Sartini sulle linee programmatiche: 'Mi sembra il paese delle meraviglie'

giorgio sartini 16/09/2015 - Leggendo le linee programmatiche 2015-2020 mi è sembrato di leggere "Alice nel Paese delle Meraviglie".

Due punti mi sono saltati subito all’occhio: 1. i termini usati: faremo, cercheremo, studieremo, individueremo, ci impegneremo, deve essere rafforzato, si assume come uno dei compiti prioritari, ecc.; 2. l’assenza delle modalità e dei tempi di attuazione dei singoli argomenti. Guardate bene che non proprio tutto, ma dico quasi tutto il possibile è contemplato (perché qualcosa è sparito rispetto al programma elettorale) e sembra in fase di realizzazione. Leggendo attentamente però si capisce che sono in attesa che qualcuno fornisca loro le idee su come attuare i punti delle loro linee programmatiche e che riesca anche ad individuare le risorse per farlo. Quasi all’inizio ho trovato scritto “frutto di 5 anni di buon governo”. Io questo buon governo non l’ho visto. Al contrario ho visto subito, fin dai primi incontri di commissione e di consiglio, un buco finanziario di 6.000.000 di € e nessun lavoro di previsione per la manutenzione delle infrastrutture stradali, fognarie e territoriali. Ho appurato un aumento della tassazione, a scapito di tutte le famiglie della città, aumento risultato al massimo consentito dalle normative vigenti. Con tutta probabilità ho sprecato troppo, del mio prezioso tempo di consigliere comunale (come mi fa gentilmente notare il Sindaco tramite i giornalisti), a leggere quanto contenuto nelle linee programmatiche di mandato 2015 – 2020. Ma ho dovuto farlo per rispetto degli impegni che mi sono preso con i cittadini che mi hanno dato fiducia. Per questo motivo vorrei indicare quattro carenze che trovo particolarmente rilevanti tra il “di tutto e di più” inserito nelle linee programmatiche. La prima (a pag. 41) si riferisce a piste ciclabili da realizzare per valorizzare: “la progettazione europea per realizzare nuove piste ciclabili”.

A me risulta che a Senigallia vi sia una sola pista ciclabile che risponda ai requisiti del Codice della Strada (quella che da via Verdi arriva alla Cesanella). Esorto quindi l’attuale amministrazione a realizzare e chiamare piste ciclabili quelle che realmente lo sono e a non chiamare PISTA CICLABILE il marciapiede di fronte al centro commerciale di Borgo Molino oppure il tracciato del sotto passo di Ponte Perilli. La seconda (a pag. 45) riguarda lavori pubblici e manutenzioni. Per la zona di via Capanna ho trovato solo la previsione di realizzare il collegamento tra via Capanna, l’incrocio viale dei Pini e la complanare. Dov’è finito il sottopasso pedonale e ciclabile tra via Campanella, via Vico e via Capanna sbandierato ai residenti di Borgo Molino (firmatari di una petizione in tal senso) durante la campagna elettorale, come impegno assunto formalmente? E’ forse sparito nel giro di pochi mesi? Quel sottopasso è indispensabile e deve essere realizzato immediatamente; avevo già riferito al Sindaco, dopo la sua relazione nell’incontro delle Commissioni tenutosi per approvare il bilancio, quanto questa realizzazione fosse fondamentale. I residenti di Borgo Molino non possono permettersi di venire nuovamente alluvionati a causa dell’errore, da parte dei tecnici comunali e dei politici, di non adeguata valutazione dei lavori di impatto ambientale, lavori collegati alla realizzazione dell’attuale uscita della complanare (ex- ingresso Autostrada). E data la serietà della questione non ha valore nemmeno la solita scusa che mancano i fondi per questa realizzazione.

Avevo anche chiesto, sempre durante la suddetta riunione delle commissioni, di far intervenire l’Autorità di Bacino perché richiedesse a Società Autostrade di rimediare a sue spese all’errore fatto. La terza (a pag. 47) si riferisce al governo del territorio e allo sviluppo urbano. Qui a dire il vero mi sono contrariato in modo particolare perché vi è scritto, parole testuali: “In prospettiva, compatibilmente con le risorse disponibili, da reperire tramite la ricerca di appositi finanziamenti sovracomunali, andrà pensato il progressivo rifacimento dei ponti del centro storico, prevedendo arcate uniche, ovvero senza pile intermedie, e travi laterali in modo da minimizzare l’effetto collo di bottiglia”. L’amministrazione dovrebbe ben guardarsi da deliberare ulteriori modifiche dei ponti cittadini, perché ha più volte dimostrato di prendere soltanto decisioni scellerate in tal senso!

Mi riferisco: 1. Al Ponte Portone, realizzato utilizzando PER QUEL SOLO PONTE i finanziamenti sovracomunali che la Regione Marche aveva stanziato per il rifacimento DEI ponti cittadini. Tra l’altro costruendolo con le travi all’interno del fiume, abbassando l’intradosso (l’altezza dal fiume) e restringendo la sezione di deflusso. 2. Al ponte Zavatti (il nostro gioiello a schiena d’asino) che è stato realizzato oltre l’altezza degli argini di alcuni metri, per la gioia dei poveri ciclisti. Ma i nostri tecnici e amministratori si sono mai chiesti quando mai l’acqua sarebbe potuta arrivare a tale quota? Nemmeno, davvero, con un diluvio universale. 3. Al ponte Perilli appena “Ristrutturato” con una spesa di quasi 800.000 € (chiederemo anche il conto finale dell’intera opera sperando che non sia lievitato) mantenendo le due pile esistenti e addirittura abbassando l’intradosso, allargandolo e caricandolo della pista pedonale che riduce ulteriormente la possibilità di passaggio delle piene del fiume. OGGI 15 settembre 2015, a un mese di distanza dal termine dei lavori, ho trovato scritto che dovrà essere rifatto a campata unica e con le travi rovesciate. E’ stato appena “ristrutturato” un ponte che dovrà essere nuovamente rifatto? Mi chiedo se non sia follia aver sperperato i soldi dei nostri cittadini per realizzare un ponte nel modo sbagliato.

In ultimo (a pag. 44) si è parlato di Senigallia, la città dog friendly (città amica dei cani). E’ scomparsa la realizzazione di un parco canile, chiaramente citata nell’ultimo programma elettorale e anche nel precedente. Anche qui un impegno preso con i cittadini per due volte consecutivamente in campagna elettorale (2010 e 2015) e poi sparito nelle linee programmatiche di mandato. Ci sarebbero ancora decine e decine di altre osservazioni ma queste erano quelle per me più rilevanti. Vorrei che la cittadinanza sapesse che sono contrario a questa presentazione sia come consigliere sia a nome di Senigallia Bene Comune. Termino con la domanda, più o meno legittima, di conoscere chi ha materialmente scritto le “Linee programmatiche di mandato”. E chiedendomi ancora se i consiglieri di maggioranza le abbiano lette.


da Giorgio Sartini
consigliere comunale Senigallia Bene Comune

 




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2015 alle 23:08 sul giornale del 17 settembre 2015 - 383 letture

In questo articolo si parla di politica, giorgio sartini, Senigallia Bene Comune

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