Stefano Caporossi è il nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ancona, la sua carriera partì da Montemarciano

21/09/2015 - Dopo notevoli esperienze professionali maturate in 32 anni di servizio nell’Arma, il Colonnello Stefano Caporossi torna nella sua regione d’origine, le Marche, in veste di nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ancona.

Il neo comandante provinciale dei Carabinieri, che ha raccolto il testimone del Colonello Antonio Concenzio Amoroso al quale ha rivolto il ringraziamento per il lavoro svolto, proviene dalla Presidenza della Repubblica dove per 4 anni al Quirinale si è occupato dei servizi di Sicurezza e Protezione del Capo dello Stato (Presidenti Napolitano e Mattarella) quale Comandante del Reparto di Sicurezza del Reggimento Corazzieri.

Originario di Apecchio (1964) e figlio di un appuntato dei carabinieri, il Colonnello Caporossi ha intrapreso la carriera militare nel 1983 proprio nelle Marche, presso la stazione di Montemarciano, quale Carabiniere Ausiliario.

Se paragonate ad altre realtà, le Marche sono una realtà molto più tranquilla ma- afferma il Colonnello Stefano Caporossi- l’apparente clima di tranquillità non va sottovalutato”.

Infatti “non ci dobbiamo confrontare solo con la criminalità locale ma anche con quella di passaggio poichè le arterie stradali e ferroviarie che portano nel capoluogo marchigiano sono molto comode per i malviventi provenienti da altre regioni- evidenzia il neo comandante provinciale, che a Reggio Calabria, dove è stato alla guida della Compagnia Carabinieri nel periodo del delitto del vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno, ha avuto modo di conoscere bene l’attività della ‘ndrangheta- Nessun territorio può considerarsi, in assoluto, escluso dall’attività della criminalità comune ed organizzata. E in una realtà ben industrializzata come quella marchigiana non si può escludere a priori il radicamento della criminalità organizzata. Sta a noi capire ed intervenire, laddove necessario. Solo le indagini possono confermarne l’eventuale presenza”.

Giunto nelle Marche la settimana scorsa, il Colonnello Caporossi ritiene prematuro definire le priorità. “Ho avuto modo di appurare che in questo territorio la collaborazione con i cittadini, le amministrazioni e le altre forze di polizia già funziona bene- assicura- ora diventa importante mantenere questa collaborazione e proseguire l’attività svolta dal mio predecessore con i colleghi alla guida dei Reparti al fine di mantenere i livelli di sicurezza che già ci sono e, se possibile, per aumentarli”.

I dati- conclude il Colonnello Caporossi- indicano un calo dei reati contro il patrimonio (costituiti principalmente da furti, rapine, borseggio, spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione), quelli che minano la serenità. Tuttavia occorre continuare ad adottare tutte le misure preventive”.

Pertanto i militari, che stanno proseguendo attentamente le indagini sulla rapina avvenuta nella villa dell’imprenditore jesino Paradisi, tornano a ricordare ai cittadini di chiudere le finestre delle abitazioni quando non si è presenti, inserire l’antifurto e, magari, collegarlo alla centrale operativa delle forze dell’ordine così da garantire un tempestivo intervento, oltre che segnalare la presenza di auto o persone sospette.

Misure di sicurezza e prevenzione che permettono ai Carabinieri di far fronte al numero contenuto di risorse umane e di mezzi. “Siamo pochi- conferma il neo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ancona- però non è nostra abitudine piangerci addosso. Sfruttando l’ingegno, le nuove tecnologie e soprattutto la collaborazione con i cittadini, le amministrazioni e le altre forze di polizia presenti sul territorio riusciamo a sopperire a questa mancanza ed a garantire la presenza ed il controllo su tutto il territorio di nostra competenza".







Questo è un articolo pubblicato il 21-09-2015 alle 19:58 sul giornale del 22 settembre 2015 - 2174 letture

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