A Confluenze il nuovo disco della band senigalliese Arbitri Elegantiae

02/10/2015 - Sabato 3 ottobre, alle ore 21.30 a Confluenze , verrà presentato il nuovo disco della band senigalliese Arbitri Elegantiae, dal titolo Canto da un pezzo di storia. La band, che si è formata nel 2000, ha all’attivo due colonne sonore, un primo album, autoprodotto nel 2012, e uno spettacolo di teatro-canzone, La storia del postino che cercò Babbo Natale, ideato nel 2013.

Dopo alcune date abruzzesi è recentemente tornata ad esibirsi nel territorio marchigiano. La musica degli Arbitri Elegantiae può essere definita un folk cantautorale contaminato, ricco di influenze provenienti dalla musica classica e dal rock. I componenti sono quattro, Lorenzo Franceschini a voce e chitarra, Federico Messersì a basso e chitarra elettrica, Gabriele Ciceroni a clarinetto, fisarmonica, flauti, zampogna e cajon flamenco, e Giovanni Frulla alla tromba. Il nome Arbitri Elegantiae significa, in latino, “arbitri dell’eleganza”, e riprende il soprannome dato dai suoi contemporanei allo scrittore romano, Petronio. Questo nome per i componenti della band ha però un significato più ampio di quello associato all’autore del Satyricon.

Questo nome sta a significare che tutti noi, che viviamo in questo periodo storico, siamo gli arbitri dell’eleganza del nostro tempo, siamo, cioè, responsabili della bellezza del mondo in cui viviamo. Se facciamo bene il nostro lavoro e curiamo le nostre passioni e le nostre relazioni, il mondo è migliore, è più elegante. Dipende solo da noi, e questo nome vuole ricordare proprio questo. Il disco Canto da un pezzo di storia si compone di undici tracce, è stato registrato da Giovanni Imparato dei Chewingum e deve la sua veste grafica al pennello dell’artista pesarese Paolo Savelli ed agli scatti del fotografo senigalliese Gianluca Rossetti. Insieme ai componenti della band, nel disco hanno suonato anche Giovanni Imparato e la cantante senigalliese Silvia Falcinelli. Non si tratta di un concept album, ma c’è un tema centrale nel disco, ed è quello della speranza: una speranza non retorica, ma fondata su uno sguardo onesto ed impietoso sulla realtà del nostro tempo. L'album presenta delle canzoni che hanno alle spalle molti anni e che per l'occasione sono state vestite di una forma nuova, ma soprattutto testi dell'ultimo periodo. Il brano che dà il titolo all'album, Canto da un pezzo di storia, racchiude in pochi minuti tutto il senso dell'opprimente precarietà di questo tempo che non valorizza i veri talenti, ma che al contrario rischia di disperdere le energie e l'impegno di molti.

C'è una nota di speranza in tutto questo, una speranza sottile che la musica tenta di risvegliare, una speranza che rifugge la rassegnazione per cercare di riconquistare a poco a poco quella dignità che spesso viene dimenticata. L’immagine di copertina vuole ricordare proprio questo: è un dipinto, fatto con colori acrilici, tempera e matite colorate, opera di Paolo Savelli, che rappresenta una giovane donna in piscina, la quale, sul punto di affogare, viene salvata da due braccia che dall’alto la tirano su. Questa immagine, secondo la band, descrive al meglio il nostro tempo, un pezzo di storia che sembra destinato all’abisso, ma che con il nostro impegno e con la nostra passione può ancora riemergere.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-10-2015 alle 15:08 sul giornale del 03 ottobre 2015 - 414 letture

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