Ecocamp: slittano i tempi della maxi riqualificazione costiera

ecocamp 21/09/2015 - L'Ecocamp destinato a restare in un cassetto. Almeno per il futuro prossimo. L'ambizioso progetto di riqualificazione della fascia costiera in chiave turistico-ambientale, che prevede tra l'altro la delocalizzazione dei campeggi, è messo in stand by.

Una “sensazione” confermata ora dal sindaco Maurizio Mangialardi che ha risposto alla richiesta di informazioni di un cittadino. Dopo la presentazione del progetto nel 2006 e le proteste che ne erano anche emerse da parte dei gestori dei campeggi, preoccupati all'idea di un trasferimento forzato, nulla si è più saputo. Nel 2007 la Regione ha anche accolto la richiesta di finanziamento del Comune di Senigallia che partecipò al bando “Progetti per la gestione integrata degli impatti ambientali in aree produttive significative”.

La spiaggia di velluto aveva in particolare presentato il progetto denominato “ECOCAMP – Gestione Attrezzature Turistiche Ecoefficienti – Una porta verso il turismo sostenibile” che prevedeva la pianificazione, progettazione e gestione, di aree produttive destinate ad attività turistico-ricettive, secondo gli standard delle aree produttive ecologicamente attrezzate. L’Area individuata, nella fascia costiera a sud di Senigallia, tra il mare e la chiesa del Ciarnin, comprendeva aree ad espansione turistica con una superficie territoriale complessiva di 35 ettari, di cui più di 4 dedicati ad un Parco litoraneo Attrezzato. Dall'approvazione del bando c'erano dieci anni di tempo per dare il via alla delocalizzazione dei campeggi ma la situazione sembra ancora in alto mare. Motivo? La crisi che impedirebbe ai privati, proprietari di alcuni porzioni di area interessata dal progetto, di investire per la propria parte.

“Purtroppo per il momento non ci sono tempi concreti per il progetto dell'ECOcamp -afferma il sindaco Maurizio Mangialardi- Trattandosi infatti di un'area privata, il progetto si potrà definitivamente concretizzare solamente nel momento in cui la proprietà deciderà di mettere in campo un intervento economico al momento non prevedibile”.

Il soprannonimato “Ecogate” fu presentato anche alla Rotonda dal sindaco e dall'allora assessore all'urbanistica Gennaro Campanile. Si parlò della delocalizzazione dei campeggi a monte della statale per lasciare spazio al recupero ambientale a ridosso dell'arenile. Fiore all'occhiello era il parco urbano attrezzato per fare il bagno in riva al mare, prendere il sole e riposare all'ombra in strutture il più integrate possibile con il paesaggio. Erano previste anche strutture sopraelevate per godere della vista mare e piattaforme galleggianti. per la pesca. Non plus ultra poi la realizzazione di ambienti destinati alle attività terapeutiche come massaggi, ginnastica e talassoterapia.







Questo è un articolo pubblicato il 21-09-2015 alle 23:50 sul giornale del 22 settembre 2015 - 1497 letture

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Luigi Alberto Weiss

22 settembre, 09:46
Un progetto cervellotico, pensato per cancellare i camping e sfruttare le aree lasciate libere sulla costa per altre speculazioni, magari finanziato da qualche soggetto pubblico tipo Regione o Unione Europea. Adesso si cerca la scusa della crisi per accantonarlo, ma quale titolare di camping avrebbe i denari sufficienti a realizzare una nuova struttura secondo le regole del progetto?

Commento modificato il 23 settembre 2015

Non sono completamente daccordo, Alberto.
Il progetto aveva piu' di una cosa interessante.
Certo e' che forse era troppo ciclopico, e la crisi ha calato l'asso di briscola finale, ma non era male.
Magari sarebbe ancora perseguibile, immaginando una realizzazione per parti, ma come dici tu difficilmente i proprietari dei camping avrebbero potuto investire denaro in questo progetto, e alla lunga le aree "liberate" avrebbero potuto fare gola ad altri.
...ma forse anche no: fissati alcuni paletti avrei voluto vedere chi avrebbe avuto il coraggio di cambiare la destinazione d'uso.