Orti del Vescovo, M5S: i nostri dubbi sul progetto

orti del vescovo definitivo 11/09/2015 - Si è riunita martedì 8 settembre la seconda commissione consiliare e, all’ordine del giorno, c’era la relazione del Sindaco sul primo intervento (la riqualificazione di Piazza Garibaldi) del progetto PIPERRU.

È stata una commissione in cui si è discusso molto a lungo e dove noi del MoVimento 5 Stelle non abbiamo perso l’occasione per esternare tutti i nostri dubbi sul progetto i quali, nonostante il contradditorio, ancora persistono.

La prima critica che ci sentiamo di fare, intanto, è di livello politico: la partecipazione, tanto sbandierata a destra e a manca della maggioranza PD, di Città Futura, di Vivi Senigallia e di Obiettivo Comune, sembra improvvisamente dissolta come neve al sole.
Infatti, c’erano tutti i presupposti con questo progetto di dover attivare una variante al Piano Particolareggiato del Centro Storico la quale, come ben chiarito dall’architetto Giuliani, non è più di competenza del Consiglio ma della Giunta.

Poco importava a noi però che essa fosse di competenza di Giunta o di Consiglio, perché l’ importante era permettere ai cittadini di poter fare le osservazioni, mentre quel progetto è stato condiviso fra pochi soggetti (la Giunta, l’Ufficio tecnico comunale, qualche altro tecnico e - forse - qualche associazione privilegiata) senza attivare l’iter burocratico ordinario adozione/pubblicazione/approvazione.
La seconda critica è che l’importo dei lavori per sistemare la piazza, è coperto da un contributo regionale e dal contributo di costruzione versato dai privati, quale co-finanziamento comunale.

Abbiamo più volte sollecitato di farci conoscere quali garanzie si sono pretese per evitare che un eventuale ritiro di uno dei soggetti privati possa far decadere tutto dovendosi in tal caso restituire gli oneri da loro versati e, molto probabilmente, possa anche far perdere il finanziamento regionale (dovete infatti sapere,  cari cittadini , che la Regione non dà i soldi solo per la piazza, ma li dà in gran parte, ed essenzialmente, perché siano realizzati gli alloggi di edilizia sociale e, se questi non venissero più fatti, ci è stato risposto con un vago “ri-negozieremo”… che, purtroppo, a nostro parere, equivale a zero garanzie).

La terza critica, che è poi la nostra principale contrarietà, è che il progetto principale, ossia quello che riguarda l’intervento privato per gli alloggi di edilizia sociale, prevede la realizzazione di un nuovo piano interrato.

Qualcuno di voi, cari cittadini, potrebbe ribattere con un “nessun problema” oppure con “che male c’è?”
Il male c’è, eccome! Il piano interrato, infatti, sorgerà proprio a ridosso dell’argine del fiume, in una zona che nel 2001 era stata classificata dall’Autorità di bacino regionale come a massimo rischio esondazione; poi è stata incredibilmente deperimetrata, forse fidando che si facessero opere  ed attività di mitigazione. Poi, purtroppo, è arrivata anche l’alluvione del 3 maggio 2014 senza che nulla di ciò sia stato mai attivato!

Dunque, ancora oggi anno 2015, che garanzie abbiamo, se dovesse arrivare  un altro evento calamitoso simile ed il livello dell’acqua raggiungesse il bordo degli argini (come è successo in più di un’occasione),che quell’interrato da realizzare nell’isolato denominato “Orti del Vescovo”, non si riempia d’acqua?

Ed anche se, controbattendo a tale nostra osservazione, ci è stato detto (quasi facendoci sentire in colpa)  che se quei parcheggi,  essendo legati agli alloggi, non si realizzano, salta tutto, rimaniamo dell’avviso che o essi si fanno da un'altra parte (magari sfruttando i nuovi che si realizzeranno sulla nuova parte di lungo fiume) o non si fanno, perché prima di riqualificare e di dare lavoro alle imprese, si deve garantire la sicurezza di chi riqualificherà  lavorando  e di chi ci abiterà!

Non mancheremo di farci sentire su questo tema anche al prossimo Consiglio comunale, perché se si pensava che la questione si chiudesse dopo appena due ore di commissione, noi la riapriremo alla prima occasione.

 


da Riccardo Mandolini
Consigliere Comunale MoVimento 5 Stelle




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-09-2015 alle 18:00 sul giornale del 12 settembre 2015 - 1266 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, riccardo mandolini, Movimento 5 Stelle, orti del vescovo, m5s senigallia

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Come ho avuto modo di scrivere altrove, sono un "accanito" sostenitore del progetto: per motivi storici (si risana un vulnus urbano dovuto all'assenza dei portici fino a dove il progetto originario li prevedeva), sociali (edilizia agevolata) e per poter finalmente rivitalizzare il centro storico nel suo complesso, come si sentiva spesso richiedere soprattutto dai commercianti, risanando uno spazio abbandonato.
Per quiesti motivi questa e' una occasione da non buttare.
Comprendo le ragioni di sicurezza che sono esplose dopo l'alluvione, per questo e' assolutamente doveroso che il M5S locale si attivi ed impegni assieme al Comune (che deve farsi sentire di piu') affinche' la Provincia inizi al piu' presto le opere di messa in sicurezza fluviale, gia' promesse e finanziate.
La realizzazione de "Gli Orti del Vescovo" impieghera' almeno 2 anni di lavori, due anni in cui la Provincia (responsabile principale della messa in sicurezza del fiume) DEVE fare il proprio lavoro.

Forse Daniele altrove, dove avevo fatto seguito al tuo commento, non sono stato sufficientemente chiaro.
Il PAI prevede che dove c’è da mettere in sicurezza non si possa aumentare il carico antropico.
Allora, o qui siamo al sicuro, ed allora converrai con me che sarebbe inutile sperperare soldi pubblici in dotazione della Provincia, che li potrebbe invece investire per altre urgenze di sua competenza (strada Arceviese erosa dal Fiume Misa o altre situazioni simili di pericolo che non mancano di certo), oppure si prenda atto di un pericolo incombente e si ripristini anche dal punto di vista formale (cioè sulla carta) quello status di vulnerabilità delle aree che sostanzialmente, dal 2001 ad oggi,cioè da quando gli Uffici regionali lo avevano manifestato, non è stato fatto nulla di concreto perché venisse migliorato.
Fino ad allora, la ragione imporrebbe di mettere in stand-by ogni velleità edificatoria tesa ad accrescere le situazioni di rischio idrogeologico.
Ma le decisioni non sempre sono razionali …

Chi ha la maggioranza fa sempre come gli pare punto
Se capita un'altra alluvione come quella del 3 maggio 2014
è un'evento imprevedibile punto
Leonardo Maria Conti