Altre Marche Fermo: solidarietà al prof Mancini

Studenti, scuola generico 08/09/2015 - Leggiamo con sconcerto della vicenda di un professore a cui viene affidata una cattedra al Liceo Scientifico di Senigallia e che diviene bersaglio delle proteste dei genitori, preoccupati del fatto che il suddetto “abbia partecipato alle contestazioni in piazza a Roma contro Salvini e da tempo sia un attivista che frequenta i centri sociali”.

Questa brutta storia presta il fianco ad una serie di considerazioni sul ruolo giocato dalla politica rispetto alla pubblica istruzione e sulla percezione, distorta, della scuola che si sta diffondendo tra le famiglie. Ricordiamo tutti le dichiarazioni di Berlusconi, che metteva in guardia i genitori contro i professori che “inculcano” negli studenti valori differenti da quelli accettati in casa, suggerendo dunque l’idea di una scuola che se parla di politica o attualità, se accoglie il dibattito e la differenza di opinioni, diventa pericolosa e sovversiva. Evidentemente questo pensiero si è diffuso nel tessuto sociale, generando un pericoloso equivoco, che invece vorremmo qui risolvere: la colpa di un professore non è di avere delle idee, semmai è di non averle.

La colpa di un professore non è frequentare troppo i centri sociali, semmai è frequentare troppo i centri commerciali. La colpa di un professore è nasconderle quelle idee, per opportunismo o per viltà, perché sono le idee nascoste ad essere insidiose, non quelle dichiarate. La colpa di un professore è essere ingeneroso, tenendo per sé i propri pensieri e non condividendoli con i propri studenti. La colpa di un professore è appiattire ogni giorno la vita scolastica in una liturgia di programmi ministeriali, morti, se non parlano della vita che si svolge fuori delle aule scolastiche e di cui i ragazzi hanno tanta fame. La colpa di un professore è preparare benissimo i propri studenti agli esami di maturità e non provare nemmeno a prepararli alla vita, dimostrando innanzitutto con le proprie azioni che il mondo richiede l’impegno e la partecipazione di tutti e che esistono posizioni diverse su cui –viva dio- è bello confrontarsi.

La colpa di un professore è non educare i ragazzi al confronto e lasciarli morire di noia, in balia dei test che hanno sempre e solo una risposta giusta. La colpa di un professore è rifiutarsi di parlare di politica con i propri studenti, dicendo o suggerendo loro che la politica è una brutta cosa di cui è meglio non occuparsi o al massimo è più prudente farlo di nascosto, formando futuri cittadini timorosi, disinteressati o peggio ancora in malafede. E veniamo al caso in questione: la colpa di un professore non può certo essere aver manifestato contro il leader di un partito politico razzista, che diffonde odio verso gli stranieri e si esprime con dichiarazioni violente. La colpa di un professore non può essere quella di frequentare i centri sociali o avere idee difformi dalla massa, purché essere rispettino, ovviamente, la legge.

Ci auguriamo che in tanti si interroghino sul senso e sul portato di questa vicenda, sul pensiero che le sta dietro e che magari riflettano sul futuro della scuola e della classe docente, che viene giudicata non nel merito delle proprie capacità didattiche e sulla preparazione culturale, ma su criteri del tutto inappropriati, alla vigilia dell’entrata in vigore di uno strumento così pericoloso come la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei presidi ( Legge n.107/2015 – Buona Scuola ), che a storie come questa non potrà che dare un triste e prevedibile seguito.

Comitato Altre Marche della provincia di Fermo


da Lista “Altre Marche – Sinistra Unita”




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-09-2015 alle 23:13 sul giornale del 09 settembre 2015 - 1989 letture

In questo articolo si parla di regione marche, politica, Lista “Altre Marche – Sinistra Unita”

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