvare, da portare nel rifugio antiatomico in caso di catastrofe nucleare. Ma non è un evento apocalittico la minaccia più preoccupante, ma la quotidiana indifferenza nei confronti di questi luogo, come i tanti bei borghi di montagna, che, nonostante i tanti discorsi, ancora regna. E’ dalla piccola biblioteca di Avacelli che bisogna ripartire ridare vita alle nostre Marche interne. Non bisogna necessariamente aspettare qualcosa dall’Europa.

La stessa mattina ad Arcevia c’era un convegno sul rilancio delle aree montane, dove hanno preso la parola molti politici locali, organizzato da Andrea Bomprezzi, sindaco animato da passione per il proprio territorio. Pur essendo stato presente per poco tempo era tuttavia difficile sfuggire alla sensazione di contrasto nei linguaggi. Non si tratta di facili schemi che contrappongono i politici alla onesta gente comune, proprio perché Antonella non è inquadrabile in schemi, ma è sorprendente nella semplicità con cui racconta la sua passione, che sa rivestire di spontaneo chiarore, una passione coltivata come la sua lavanda con la quale confeziona saponi che profumano della leggerezza che ha una bella pagina di romanzo, quella pagina che ci piace rileggere ogni tanto. “Una volta mi hanno intervistato a Farheneit, la trasmissione di Radiotre, non la sente quasi nessuno, ma sono stata lo stesso un po’ orgogliosa”.

Ha ragione ad esserlo, ha costruito dal niente una biblioteca, bellissima, anche se piccola, accogliente, come le vecchie pergolate di viti delle case contadine. Poi il viaggio è proseguito verso Poggio San Romualdo: la cooperativa, la chiesa, la storia del grande santo e della Madonna di cartapesta con la faccia da contadina dei monti, mucche al pascolo, pranzo delizioso, un breve pisolo sotto una quercia, abbastanza lontano dalle mucche. E poi Leonardo Animali ci accompagna nella cripta, il luogo più antico. Ma questa è già un’altra storia. Ma perché non partire da qui, da questi libri in una stanza e da questi formaggi, da questa vecchia chiesa, dalle mucche al pascolo che assomigliano alle nuvole poco sopra, perché non partire da qui per realizzare qualcosa nella nostra “Marca” interna?







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-10-2015 alle 15:10 sul giornale del 03 ottobre 2015 - 764 letture

In questo articolo si parla di arcevia, attualità, massimo bellucci e piace a Massimo_Bellucci

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