Monte San Vito: Piano di sviluppo rurale 2014-2020. Casini ha incontrato i sindaci e gli amministratori della provincia

agricoltura generico 01/10/2015 - Ultima tappa a Monte San Vito per la campagna d’ascolto della Regione sul Piano di Sviluppo Rurale. Dopo Amandola, Force, Macerata Feltria, e San Severino Marche, questa volta la vicepresidente e assessore all’Agricoltura Anna Casini, insieme ai tecnici del Servizio Agricoltura, ha incontrato i sindaci e gli amministratori della provincia di Ancona.

Scopo della riunione, raccogliere indicazioni e suggerimenti per rendere i bandi del Programma di Sviluppo Rurale Marche 2014-2020, approvato in Consiglio Regionale lo scorso martedì 15 settembre, più aderenti alle esigenze dei territori in modo da impiegare nel migliore dei modi tutte le risorse a disposizione.

“Con questo incontro – ha detto la vicepresidente Casini – si chiude la campagna di ascolto sul Psr. Sono molto contenta perché l’iniziativa è stata un successo. Condivisione e partecipazione, nel segno del metodo adottato dal presidente Ceriscioli, sono per questa giunta la priorità e i territori hanno risposto al meglio all’appello. In tutte e cinque le province la partecipazione è stata altissima e abbiamo ricevuto preziose indicazioni che terremo in grande considerazione per la stesura dei primi bandi che saranno pubblicati entro la fine di ottobre: in particolare la misura a sostegno dell’insediamento dei giovani in agricoltura, quella a sostegno dell’agricoltura biologica e la misura che sostiene gli investimenti aziendali. La scelta di svolgere gli incontri nei centri dell’entroterra è la concreta prova dell’attenzione del governo regionale per le aree interne.

Un ringraziamento particolare va ai tecnici del Servizio Agricoltura che hanno partecipato a questo “tour” per le Marche per spiegare i dettagli tecnici del Piano. I tempi record con cui il Psr è stato portato in aula – ha sottolineato ancora la Casini - hanno permesso i alle Marche di essere  tra le prime regioni ad avere disponibili i fondi Feasr (Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale) per il proprio territorio: si tratta di 538 milioni di risorse da utilizzare entro il 2020: risorse importanti per la nostra economia, che vogliamo impiegare tutte e al meglio”.

L’incontro è proseguito con un’illustrazione e un confronto sulle possibili strategie di aggregazione cui possono partecipare attivamente gli amministratori degli enti locali  quali le filiere e i mercati locali, gli accordi agroambientali per la salvaguardia del suolo e la prevenzione del dissesto idrogeologico su scala territoriale. Per quanto riguarda lo sviluppo economico delle aree rurali (interventi Leader), una peculiarità del programma regionale è l’importanza assegnata alla programmazione effettuata dagli enti locali che potranno attivare, attraverso Progetti integrati locali, azioni nell’ambito del turismo, della cultura, dei beni ambientali, dei servizi, dei prodotti tipici. 

Infine sono state presentate agli amministratori le azioni di semplificazione amministrativa e procedurale che si intende porre in atto chiedendo, anche in questo caso, proposte e suggerimenti per migliorare, con l’apporto di tutti, l’efficacia dell’intervento pubblico.  Per quanto riguarda nello specifico le azioni in favore delle aree interne, il PSR concorre con agli altri fondi comunitari a sostenere gli interventi anche per investimenti infrastrutturali nei centri storici e nei borghi rurali e per gli investimenti nelle energie rinnovabili per la creazione di micro reti di distribuzione di energia da calore generati da biomassa locale.

Il PSR in pillole - Le risorse del PSR Marche sono così distribuite: oltre 211 milioni di euro sono indirizzati alla competitività delle aziende agricole e alle filiere alimentari, quasi 218 milioni di euro alla tutela delle risorse ambientali e degli ecosistemi, a promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, alla prevenzione e la gestione dei rischi, quasi 95 milioni all’inclusione sociale e allo sviluppo economico delle aree rurali. Di particolare rilievo il sostegno al ricambio generazionale, con un premio che va dai 50.000 ai 70.000 euro assegnato ai giovani che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola, cui viene offerta anche l’opportunità di accedere, in via privilegiata, a un “pacchetto” di altre misure.

L’agricoltura biologica, attraverso la misura 11, può contare su 80 milioni di euro.  Attenzione, nell’ambito della tutela dell’ambiente, è riservata anche alla salvaguardia del suolo e alla prevenzione del dissesto idrogeologico e delle alluvioni, con l’attivazione di interventi integrati su scala territoriale, denominati “accordi agroambientali d’area”. Da segnalare infine le risorse destinate allo sviluppo della banda ultra larga: 22 milioni di euro destinati ai comuni delle aree rurali in digital divide.

 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2015 alle 11:03 sul giornale del 02 ottobre 2015 - 506 letture

In questo articolo si parla di regione marche, politica, agricoltura

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