Slitta la riapertura di Palazzetto Baviera, se ne riparla in primavera

palazzetto baviera senigallia 24/09/2015 - Slitterà al prossimo anno, con l’obiettivo della primavera-estate, la riapertura del restaurato Palazzetto Baviera. Con lo slittamento dell’ultima tranche di lavori sarà posticipata anche l’annunciata mostra dedicata ai Della Rovere che dovrà fare da cornice all’inaugurazione dello storico palazzo di piazza del Duca.

L’evento culturale, inizialmente previsto proprio per settembre, dovrà procedere, gioco forza, di pari passo con l’ultimazione dei lavori di restyling del palazzetto. Il cantiere, finanziato con fondi Fas, ha subito un intoppo in primavera a causa proprio del trasferimento dei finanziamenti, necessari per gli ultimi ritocchi interni alla struttura, necessari per la riapertura dell’edificio.

“I lavori sono ormai nella fase conclusiva e manca davvero poco –ha detto il sindaco Maurizio Mangialardi- la riapertura non è in discussione anche se sarà rimandata di qualche mese. Il recupero di Palazzetto Baviera, dopo dieci anni di chiusura forzata, consente di restituire alla città un altro tassello del cuore del centro storico, inserito nella Cittadella dei Saperi, cui si aggiungono anche Palazzo del Duca, la Rocca Roveresca e il Foro di piazza Manni”.

Completato il restauro infatti lo storico edificio, voluto nel XV secolo da Giovanni Giacomo Baviera, zio di Giovanni della Rovere, rinascerà come casa-museo. E per inaugurare la nuova stagione culturale il comune ha in programma una mostra dedicata ai Della Rovere per cui già nel febbraio scorso era stato nominato un comitato scientifico. Il compito del pool di esperti della cultura e dell’arte è quello di organizzare una mostra che racchiude tutte le opere d’arte, e dunque quadri, sculture e anche mobili, appartenute alla famiglia Baviera e della Rovere, che si trovavano all’interno dell’edificio. La mostra, che –come precisa il sindaco- “non è messa in discussione”, si terrà contestualmente alla riapertura di Palazzetto Baviera stimabile per la primavera-estate del prossimo anno.

Il Comitato Scientifico, nominato nel luglio del 2014 dalla precedente giunta Mangialardi, è composto oltre che dal sindaco Mangialardi e dall'assessore alla cultura (Simonetta Bucari subentrerà all’ex assessore Stefano Schiavoni), da Gabriele Barucca, Alessandro Marchi e Claudia Caldari della Soprintendenza di Urbino per i beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Marche, Alfredo Bellandi, docente di Museologia all’Università di Perugia, Silvia Blasio, docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Perugia, Stefano Gizzi, soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche, Eros Gregorini, responsabile Ufficio Cultura del Comune, Direttore Soprintendenza di Urbino per i beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Marche, Paolo Mirti, dirigente del Comune, mons. Giuseppe Orlandoni, vescovo della Diocesi di Senigallia, Claudio Paolinelli, docente di Storia della Ceramica all’Università di Urbino, Pier Domenico Pasquini, delegato Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici e Rosaria Valazzi, soprintendente per i beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Marche.





Questo è un articolo pubblicato il 24-09-2015 alle 06:08 sul giornale del 25 settembre 2015 - 957 letture

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Luigi Alberto Weiss

24 settembre, 07:56
A parte qualche correzione nel comitato scientifico (da mesi l'architetto Gizzi non è più soprintendente nelle Marche), questa storia meriterebbe qualche approfondimento di altro genere. Se i fondi c'erano, qual è stato l'intoppo che ritarderà così tanto la riapertura del Palazzetto Baviera? Su questo il Comune preferisce il silenzio e la cosa è sospetta.