Senigallia a luci rosse: il racket della prostituzione alimentato da clienti facoltosi

sfruttamento della prostituzione 11/09/2015 - Clienti facoltosi con auto di lusso, professionisti provenienti da tutta la provincia di Ancona disposti a pagare anche più di mille euro per una notte e disposti ad attendere il proprio turno. Un cliente dopo l’altro, nei periodi di maggiori richiesta, uomini sposati, “insospettabili” che conducono una doppia vita.

Padri di famiglia di giorno e fomentatori del sesso a pagamento di notte. È questo l’identikit emerso dal giro di vite messo in atto dai Carabinieri della Compagnia di Senigallia, diretta dal capitano Cleto Bucci, culminata con l’operazione “Transilvania” che ha portato all’arresto, l’altro giorno, di due rumeni con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Nel mirino dei militari è finito un appartamento, situato sul lungomare di Marina di Montemarciano, utilizzato dai rumeni per far prostituire le ragazze, sempre più richieste da un giro di uomini facoltosi molti dei quali clienti più o meno fissi. Ma l’episodio dell’altro giorno non è un caso isolato. La presenza del racket della prostituzione, con tanto di “lotta” per la spartizione dei territori è ormai, purtroppo, una realtà.

A capo, quasi sempre, bande organizzate provenienti dall’est, soprattutto rumeni. Proprio una rissa per la spartizione del tratto di strada dove far prostituire le ragazze era stato all’origine, nel luglio scorso, della rissa sfociata in accoltellamento, tra bande rivali di rumeni. In quella circostanza i carabinieri di Senigallia, coordinati dal comandante di stazione Antonio De Santis, avevano arrestato i responsabili del tentato omicidio. Le forze dell’ordine da mesi hanno ripreso a ritmi serrati la lotta al contrasto della prostituzione. Un fenomeno che da alcuni sembrava essersi affievolito (almeno quello su strada) ma riemerso da qualche anno in tutta la sua recrudescenza.

Le “lucciole” sono tornate a fare la loro comparsa lungo la Statale, a Cesano, a Marzocca, fino ad arrivare praticamente in città con punti fissi al Ponte Rosso e anche al Vivere Verde. I serrati blitz delle forze dell’ordine hanno ottenuto in questi mesi una riduzione della presenza delle prostitute dalla strada ma si tratterebbe solo di uno “spostamento”. La prostituzione infatti sempre di più viene esercitata in appartamenti e soprattutto gestita da bande. C’è poi, e non è secondario, il problema sociale delle ragazze, per la maggior parte straniere provenienti dall’est Europa finite nel racket della prostituzione. Giovani, come emerso anche nel corso dell’Operazione Transilvania, costrette a prostituirsi anche duranti i controlli su strada delle forze dell’ordine. L’azione di contrasto delle forze dell’ordine è concentrata principalmente nello sgominare queste bande che gestiscono il racket della prostituzione ma anche nel punire i clienti che, se colti inflagranti, vengono multati rischiando anche una denuncia penale.





Questo è un articolo pubblicato il 11-09-2015 alle 23:45 sul giornale del 12 settembre 2015 - 3054 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, sfruttamento della prostituzione, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/an22


Luigi Alberto Weiss

12 settembre, 08:43
L'avvocato degli arrestati la pensa in modo opposto. Adesso come stanno le cose, a parte il comportamento degli "utenti" di quello che in fondo è un servizio... sociale?