Mangialardi sulle linee programmatiche: 'Un progetto contro la crisi e per nuove opportunità'

Maurizio Mangialardi 17/09/2015 - Le linee programmatiche per il 2015-2020 approvate nel corso dell’ultimo consiglio comunale, pur dando continuità al precedente mandato, contengono scelte che tracciano un percorso nuovo per la nostra città e che avrà riflessi anche negli anni a venire.

Scelte con cui giunta e maggioranza si assumono l’onore e l’onere di guidare il governo cittadino all’interno di un contesto completamente mutato rispetto a cinque anni fa, che ci pone di fronte a nuovi problemi, ma anche a nuove opportunità. Nonostante i segnali di ripresa della nostra economia nazionale, non nascondiamo che la crisi economica e sociale degli ultimi anni continua a frenare quelle potenzialità di crescita di cui il nostro territorio dispone grazie a un tessuto imprenditoriale dinamico e innovativo, a una coesione sociale fondata su valori forti che prevalgono sui fenomeni di disgregazione, e alla qualità di servizi pubblici che certamente non tutte le amministrazioni possono vantare. In questo quadro, le linee programmatiche propongono un ambizioso progetto di città adeguato ai nuovi scenari.

Una visone complessiva in grado di affrontare e gestire le difficoltà derivanti dagli iniqui tagli orizzontali ai trasferimenti statali, dai vincoli del patto di stabilità che ostacolano gli investimenti e dalla cronica incertezza normativa, intercettando con intelligenza e capacità le concrete opportunità presenti in questa fase, a partire da quelle offerte dalla programmazione europea. Un progetto che propone di fare di Senigallia la città protagonista della Macroregione Adriatico-Ionica, rendendola sempre più interattiva con le politiche regionali europee, e in particolare di quelle che riguardano lo sviluppo dei nuovi turismi, le infrastrutture, il sociale e la cultura. Ma giocare un nuovo ruolo sul terreno europeo e vincere le sfide che ci impongono i processi globali presuppone coordinate politico-amministrative ben precise e un rinnovato rapporto tra istituzioni e cittadini, fondato sulla reciproca fiducia e collaborazione: la trasparenza amministrativa, la semplificazione e la sburocratizzazione delle procedure, la sobrietà e il rigore sia nella spesa che nei comportamenti degli amministratori. Coordinate da cui non possiamo prescindere per rispondere ai bisogni primari di Senigallia, dal consolidamento degli interventi per la messa in sicurezza del Misa a un nuovo modello di sviluppo urbano sostenibile capace di recuperare siti e contenitori già esistenti, dalla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini (casa, lavoro, sicurezza) all’equità fiscale, dalla necessità di garantire accoglienza e integrazione all’imprescindibile rispetto delle regole. Questo è l’orizzonte che abbiamo tracciato per i prossimi cinque anni. Temi che richiedono il contributo di tutti.

E sicuramente positivo è stato il segnale che il consiglio comunale ha voluto dare con l’approvazione a larghissima maggioranza degli indirizzi con i quali mi sono presentato agli elettori. Un consenso che si è esteso anche alla lista civica del consigliere Maurizio Perini, il quale, convergendo sul nostro programma, ha contribuito a focalizzare meglio alcuni argomenti, in particolare in materia di protezione civile e nuovi turismi. Mi sembra dunque un buon inizio e, fatta salva la chiarissima volontà popolare espressa dal voto dello scorso 31 maggio, è mio auspicio che durante i prossimi cinque continui sempre a prevalere la disponibilità a lavorare insieme nel superiore interesse della città.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-09-2015 alle 16:55 sul giornale del 18 settembre 2015 - 765 letture

In questo articolo si parla di maurizio mangialardi, politica, sindaco

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N.H.m.u.

17 settembre, 22:21
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Ho letto il documento.

Credo mangialardi abbia fatto confusione tra i "propositi" e i "progetti".

Di progetti, nel documento, non c'è traccia, ci sono delle linee guida raffazzonate e generiche, nessun numero, nessuna previsione di costi, nessuna valutazione sull'impatto nel tessuto economico e sociale.

Cosa sarebbe, la "buona città"?




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